mercoledì 27 febbraio 2019

La differenza fra la scienza e la pseudoscienza

Cosa si nasconde dietro quello "pseudo" in più o in meno.


Cosa rende diverse nel metodo la scienza dalla pseudoscienza? Quali sono le differenze che ci permettono di distinguere le due discipline? Questa è una lista, certamente non esaustiva, degli aspetti che ritengo caratterizzanti di una disciplina rispetto all'altra. Però se dovessi scegliere il punto più importante, sceglierei l'ultimo, che sintetizza il diverso approccio delle due discipline nei confronti del mondo.

1) Le esperienze personali nella scienza non contano. La pseudoscienza invece basa le sue verifiche su "a me è successo che... e quindi funziona". Nella pseudoscienza è normale trovare testimonianze del tipo: "io avevo la polmonite, ma ho preso la tisana di melissa tre sere di seguito e mi è passato tutto". Da cui si conclude che la tisana di melissa serve a curare la polmonite. La differenza rispetto alla scienza sta nel fatto che quest'ultima si preoccupa anche di contare tutti quelli che hanno preso la tisana di melissa ma poi sono finiti all'ospedale per polmonite trascurata. E confronta quale dei due numeri è più rilevante...

2) La scienza cerca di smentire se stessa, la pseudoscienza cerca invece conferme. Questo è un punto fondamentale che è tutto sommato poco noto. Quando si crede di aver fatto un'importante scoperta scientifica, l'atteggiamento scientifico è quello di cercare l'errore, ovvero di falsificare la presunta scoperta. Si va in cerca di tutti i possibili effetti che potrebbero aver inficiato la misura, facendoci credere quello che invece non è. La pseudoscienza ignora completamente questa prassi, e si basa generalmente su affermazioni impossibili da confutare, per confermare tesi precostituite. Della serie: il Professor Silvanski afferma che, essendo tutti immersi in un campo vibrazionale energetico positivo, possiamo guarire dalle malattie applicando la simbiosi quantica, e infatti un ragioniere di Montorio al Vomano è guarito dalla sciatica immergendosi in una vasca piena di pietre colorate. Nella pseudoscienza mancano totalmente le misure quantitative, e non esiste alcun atteggiamento critico verso le proprie affermazioni.

3) La scienza ha un linguaggio chiaro, la pseudoscienza usa termini a caso. Questo è un aspetto cruciale. Ne avevo già parlato in dettaglio qui.. La scienza si preoccupa di definire i concetti e i termini che usa, in modo che qualunque persona con conoscenze della materia comprenda di cosa si stia parlando, e sia in grado di verificare, e eventualmente smentire, le affermazioni o le scoperte. La chiarezza e la coerenza del linguaggio rendono quindi la scienza universale, e sono uno dei suoi punti di forza. La pseudoscienza usa invece termini vaghi e usati a caso, senza preoccuparsi di definirli. E quindi mescola energia, forza, potenza, e concetti non definiti come energia vibrazionale positiva (positiva rispetto a cosa?), potenza cosmica, campo quantico di guarigione, modificando e aggiustando continuamente i termini usati. Il risultato è che l'affermazione pseudoscientifica non può essere mai contraddetta, perché è impossibile entrare nel merito. Come fate a dialogare con uno che usa termini a caso, e che non specifica che cosa intende? In questo modo la pseudoscienza si svincola automaticamente da qualunque forma di controllo. Anche dal punto di vista sperimentale, il controllo diventa spesso impossibile. Un esempio? L'omeopatia. Gli omeopati affermano che la data sostanza serve a curare una certa malattia. Però poi sostengono che, essendo la cura sull'individuo e non sulla malattia, qualunque test a doppio cieco è praticamente inutile per certificare la validità del rimedio. Però poi citano specifici test in doppio cieco a supporto dell'omeopatia, se questi vanno a favore dell'omeopatia. Ci notate una certa incoerenza?

4) La riproducibilità. Per entrare a far parte di un libro di scienze, un risultato scientifico deve essere riproducibile. Bisogna quindi specificare come è stato ottenuto, in modo che altri scienziati, in modo indipendente, possano essere in grado di replicarlo ottenendo risultati simili. La pseudoscienza, invece, si disinteressa totalmente del controllo: basta che qualcuno sostenga che funzioni, che con lui ha funzionato, che con suo cognato ha funzionato, e è sufficiente.



