lunedì 17 aprile 2017

Omeopati in difficoltà: non trovano i principi attivi nei loro prodotti!

Salviamo l'omeopatia! Dopo la foca monaca, il panda e la balenottera azzurra, ecco un'altra mobilitazione di massa contro una specie che rischia l'estinzione.

La notizia è riassunta in questo articolo uscito in questi giorni. Il mondo dell'omeopatia è in difficoltà, a causa di una normativa europea, che obbliga tutte le aziende produttrici di farmaci, omeopatiche e non, a consegnare entro giugno 2017 i dossier con indicate le preparazioni di tutti i prodotti già in commercio. Pena il loro ritiro da tutti i banconi delle farmacie. Questo in ottemperanza a una direttiva europea addirittura del 2001. Sedici (16) anni fa.

Si legge nell'articolo che il presidente di Omeoimprese, l’associazione di categoria che riunisce i produttori di medicinali omeopatici, ha dichiarato che il settore dei farmaci omeopatici rischia il tracollo, perché dopo 16 anni non è ancora riuscito a compilare questi dossier. «Il Ministero non ha accolto la proroga richiesta per la consegna dei dossier all’Associazioni Italiana del Farmaco».





Però, insomma, non è che glielo hanno detto Giovedì Santo e lo volevano per Pasquetta. Glielo hanno detto 16 anni fa! Quindi dire che non hanno fatto a tempo, e che adesso vogliono la proroga, mi ricorda tanto quando a scuola avevi l'interrogazione programmata da 3 mesi e ti presentavi la mattina dell'interrogazione davanti alla prof con le orecchie da cocker mormorando tristissimo che il giorno prima non avevi potuto studiare. Come se ti fosse capitata tra capo e collo una tragedia pazzesca, un imprevisto di quelli che capitano ogni 10 alla 200 anni (un numero che ritornerà più avanti), e che insomma, tu ce l'avevi messa proprio tutta per studiare, ma proprio non avevi potuto, e chiedevi se si poteva rimandare appena di una settimanella o due. E la prof ti metteva 2.

Mi chiedo quindi che scuse avranno addotto gli omeopati per non essere riusciti a preparare i dossier con i dettagli di quello che c'è nei loro prodotti, in sedici anni. Che hanno avuto i muratori in casa? Che è stata male la nonna? Che hanno dovuto accompagnare il fratello piccolo in piscina perché la mamma aveva da fare in ufficio? O magari si saranno presentati col braccio ingessato finto? Per dire: "Vedi, c'ho il braccio ingessato, e è pure il destro, come facevo a preparare il dossier?!". Anzi, no, ci sono: "mi si è macchiato! Guardi, il dossier ce l'avevo pronto ma mio nonno (lo deve capire, è anziano...) mi ci ha rovesciato sopra il caffè e adesso non si legge più niente!". Questa funzionava sempre. Quasi sempre...

D'altra parte li capisco, povere stelle. Non è mica facile preparare un dossier dove si ammette che nei loro prodotti c'è soltanto il sentore di fegato e cuore di anatra muschiata (fonte), oppure di bricioline di muro di Berlino o saliva di cane rabbioso (fonte), e anche di "sostanze che possono provenire dal mondo vegetale, animale, minerale o chimico". Quest'ultima frase è tratta dal sito della principale casa produttrice di prodotti omeopatici al mondo. Notare la puntigliosa distinzione, fra vegetale, animale, minerale, e - separato e quindi diverso - chimico. Come se una rapa, un fegato o un sasso non avessero niente a che fare con la chimica. In tutta onestà capisco che uno si vergogni e prenda tempo.

E poi, povere creature, con quelle diluizioni, anche volendo, valle un po' a trovare le sostanze che ci sono dentro?! Valla a trovare quell'unica molecola di cuore di anatra muschiata su 10 alla 200 molecole d'acqua - la diluizione del prodotto in questione - che come numero supera alla strangrande il numero di tutti gli atomi dell'universo conosciuto. Valla a trovare la confezione in cui è finita! Quindi in effetti capisco che sia imbarazzante dover dire all' Agenzia del Farmaco che nei loro prodotti non c'è un cazzo di niente, solo acqua e zucchero, a parte una sola molecola di cuore di papera, che però vattelapesca dove è finita!

Me la vedo questa task force impegnata a tempo pieno negli ultimi 16 anni a ricercare la confezione con LA molecola. "Chissà dove è finita... eppure ero sicuro che fosse qui... niente, acqua pure questa, mannaggia!"  Forse con 100 alla 200 anni di tempo però magari la trovano. Se solo all'Agenzia del Farmaco hanno un attimino di pazienza, vedrai che si mettono in regola anche loro!

1 commento:

  1. Tutto molto divertente e altrettanto condivisibile. Meno divertente è la consecutio temporum strampalata nella frase "Come se una rapa, un fegato o un sasso non abbiano niente a che fare con la chimica." Ops! ;)

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