lunedì 17 aprile 2017

Omeopati in difficoltà: non trovano i principi attivi nei loro prodotti!

Salviamo l'omeopatia! Dopo la foca monaca, il panda e la balenottera azzurra, ecco un'altra mobilitazione di massa contro una specie che rischia l'estinzione.

La notizia è riassunta in questo articolo uscito in questi giorni. Il mondo dell'omeopatia è in difficoltà, a causa di una normativa europea, che obbliga tutte le aziende produttrici di farmaci, omeopatiche e non, a consegnare entro giugno 2017 i dossier con indicate le preparazioni di tutti i prodotti già in commercio. Pena il loro ritiro da tutti i banconi delle farmacie. Questo in ottemperanza a una direttiva europea addirittura del 2001. Sedici (16) anni fa.

Si legge nell'articolo che il presidente di Omeoimprese, l’associazione di categoria che riunisce i produttori di medicinali omeopatici, ha dichiarato che il settore dei farmaci omeopatici rischia il tracollo, perché dopo 16 anni non è ancora riuscito a compilare questi dossier. «Il Ministero non ha accolto la proroga richiesta per la consegna dei dossier all’Associazioni Italiana del Farmaco».





Però, insomma, non è che glielo hanno detto Giovedì Santo e lo volevano per Pasquetta. Glielo hanno detto 16 anni fa! Quindi dire che non hanno fatto a tempo, e che adesso vogliono la proroga, mi ricorda tanto quando a scuola avevi l'interrogazione programmata da 3 mesi e ti presentavi la mattina dell'interrogazione davanti alla prof con le orecchie da cocker mormorando tristissimo che il giorno prima non avevi potuto studiare. Come se ti fosse capitata tra capo e collo una tragedia pazzesca, un imprevisto di quelli che capitano ogni 10 alla 200 anni (un numero che ritornerà più avanti), e che insomma, tu ce l'avevi messa proprio tutta per studiare, ma proprio non avevi potuto, e chiedevi se si poteva rimandare appena di una settimanella o due. E la prof ti metteva 2.

Mi chiedo quindi che scuse avranno addotto gli omeopati per non essere riusciti a preparare i dossier con i dettagli di quello che c'è nei loro prodotti, in sedici anni. Che hanno avuto i muratori in casa? Che è stata male la nonna? Che hanno dovuto accompagnare il fratello piccolo in piscina perché la mamma aveva da fare in ufficio? O magari si saranno presentati col braccio ingessato finto? Per dire: "Vedi, c'ho il braccio ingessato, e è pure il destro, come facevo a preparare il dossier?!". Anzi, no, ci sono: "mi si è macchiato! Guardi, il dossier ce l'avevo pronto ma mio nonno (lo deve capire, è anziano...) mi ci ha rovesciato sopra il caffè e adesso non si legge più niente!". Questa funzionava sempre. Quasi sempre...

D'altra parte li capisco, povere stelle. Non è mica facile preparare un dossier dove si ammette che nei loro prodotti c'è soltanto il sentore di fegato e cuore di anatra muschiata (fonte), oppure di bricioline di muro di Berlino o saliva di cane rabbioso (fonte), e anche di "sostanze che possono provenire dal mondo vegetale, animale, minerale o chimico". Quest'ultima frase è tratta dal sito della principale casa produttrice di prodotti omeopatici al mondo. Notare la puntigliosa distinzione, fra vegetale, animale, minerale, e - separato e quindi diverso - chimico. Come se una rapa, un fegato o un sasso non avessero niente a che fare con la chimica. In tutta onestà capisco che uno si vergogni e prenda tempo.

E poi, povere creature, con quelle diluizioni, anche volendo, valle un po' a trovare le sostanze che ci sono dentro?! Valla a trovare quell'unica molecola di cuore di anatra muschiata su 10 alla 200 molecole d'acqua - la diluizione del prodotto in questione - che come numero supera alla strangrande il numero di tutti gli atomi dell'universo conosciuto. Valla a trovare la confezione in cui è finita! Quindi in effetti capisco che sia imbarazzante dover dire all' Agenzia del Farmaco che nei loro prodotti non c'è un cazzo di niente, solo acqua e zucchero, a parte una sola molecola di cuore di papera, che però vattelapesca dove è finita!