5) La scienza è coerente con se stessa. La pseudoscienza prende dentro tutto. Se una scoperta cozza radicalmente con ciò che già si conosce, la scienza quantomeno drizza le orecchie, prima di accettarla acriticamente. Se eventuali test indicassero che i pomodori non obbediscono alla legge di caduta dei gravi come tutti gli altri corpi, e che giusto un attimo prima di spataccarsi per terra hanno una leggera indecisione, si cercherebbe di capire il perché di questa incredibile anomalia (e sarebbe una scoperta epocale!). Questa cosa, per inciso, è successa esattamente in questi termini con i neutrini che, ad un certo punto, sembravano andare di pochissimo più veloci della luce, una cosa che avrebbe sovvertito molte delle conoscenze riportate sui libri di scuola. La reazione della comunità scientifica è stata che magari!, sarebbe stata una scoperta epocale, ma prima di crederci e esserne certi era necessario fare un bel po' di controlli aggiuntivi. Controlli che, per la cronaca, hanno evidenziato un errore nella misura. Per la pseudoscienza invece, tutto fa brodo. Oggetti volanti non identificati, fantasmi, ombre misteriose sullo specchio, macchie di muffa sui muri a forma di alieno, fondi del caffè con le sembianze del nonno morto, vibrazioni cosmiche e meno cosmiche, tutto quanto coesiste allegramente nel calderone del tutto è possibile, e se volete aggiungere qualcosa di nuovo, c'è spazio per tutto, e niente contraddice niente. Un esempio per tutti? Le scie chimiche. Secondo i sostenitori della loro esistenza servirebbero, nell'ordine, a produrre malattie per vendere più medicine, a farci morire con lo scopo di ridurre la popolazione mondiale (che intanto però aumenta alla faccia del complotto, e poi se riduci la popolazione mondiale vendi anche meno medicine!), a causare inondazioni, a scatenare terremoti, a cambiare le correnti oceaniche, a invertire l'asse del campo magnetico terrestre, a alterare il clima, a far piovere di più, a causare siccità, a spruzzare nanomacchine che, inalate, permettono il controllo della popolazione, e altre amene spiegazioni, tutte contemporaneamente vere. Lo stesso succede se chiedi chi è a capo del complotto. Dalla CIA all'INPS, ci trovi tutti. E non è una battuta! Leggetevi per divertimento l'organigramma dei responsabili del complotto in Italia, redatto dal guru degli sciachimisti italiani (fonte). Poi ogni nazione avrà ovviamente il suo organigramma diverso. A proposito, a San Marino cercano personale, perché in così pochi non ce la fanno a fare tutto.

6) Lo scienziato vuole pubblicare in Peer Review. La pseudoscienziato sul proprio profilo Facebook.  Pur con tutti i suoi difetti e limiti, la peer review è considerata dalla comunità scientifica una forma di garanzia che un certo risultato sia stato ottenuto seguendo la corretta metodologia scientifica. La pseudoscienza si disinteressa completamente di questo aspetto. Nella pseudoscienza sono tutti per uno, e non capita mai che ci si smentisca a vicenda. Avete mai sentito una diatriba fra cromoterapisti sull'uso del colore verde nel trattamento delle gastriti? Lo pseudoscienziato apre un sito web, un profilo Facebook, oppure scrive un libro o tiene conferenze in giro, e quello basta e avanza per avere l'autorevoleza sufficiente.

7) La pseudoscienza ignora l'importanza delle competenze specifiche. Si può essere farmacisti, presentatrici tv o disk jockey e sentenziare di immunologia, si può essere elettricisti in pensione e pretendere di saper prevedere i terremoti, si può essere laureati in scienza della comunicazione e millantare di poter curare la sclerosi laterale amiotrofica, nonostante gli esperti di tutto il mondo dicano sia al momento impossibile. La pseudoscienza, disinteressandosi totalmente del controllo, si disinteressa anche delle competenze di chi spara affermazioni.

8) Il rasoio di Occam: una linea guida nel metodo scientifico. Se per un certo fenomeno esiste già una spiegazione semplice,  è controproducente e in generale metodologicamente sbagliato inventarsene un'altra più complessa. Un principio generalmente disatteso dalla pseudoscienza, che non esita a inventarsi guarigioni dovute alla meccanica quantistica per spiegare ciò che guarisce normalmente anche senza fare niente. Allo stesso tempo, l'apparente l'incapacità di spiegare un certo fenomeno tramite ciò che si conosce già, non rende affatto valida l'ipotesi alternativa, soprattutto se questa è strampalata. Se sul momento non so spiegare una luce che vedo nel cielo, questo non rende affatto probabile che si tratti di un'astronave aliena.