Me la vedo questa task force impegnata a tempo pieno negli ultimi 16 anni a ricercare la confezione con LA molecola. "Chissà dove è finita... eppure ero sicuro che fosse qui... niente, acqua pure questa, mannaggia!"  Forse con 100 alla 200 anni di tempo però magari la trovano. Se solo all'Agenzia del Farmaco hanno un attimino di pazienza, vedrai che si mettono in regola anche loro!

lunedì 10 aprile 2017

Alcalinizzatevi, ionizzatevi, e trapassate felici

Gli inconsapevoli tentativi di suicidio dei new-agers


Passo davanti a una libreria che dedica ben due vetrine a libri sull'esoterico, e più in generale a tutto quello che "non è ufficiale". Tutto quello che "non ce lo dicono". La scienza non ufficiale, la medicina non ufficiale, l'uso del paracadute non ufficiale etc. Una vetrina di assoluto riferimento per i new-agers, insomma.

Tra i titoli che fanno bella mostra in vetrina, alcuni attirano particolarmente la mia attenzione, perché superano il livello di idiozia che normalmente mi lascia indifferente (e che in questi ultimi anni è salito parecchio, perché altrimenti non si vive più).

Andiamo in crescendo, come con i fuochi d'artificio, tralasciando già in partenza i vari "Dieta  del sorriso, Dieta de gruppi sanguigni, Dieta dei biotipi, Dieta per l'autismo, Dieta del Dott. XYZ (Dott. che se vai a controllare ha fatto al massimo l'avviamento; i new-agers affibbiano l'appellativo Dottore con la stessa facilità dei parcheggiatori abusivi).

Il primo titolo è "Curarsi con l'acqua e limone". Sottotitolo: "Depura ogni giorno il tuo corpo con la doccia interna". Che subito mi viene da dire: ma cosa potrà mai fare di tanto miracoloso acqua e limone? Al massimo togliere la sete (ma comunque meno della sola acqua), ma per il resto? Potrò mai guarire da qualcosa bevendo acqua e limone? Tipo ho il colpo della strega, e con l'acqua e limone passa? E soprattutto, come si fa a riempire un libro di 200 pagine parlando dell'acqua e limone? Anche scrivendo largo?




E allora, per togliermi la curiosità, cerco in rete e trovo l'indice del libro, e ci leggo, (fonte, incluso l'annesso articolo di approfondimento) che, fra gli innumerevoli miracoli, un bicchiere di acqua e limone:

                      "pulisce fegato e cistifellea, eliminando i ristagni di bile"

I ristagni di bile?!?! Medici, tappatevi le orecchie e andate a fare un giro! La cistifellea contiene la bile! E' fatta apposta! Deve esserci la bile nella cistifellea! E' come se uno prendesse qualcosa per ridurre i ristagni di sangue nelle vene, o l'accumulo di neuroni nel cervello. Quest'ultimo prodotto deve esistere, in effetti, e ne deve fare largo uso sia chi ha scritto e sia chi compra questo libro.

Altro effetto miracoloso dell'acqua e limone è che:

                                    "contribuisce a mantenere il pH del corpo alcalino"

Di questo ne parliamo dopo, anche se mi sale già il crimine e faccio fatica a trattenermi. E ancora:

                                                       "protegge dalle radiazioni"

Esticazzi!  Le radiazioni dall'ordine dei medici, eventualmente!

E poi altre perle stupende, tipo "la mia prima volta" (il primo bicchiere di acqua e limone non si scorda mai), e "del limone non si butta via niente", come il maiale. La coppa di testa fatta coi semi e le foglie marce del limone pare infatti che sia uno spettacolo.