9) Il progresso scientifico mira a una migliore comprensione del fenomeno che viene studiato. La pseudoscienza invece si disinteressa di comprendere i fatti, ma è sostanzialmente una serie di pratiche e di procedure sconnesse fra loro. Trecento anni di gravitazione universale hanno portato a capire in dettaglio il moto dei pianeti attorno al sole. Invece duecento anni di omeopatia ci ripropongono esattamente le stesse pratiche ideate dal suo inventore, e formulate in un'epoca in cui ancora non si conoscevano né virus, né batteri, né la chimica. E in 2000 anni l'astrologia non è cambiata di una virgola, salvo includere l'effetto dei nuovi pianeti, ma solo dopo che la scienza li aveva scoperti, e aveva quindi informato gli astrologi della loro esistenza.


giovedì 21 febbraio 2019

Scienza contro pseudoscienza: perché la spiegazione scientifica perde sempre

Ieri ho letto un articolo dell'Airc, l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, sui presunti rischi per la salute del forno a microonde. L'articolo si può leggere a questo link. La domanda a cui l'articolo cercava di rispondere era: "Scaldare con il forno a microonde aumenta il rischio di cancro?

A questa domanda il cittadino medio si aspetterebbe una risposta chiara: si o no. E la pseudoscienza offre una risposta chiara: il forno a microonde è nocivo alla salute, non ci sono dubbi.

Alcuni esempi di siti o pubblicazioni pseudoscientifiche che danno questo tipo di risposta si trovano ad esempio qui,  qui,  qui,qui, giusto per fare qualche esempio. Nell'ultimo link, in particolare, si può leggere la dichiarazione del Dott. Hans Ulrich Hertel, nutrizionista svizzero laureatosi all'Istituto Federale di Tecnologia a Zurigo, che dice testualmente: "Le microonde generate tecnologicamente sono in contraddizione con la natura e quindi tossiche: stiamo parlando di un’energia basata sul principio della corrente alternata, mentre le energie naturali si basano sulla corrente continua a impulsi”. Lo stesso dottore precisa che: "Il sole irradia la sua luce in modo continuo, creando un flusso ininterrotto di impulsi che è in grado di portare e sostenere la vita sulla terra; le microonde invece, in seguito alle continue inversioni di polarità, creano un effetto di “scuotimento” e di separazione che causano nei tessuti biologici e anche in quelli inorganici un processo di decadimento. L’effetto di questo è il cancro" (il neretto è nell'originale).



Faccio veramente fatica a trattenermi di fronte a questa montagna di puttanate epocali. Però oggi mi sento Ghandi, e passo oltre, perché in realtà voglio prendere spunto da questo articolo dell'Airc per sottolineare come la pseudoscienza sia sempre molto netta nelle sue affermazioni (il microonde fa male), mentre la scienza, coerente al suo metodo e al suo modo di trattare i problemi, non lo è mai. Anzi, spesso appare addirittura ambigua nelle sue affermazioni, tanto da farti dire "se non lo sai, dillo chiaramente, non ci girare intorno!" Il risultato è che se non si conoscono il metodo scientifico e il linguaggio della scienza, quest'ultima, in un confronto con la pseudoscienza, ne uscirà sempre sconfitta, se la posta in palio è ottenere la fiducia dei cittadini.

Leggiamo quindi cosa dice l'Airc, e facciamogli il contropelo come se fossimo pseudoscienziati. Come se ragionassimo come il Dottor Hans Ulrich Hertel, anche se è una cosa che non auguro a nessuno, perché avere un cervello simile sarebbe veramente una bella sfiga.

L'Airc, già nel sottotitolo, scrive: 

"Non vi è alcuna dimostrazione che l'uso del forno a microonde aumenti il rischio di cancro e ancor meno che il cibo scaldato con questo elettrodomestico possa essere meno nutritivo di quello cotto o riscaldato in altro modo."

Notate dove sta il problema? Percepite l'ambiguità della frase? "Non vi è alcuna dimostrazione che l'uso del forno a microonde aumenti il rischio di cancro". Non dice "il forno a microonde non aumenta il rischio di cancro". Quella sì che sarebbe stata un'affermazione categorica. No, l'Airc, cioè la scienza, dice "non vi è alcuna dimostrazione che aumenti il rischio di cancro".

Cioè sostanzialmente ci dice che finora, per quanto abbiamo provato a cercare, non abbiamo mai trovato nessun indizio che la cottura a microonde possa causare il cancro. Che è la risposta scientificamente corretta, perché per un problema del genere la scienza non può escludere in assoluto che il fenomeno avvenga, anche se  teoricamente non ci sono motivi perché avvenga, ma può solo porre un limite a quanto al massimo può essere frequente, in base al fatto che non è mai stato osservato nulla. Per capirci, leggete questo articolo sui dadi truccati (pubblicità occulta al mio blog).

Quindi, il fatto che "non vi è alcuna dimostrazione" non vuol dire che si sta brancolando nel buio, ma che, proprio in virtù del fatto che sono state fatte tante misure, tutte con esito negativo, un eventuale effetto nocivo del forno a microonde, ammesso che esista, sarà certamente estremamente piccolo. Altrimenti ce ne saremmo accorti. Questa affermazione dovrebbe tranquillizzarci, se si conosce il linguaggio della scienza.

Se invece non lo si conosce, questa affermazione ci mette ansia, oltre ad apparirci veramente molto deludente, perché viene da pensare che la scienza non sappia dare una risposta chiara, e che magari un domani si potrebbe scoprire che il microonde causi effettivamente il cancro in quantità. Ti aspetteresti un bel no, e invece ti trovi di fronte questo vorrei ma non posso. E rispetto alla risposta pseudoscientifica, che se ne fotte dei dubbi e afferma categorica e sprezzante, non c'è storia! Se non conosci il linguaggio della scienza, scegli il Dott. Hans Ulrich Hertel, che almeno ha parlato chiaro!

Ma continuiamo a leggere quello che dice l'Airc: "I forni a microonde scaldano il cibo grazie all'azione di radiazione a radiofrequenza, dotata di una bassa quantità di energia."

Notate il problema? La parolina "radiazioni"! Una parola che la maggior parte della gente solo a sentirla pensa subito a Hiroshima e Nagasaki. Le radiofrequenze si chiamano radiazioni a radiofrequenza. Anche i raggi infrarossi, quelli che escono dal telecomando della tv, si chiamano radiazioni. E anche la luce che viene dal sole, quella che invece piace al Dott. Hans Ulrich Hertel perché non è alternata - dice lui - si chiama radiazione. Radiazione elettromagnetica, per la precisione. Queste radiazioni non hanno niente a che vedere con la bomba atomica, e nemmeno con la radioattività, ma nel linguaggio scientifico si chiamano allo stesso modo. Solo che se non conosci queste cose, se non hai il minimo rudimento di scienza, dici: "ecco, visto? Te lo dicevo che il forno a microonde usa le radiazioni! Lo dice anche l'Airc!" E magari concludi che quindi anche il cibo diventa radioattivo quando lo scaldi. E da lì a concludere che causa il cancro è un attimo!

E poi l'Airc continua con una frase che vorrebbe essere rassicurante, ma che invece sortisce, anche questa, l'effetto opposto: "Solo le radiazioni ad alta energia hanno potere ionizzante, cioè sono in grado di modificare la struttura subatomica della materia e quindi di indurre alterazioni del DNA che possono aumentare il rischio di cancro".

Come interpreta questa affermazione chi non sa nulla di scienza? Interpreta dicendo che alla fine è solo una questione di lana caprina, e che non c'è una distinzione così netta fra microonde e Hiroshima, e che sotto sotto, alla fine, sono la stessa cosa. Metti che ti scappa una microonda un po' più energetica del normale, e ecco che modifichi il DNA e ti viene il cancro!

Più in basso l'Airc spiega bene questo aspetto, ma a quel punto chi è attratto dalla tesi pseudoscientifica ha già chiuso il cervello. Ha già preso la sua decisione. Eh sì, perché tutto quello che necessita approfondimento è in antitesi alla pseudoscienza. La pseudoscienza offre scorciatoie facili e confortanti.  Si o no, buono o cattivo, bianco o nero. La pseudoscienza ti da risposte brevi, sintetiche e apparentemente chiare, senza ambiguità. La pseudoscienza non ti richiede sforzi di comprensione. La scienza invece, per sua natura, contestualizza, analizza, distingue, e addirittura mette in dubbio se stessa. La scienza si preoccupa di essere onesta, la pseudoscienza no.

Quando ci si trova al cospetto di una possibile scoperta, l'approccio scientifico impone innanzitutto di scoprire se e dove si è sbagliato, ovvero si cerca di falsificare quella scoperta. E fare questo richiede impegno mentale e consapevolezza delle cose, oltre che voglia di capire. In contrapposizione la pseudoscienza cerca conferme delle proprie tesi preconcette, utilizzando veloci scorciatoie: "come hai detto? Ci sono le radiazioni? Allora vedi che fa male!"