E infine "Il limone: quando dà il meglio di sé". Io direi in bocca al porcello in porchetta.

Il secondo libro-capolavoro è "Curarsi con l'acqua di mare Quinton i miracoli del plasma marino". Che sul momento, data la mancanza di punteggiatura, non capisco se Quinton è l'autore del libro o un tipo di acqua di mare. C'è da aspettarsi di tutto da questi qui. E infatti non è l'autore, ma un tipo di acqua di mare (fonte)! Uno tende sempre a pensare che la gente sia più intelligente di quello che realmente è, e poi scopre che esiste un tipo di acqua di mare che si chiama proprio così, e che per dargli una veste più scientifica e propinare meglio l'inculata, l'hanno chiamata addirittura Plasma di Quinton. Vuoi mettere un plasma rispetto a una normale acquetta qualunque? "Caro, hai messo le vongole a spurgare nel plasma?".


E infine, last but not least, la perla: Alcalinizzatevi e ionizzatevi per vivere sani e longevi".




Cominciamo da "ionizzatevi". Non so cosa intenda realmente con questa esortazione l'arguto scrittore di questo manuale per raggiungere la vita eterna, ma ci sono solo due possibilità.



La prima è che ci si voglia sbarazzare di un po' di elettroni dei nostri atomi, e acquistare una carica positiva. Perché non mi è chiaro, ma questa è certamente una possibilità. Forse perché per il new-ager è bello acquistare una carica "positiva"! Probabilmente non sa che è solo una convenzione che si chiami positiva, perché qualcuno ha deciso che gli elettroni hanno carica "meno" e quindi se ne perdiamo un po' diventiamo "più", e che se avessero deciso che gli elettroni avevano carica "più", ionizzandoci avremmo acquisito una carica negativa. Forse questo al new-ager non sarebbe piaciuto. Diventare negativi è infatti la sfiga massima che può toccare al new-ager, perché il new-ager ama sempre e non è mai negativo, nemmeno quando pesta una merda di cane un attimo prima di entrare per un colloquio di lavoro.

Comunque, quale che sia il metodo per sbarazzarci di un po' di elettroni, il risultato di questa ionizzazione forzata è inevitabilmente quello di prendere la scossa, perché diventando carichi positivamente ci scarichiamo alla prima occasione, tipo toccando una maniglia, attirando gli elettroni liberi che si trovano in giro nei metalli. Come un maglione sintetico che quando ce lo togliamo sentiamo sciocchi e scintille (da fare al buio per provare l'ebbrezza di sembrare un albero di Natale). E in ogni caso i raggi cosmici, particelle cariche provenienti dallo spazio che ci piovono continuamente addosso, entro pochi minuti pareggerebbero il conto vanificando in un attimo i nostri tentativi di ionizzarci permanentemente.

L'altra possibilità, quando il libro incita alla ionizzazione di massa, è quella di ionizzarci il sangue e i nostri liquidi all'interno del corpo, provocando dentro di noi una sana elettrolisi. Per fare questo potremmo inserirci un paio di elettrodi metallici da qualche parte in corpo (dove infilarli, per lo meno uno dei due, viene spontaneo) e dare tensione. E poi lasciar fluire le cariche, facendo fare alle leggi dell'elettromagnetismo il loro sporco lavoro. Nel frattempo avremmo però fatto bene a organizzare tutto per la nostra dipartita, impartendo le dovute disposizioni agli eredi.

Infatti, supponendo che il new-ager riesca nel folle intento di ionizzarsi al proprio interno, l'eventuale ionizzazione degli atomi implicherebbe, tra le varie controindicazioni, una redistribuzione dei loro elettroni con annesso danneggiamento dei legami molecolari nelle proteine, e in tutto ciò che è di fondamentale interesse per il corretto funzionamento dell'organismo. In aggiunta la rimozione degli elettroni dagli atomi produrrebbe i temutissimi radicali liberi, e anche il new-ager sa che se ci sono i radicali liberi in giro per il corpo non va bene per niente. Il motivo è che i radicali liberi sono mozziconi di molecole altamente reattivi e pronti ad appiccicarsi con gli elettroni appartenenti ad atomi e molecole che trovano attorno, trasformando le molecole in qualcosa di diverso, e non sempre adatto alle normali funzioni dell'organismo. Insomma, ionizzarsi in questo modo sarebbe un gesto sconclusionato e scriteriato, che di certo non gioverebbe alla salute.