Per questo è assolutamente fondamentale insegnare a scuola lo spirito critico e il modo che ha la scienza di affrontare i problemi, molto più che insegnare nozioni di scienza. La cultura scientifica non è sapere di atomi, ossidoriduzioni e piani inclinati, anche se saperne può aiutare, ma è innanzitutto sapere come funziona la scienza, i suoi meccanismi, e i suoi apparenti limiti, che in realtà ne rappresentano la forza. Insegniamo quindi a scuola il metodo scientifico. Magari poi nella vita quegli studenti faranno tutt'altro, ma avremo comunque contribuito a creare cittadini più critici e più consapevoli.

PS: anche fra gli scienziati esistono i disonesti, ovviamente. Anche fra gli scienziati c'è chi, per soldi o gloria, può falsificare i dati e i risultati di un esperiemento, e inventarsi scoperte inesistenti. Ma anche qui c'è una differenza con le pseudoscienze: la scienza per sua natura si preoccupa di verificare le scoperte, soprattutto se sono importanti e rivoluzionarie, perché in generale di una singola osservazione non si fida. E quindi la scienza è capace di smascherare e isolare gli impostori al suo interno. La pseudoscienza, invece, degli impostori non se ne preoccupa proprio.

sabato 2 febbraio 2019

Novità sulla fusione fredda: la realtà supera ogni immaginazione

Andrea Rossi ha presentato la sua "incredibile" invenzione. Incredibile, appunto...


Il 31 gennaio Andrea Rossi ha presentato al "mondo" la sua invenzione, l'ECat SK, un oggetto che, secondo le specifiche da Rossi stesso divulgate, dovrebbe produrre energia 57 volte superiore a quella che viene introdotta, senza emissioni di CO2, producendo una potenza di 22 kW (chilowatt). Praticamente la potenza necessaria a mandare avanti una palazzina con 6 o 7 appartamenti.

L'oggetto dovrebbe funzionare tramite un processo fisico sostanzialmente sconosciuto, che viene genericamente chiamato "fusione fredda". Nonostante molti abbiano tentato di replicare i famosi risultati di Fleischmann e Pons del 1989, nessuno è mai riuscito a ottenere nulla di concreto. La storia della fusione fredda, senza entrare troppo nel tecnico, è riassunta in modo corretto qui.

La storia di Rossi e del suo ECat (Energy Catalyzer) è peculiare, e la si può leggere ad esempio qui e qui. E' una storia costellata da annunci roboanti poi rivelatisi bufale, tentativi falliti, e anche eventi esilaranti e paradossali. In rete c'è un nutrito gruppo di aficionados, e un gruppo Facebook dedicato, frequentato da sostenitori di Rossi provenienti da varie parti del mondo. In questi ultimi due o tre anni, molti ricercatori indipendenti, come si chiamano oggi, si sono cimentati nella fusione fai da te, cercando di replicarla. In pratica ciò che tutti fanno è prendere un contenitore, che vorrebbe essere il "reattore", e riempirlo di sostanze varie (Rossi non ha mai detto chiaramente cosa contenesse il suo reattore), e poi dargli corrente, e osservare cosa salta fuori. Nella maggioranza dei casi non succede nulla, ma in alcuni casi la temperatura sale, prima di fare un piccolo botto e rompere tutto. Agli occhi dei fan, questa è la prova della fusione fredda che si instaura. Un esempio tragicomico di questi tentativi di repliche è raccontato in un articolo di questo blog.

Comunque, dopo anni di roboanti quanto falsi annunci, test indipendenti che indipendenti non erano, promesse pubbliche, partnerships che venivano siglate e poi venivano rotte, e cause legali per svariati milioni di euro, il 31 gennaio 2019, per i fan della Rossi cold fusion, sembrava essere il grande giorno, il giorno in cui il mondo avrebbe finalmente visto il futuro dell'energia diventare reale: la presentazione dell'ECat SK funzionante, pronto per essere commercializzato. Un'invenzione che da sola prometteva quindi di risolvere in un colpo solo il problema energetico mondiale, e quello dei cambiamenti climatici.

Già alcune ore prima, in rete erano tutti pronti per la diretta, con il conto alla rovescia. Le promesse erano quelle di far vedere funzionante un oggetto grossomodo delle dimensioni di un microonde, che va attaccato alla normale spina di casa, e che produce in uscita una potenza di decine di kW. Ma la cosa veramente sorprendente era che al suo interno il "reattore", che ha le dimensioni di un cilindretto di una quindicina di centimetri di lunghezza, avrebbe raggiunto una temperatura di circa 10000 (diecimila) gradi, praticamente il doppio della temperatura superficiale del sole.