Riassumendo, quale che sia la soluzione scelta per ionizzarci, si può concludere che si tratterebbe di una sonora puttanata.

E infine veniamo all'altra esortazione che compare nel titolo del libro: "alcalinizzatevi!".

L'alcalinizzazione è una cosa che piace molto ai new-agers. Alcalino è bello. Dubito che sappiano cosa significhi realmente, ma probabilmente sanno che l'alternativa sarebbe diventare neutri, o peggio ancora acidi (se non è alcalino, è neutro, oppure l'estremo opposto, cioè acido). E insomma, essere neutri è un po' come essere senza infamia e senza lode, senza spina dorsale, dei bamboccioni. E invece il new-ager è uno che agisce, uno che ha i controcoglioni. Il new-ager è uno che lotta contro il mainstream (che è chiaramente neutro). D'altra parte di diventare acidi per il new-ager non se ne parla nemmeno. Essere acidi è brutto per definizione, e ti fa pensare immediatamente a qualche zitella (le zitelle sono sempre acide) o a qualche pensionato spaccamaroni alla riunione di condominio. E invece il new-ager ama il mondo in tutte le sue manifestazioni, dagli acari al vibrione del colera, dalle emorroidi all'insolazione. Semmai sono io che divento acido, in questo blog, quando leggo certe stronzate. Ma al new-ager, viste le alternative, anche se non sa perché non resta che diventare un po' alcalino. Forse perché il new-ager esclude a priori la possibilità di essere semplicemente normale.

E quindi, esortato dalle stronzate che legge in rete, per il new-ager alcalinizzare il proprio corpo è diventato in questi ultimi anni il sogno di una vita, il target da raggiungere.

Peccato però che non ci riesce mai. Eh sì, nonostante gli sforzi e le letture di libri come questo non ci riesce, perché il nostro corpo ha un sistema di regolazione interna del pH che fa in modo che questo resti sostanzialmente constante entro una ristrettissima finestra di intervallo attorno al valore pH=7,4. A parte la saliva e le urine, che possono variare il loro pH, il resto dell'organismo non ne risente affatto. Ovvero anche se assumiamo bicarbonato a gogò col tentativo di alcalinizzarci, il nostro organismo, tramite la respirazione e il filtraggio dei reni, riporta sempre il pH a quel valore. Quindi al massimo, quando cerchiamo di alcalinizzarci, al nostro organismo gli facciamo fare solo un po' di superlavoro per ristabilizzare il suo pH entro quella finestra di tolleranza.

Ma non è che il nostro corpo trami contro i new-agers. Non ce l'ha con loro e con gli autori di questi libri-spazzatura. Il motivo per cui il nostro corpo si incaponisce a controbattere i testardi tentativi dei new-agers ad alcalinizzarlo è molto semplice: se il nostro corpo si alcalinizza, (o si inacidisce) uscendo da quella ristretta finestra di tolleranza attorno a 7,4, il proprietario di quel corpo muore!

Tutte le nostre funzioni vitale, le continue reazioni chimiche che avvengono al nostro interno (orrore! la chimica!!! ma come, non siamo tutti naturali?!?!) e che permettono ciò che genericamente chiamiamo "vita", necessitano che il pH del nostro organismo sia quello li, senza sgarrare. Se il pH esce fuori da quei limiti, quelle reazioni non avvengono più come devono avvenire, e il risultato è la morte. E nemmeno gli organismi dei new-ager, per quanto martoriati da diete demenziali, ingestioni di urina prima del caffè e osservazioni forzate del sole a occhi sbarrati a Stonehenge, se la sentono di sfanculare i loro padroni suicidandosi, per cui si ostinano a compensare continuamente gli ottusi tentativi dei loro proprietari a variarne il pH.