E già ti vengono in mente due considerazioni. La prima è che c'è gente che protesta perché non vuole la Tap, un tubo che trasporta gas a svariate centinaia di metri sottoterra, e poi magari si piazzerebbe in casa un oggetto in cui nessuno ha mai nemmeno guardato dentro per vedere come è fatto, che produce una reazione nucleare di tipo sconosciuto e che nessuno ha mai testato se non colui che lo mette in vendita, e che produce al suo interno una temperatura che è due volte quella del sole. Voglio la lista di chi lo comprerà, e poi li vado a cercare uno per uno, e se poco poco ne trovo uno che è contro gli Ogm o contro le vaccinazioni, gli faccio ingoiare una cisterna di olio di palma con l'imbuto.

La seconda cosa che ti viene da dire è che se all'interno di questo oggetto si raggiungono 10000 gradi di temperatura, per un oggetto delle dimensioni di un cacciatorino, e dato che tutta la scatola che lo contiene è larga appena una trentina di centimetri, la vera invenzione epocale è il materiale coibentante, che non lascia passare niente e ti scherma da 10000 gradi a temperatura ambiente nello spazio di qualche centimetro!

Comunque, veniamo alla presentazione dell'oggetto che dovrebbe cambiare il futuro dell'umanità, risolvendo per sempre il problema dell'approvigionamento di energia e del riscaldamento globale.

Inizia la proiezione, e subito dici "ma che cazz...!" Vengono fuori infatti due pupazzi tipo Muppets, uno è Rossi e l'altro è Galileo. I due pupazzi dialogano, e capisci che il nostro si paragona a Galileo Galilei, che ha sfidato il potere ufficiale con scoperte definite all'epoca eretiche.  E scusate la modestia.

Finiti i Muppets, sopra un sibilo costante da messaggi dallo spazio profondo, ecco i tamburi della sigla di 2001 Odissea nello spazio, tanto per dare solennità alla cosa. Subito dopo sullo schermo compare un affare coperto di un telo nero, e comprendi che la sotto c'è lui, il mitico ECat! Lo sfondo e l'ambientazione sono quantomeno casarecci: inquadratura sghemba, le mattonelle sono quelle di casa, un paio di fili che spuntano fuori, e una tenda che ti immagini nasconda il nonno che sta guardano la tv. E già ti chiedi: ma chi è il genio della comunicazione che gli ha curato l'evento? Lo sceneggiatore di Alex l'ariete, l'imperdibile unico film in cui recita Alberto Tomba?



Subito dopo entra in scena un tipo, che si vede solo dalla vita in giù (poi si rivelerà essere Rossi stesso), e che con la teatralità di Silvan quando scopre Raffaella Carrà di nuovo intera dopo averla tagliata in tre pezzi, svela finalmente al mondo l'ECat SK in tutto il suo fulgido splendore. 

Le sembianze sono quelle di una colonnina per bere, di quelle che trovi a metà dei corridoi negli uffici. Dalla colonnina esce un filo sottile (dubito che terrà i 22 KW previsti), sopra ci sono un pulsante di arresto generale (sarà collegato a qualcosa?), un paio di scatolette, e niente altro. Il tutto, dice Rossi, è controllato da remoto dall'azienda via internet. Non specifica cosa succede se va giù la rete e ti va in palla la reazione nucleare.


E poi l'inquadratura. Madonna, l'inquadratura è pazzesca! Sghemba, storta, non mostrerà mai, per tutte le 2 ore e 30, tanto è durato l'evento, il volto di Rossi, mostrandoci soltanto la sua zona pelvica. Cosa di cui, francamente, avremmo anche fatto a meno. Manco fosse Rocco Siffredi, che almeno qualcuno ci avrebbe trovato un motivo di interesse.

E poi Rossi, che ha la voce da cavernicolo, perché - si scusa - ha la raucedine. Che sfiga però! Presenti in diretta al mondo l'invenzione del secolo, curi tutto nei minimi dettagli, ti affidi al fior fiore degli esperti di comunicazione, e poi ti va via la voce! Di peggio poteva esserci solo che gli veniva il caghetto, e ogni tanto era costretto a assentarsi dicendo: "sorri, bat ai ev tu go tu de batrum".

La voce fuori campo annuncia che l'ECat SK è disponibile per applicazioni industriali da adesso! Via alle telefonate, insomma. Il video dell'intera presentazione, che per verve e capacità di attirare l'interesse, in confronto l'Albero degli Zoccoli è Fast and Furious, è visionabile qui. Dateci un'occhiata, e vedrete che non mi sto inventando niente, né sto esagerando.

Il commentatore aggiunge anche che questo video non è una presentazione, ma ha scopo commerciale.  With compliments! E pretendi che qualcuno resti positivamente convinto all'acquisto (tra l'altro, il prezzo non mi sembra sia stato menzionato), dopo aver visto un video così? Che la televendita di spremiagrumi su Tele Montelupone in confronto rappresenta lo stato dell'arte in fatto di tecniche di persuasione?

Però Rossi rassicura tutti dicendo che - giuro - "we guarantee to our clients" che è tutto vero e che le specifiche sono giuste. Roba da matti. Non riesco a credere a quello che vedo. Questo Rossi l'ha menata per anni con "The impossible invention", così si intitolava un libro a lui dedicato, e poi se ne esce con una televendita della peggior specie, con telecamera fissa e immagine sghemba, in cui la prova è che garantisce lui che tutto funziona?

Ah, tralascio poi che in un paio di occasioni parla di potenza di tot Volt. Voglio essere buono, e voglio credere che sia l'emozione che gli fa dire Volt al posto di Watt.

A un certo punto viene mostrata l'immagine del reattore, ripreso da una telecamera posta all'interno del baracchino. La temperatura del reattore è quasi 10000 gradi (8000 e qualcosa, si vede che era un po' giù di voce come Rossi). Praticamente appare come un blob bianco, privato di qualunque dettaglio, e quindi di nessuna informazione. La voce fuoricampo dice che Rossi la chiama "ballerina", e che lui è "fell in love with it". E parte una musica languida coi violini che va avanti per un minuto buono, su immagine fissa del blob incandescente, alias ballerina. Roba da prendere il mitra e sparare allo schermo.

E poi c'è il capolavoro dei capolavori. Viene mostrata la strumentazione, tra cui una bilancia, che serve a dimostrare che l'oggetto, il reattore, non cambia di peso durante l'operazione. Che ti aspetti una misura precisa, insomma, qualcosa di professionale, e quindi uno strumento di precisione. E invece la bilancia è una di quelle per pesare la pasta, con la lancetta di plastica che non sai dire se è su una tacca o sull'altra, e che se togli i fusilli e poi li rimetti è garantito che ti legge almeno 20 grammi di differenza rispetto a prima. Tra l'altro la scala va da 0 a 300 (pounds), e la lancetta è attorno ai 20, quindi non è nemmeno nel range di maggiore precisione della bilancia, che tipicamente è quello centrale, come si impara in qualunque corso base di laboratorio. No comment.

E quando credi di aver visto il peggio, ecco che arriva l'apoteosi: la spiegazione tecnica.

Che uno direbbe ingenuamente che per una invenzione del genere avranno preparato delle slide leccatissime. Saranno stati giorni e giorni a preoccuparsi del font, dello stile, e di ciò che c'è scritto, pensi. Anche se dopo questo video, qualche sospetto sul fatto che non sarà così un po' ce l'hai. E infatti la presentazione tecnica è una serie di scarabocchi storti fatti a mano, cancellature, correzioni col bianchetto, il tutto su un normalissimo fogliaccio di carta.

Una parte della descrizione tecnica, per la quale è stato utilizzato un innovativo programma grafico.
Maporcaputtanaporca! Ma quest'uomo è scemo o ci fa? Ma si può? E per fortuna che criticavano la Gianotti che per presentare la scoperta del bosone di Higgs ha usato il Comic Sans! Ma neanche ricopiarle su un foglio in bella? Pure le cancellature, le sbianchettature, addirittura! No, qui siamo oltre l'immaginabile. Come può pensare quest'uomo che uno si compri il suo trabiccolo così, a scatola chiusa, quando questo è il livello di professionalità del suo inventore e dell'azienda che c'è dietro?

Poi, sempre per voce di Rossi stesso, si apprende che quelle che mostrerà sono stime dell'energia prodotta. Stime?!?!?!?! Mi vuoi dire che tu mi stai mettendo in vendita quest'oggetto su cui lavori da anni, e in tutto questo tempo non hai fatto neanche un cazzo di MISURA dell'energia che è in grado di produrre, o della sua potenza? Tutta questa pagliacciata per presentarmi delle STIME? Su un oggetto che, scusate se mi ripeto, ma mi sembra un filo importante, se funziona lo fa grazie a un processo ignoto, da nessuno mai misurato in alcun modo.

Tra l'altro, giusto per scendere un attimo nel merito, le stime della potenza dell'ECat si basano sullo spettro della luce emessa dal reattore. Dalla lunghezza d'onda della luce, assumendo che il reattore sia assimilabile a corpo nero, si può stimare la temperatura, e dalla temperatura si può stimare l'energia emessa. Ma il punto è che innanzitutto lo spettrometro ha una sensibilità diversa da frequenza a frequenza, che necessita di opportune correzioni, che Rossi ha ignorato (e considerato il livello della strumentazione mostrata, dubito che Rossi abbia usato strumenti sofisticati e ben calibrati). E poi la potenza prodotta dipende dalla temperatura alla quarta potenza. Questo significa che un errore anche piccolo nella misura della temperatura si traduce in una grossa incertezza nell'energia stimata. Tutte cose che Rossi non ha minimamente menzionato. E poi lo spettro che Rssi ha mostrato è tutto meno che uno spettro di corpo nero! Quindi il calcolo effettuato è del tutto privo di senso.

Il modo corretto per misurare l'energia rilasciata sarebbe stato quello di effettuare un'accurata misura calorimetrica, cioè una misura del calore direttamente prodotto, e non una stima indiretta, come invece Rossi ha fatto. Insomma, bisogna prendere atto che, anche passando sopra la totale mancanza di professionalità, Rossi non ha fornito alcuna vera prova inoppugnabile del fatto che l'ECat sia quello che promette di essere. Che dopo anni di proclami e - a quanto dice - misure, se ne esca con una semplice stima della potenza erogata, peraltro affetta da grosse incertezze, e non invece con una solida misura, la dice lunga sul suo dilettatismo. Supponendo, in un gesto di estrema bontà, che si tratti di dilettantismo...

Infine, dopo 40 minuti di presentazione, partono le domande, con la telecamera sempre fissa sulla zona pelvica di Rossi the Pelvis.

Le domande sono del tipo: "ma si potrà usare per impianti agricoli? (ovviamente sì!), dove vedi l'ecat fra 10 anni? (non ho la crystal ball, risponde Rossi, nel cassonetto dell'indifferenziato, rispondo io).

Dalle risposte si apprende che "cerca partner". In pratica cerca qualcuno da gabbare per spillargli un po' di soldi. Qualcuno chiede se le agenzie di assicurazione alzeranno il prezzo dei contratti assicurativi per le aziende che utilizzeranno l'ECat, dato che è una tecnologia nuova. E Rossi risponde che "no, non vedo perché dovrebbero farlo". Eh certo, ti metti in azienda soltanto un reattore nucleare che afferma di essere caldo all'interno il doppio del sole, e che nessuno ha mai testato perché non si può aprire, perché mai quelli delle assicurazioni dovrebbero cautelarsi!

Poi uno chiede se si può utilizzare per le abitazioni, e la risposta è che non ha avuto l'autorizzazione. Ma va? Ma che strano! Ma come, vuoi che alla riunione del condominio non accettino all'unanimità che quello del secondo piano si metta in salotto un affare che dentro fa 10000 gradi?

Ma la cosa sorprendente in tutto questo delirio è che nessuno abbia fatto LA domanda, cioè abbia chiesto in che modo, da questa presentazione, si possa evincere che l'ECat SK funzioni. Perché Rossi in realtà non ha mostrato nulla. Avrebbe almeno potuto far bollire dell'acqua, far girare un motore, una ruota, sollevare dei pesi (che poi con 22 kW altro che bollire l'acqua, ci mandi avanti 20 ferri da stiro contemporaneamente!). Invece niente. Rossi non ha mostrato nessuna energia in uscita, ma solo una stima della potenza prodotta, su un fogliaccio pieno di cancellature. Nulla che sia in grado di convincere un eventuale acquirente che non sia scemo. Oltre a essere stato incredibilmente dilettantesco e pressappochista.

E per finire, sono andato a leggere i commenti dei suoi sostenitori in rete, espressi a botta calda. Bisogna dire che, in effetti, molti sono rimasti delusi, e uno ha perfino auspicato che lo arrestassero per truffa! Ma è stato bannato subito. Eh sì, perché il sostenitore di Rossi, come il sostenitore di tutti i ciarlatani, non vuole in realtà capire, ma solo credere.

E quindi, il giorno dopo questa esilarante presentazione dell'oggetto che prometteva di cambiare il mondo, si leggono cose del tipo:
 

Evabbuo', direbbe Schettino.