C'è un altro motivo per cui i new-agers idolatrano l'alcalinizzazione. E' stato osservato che l'ambiente alcalino, in vitro, facilita la morte delle cellule cancerogene. Che così di getto viene da dire che anche la fiamma ossidrica o il Napalm, in vitro, facilitano la morte  delle cellule cancerogene. Solo che a noi interessa che muoiano "in corpo" e non in vitro. In ogni caso questi studi hanno indicato che le cellule cancerogene sono più sensibili a un ambiente leggermente alcalino rispetto alle cellule sane. In vitro. Peccato che nel nostro corpo quell'ambiente alcalino non sia comunque possibile, per i motivi detti sopra. Quindi questa osservazione può rappresentare un punto di partenza per eventuali studi (e infatti lo è!), ma non è certo la prova che riempiendoci di bicarbonato possiamo guarire dal cancro!

Invece i new-agers sono partiti con la solfa che alcalinizzarsi serve anche a curare il cancro (tenuto segreto da Big-Pharma, ovviamente!). E un ex-medico, radiato dall'ordine, asserisce di poter curare il cancro con iniezioni di bicarbonato. Si chiama Tullio Simoncini, e siccome non può più esercitare in Italia, lo fa (a pagamento ovviamente) all'estero, in Albania. 

Il risultato è che purtroppo qualcuno ogni tanto ci casca, anche perché se si è malati di cancro è normale che le si provi tutte. E' notizia recente di un ragazzo italiano, a cui era stato diagnosticato un cancro in fase iniziale, e quindi probabilmente curabile con le terapie standard, che convinto da Simoncini ha rifiutato le terapie note facendosi piuttosto iniettare del bicarbonato (peraltro a caro prezzo). Il risultato è che è morto in breve tempo. Ma non è morto per il cancro, è morto a causa delle iniezioni di bicarbonato, cioè per il suo tentativo di alcalinizzarsi. L'intera storia è ben sintetizzata dal Dott. Salvo Di Grazia, alias Medbunker, qui.

Quindi, new-agers, la conclusione è che con questi libri vi stanno prendendo per il culo! Vi fanno spendere soldi per un libro che è adatto al massimo a stabilizzare un tavolino da bar. Gli autori di questi libri sono furbacchioni che semplicemente si approfittano di voi. Non vi fate fregare, e lasciate quei libri nella vetrina della libreria, consapevoli che il vostro pH resterà comunque stabile, mentre il conto in banca di quei farabutti crescerà un po' meno grazie al buon senso che mostrerete.


lunedì 3 aprile 2017

Ignoranza scientifica 2: i giornalisti, gli analisti, e la statistica

Dopo il caso dei "fuochi di Caronia", che rappresenta un esempio di come la totale mancanza di conoscenza dell'approccio scientifico (e in questo caso anche la totale mancanza di buon senso) possa tradursi in eventi paradossali, ecco un altro esempio in cui l'incompetenza in materia scientifica si manifesta in tutto il suo splendore. Questa volta sono chiamati in causa i giornalisti, e più in generale gli "esperti" di economia.

La notizia è la seguente: "Istat, a gennaio giù la produzione industriale: il calo peggiore da 5 anni. (documento Istat). Una notizia inevitabilmente accolta con preoccupazione dagli investitori, dagli operatori del settore, e da tutto il popolo che gravita attorno al mondo della finanza, a cui basta un niente per gioire o impanicarsi. 

L'articolo spiega che:
La produzione industriale ha registrato in gennaio un ribasso su mese del 2,3% (+1,4% in dicembre) e dello 0,5% su anno (...). Lo comunica l’Istat, specificando che il ribasso congiunturale è il più alto dal gennaio 2012, quando la produzione registrò un -2,8%. Entrambi i dati sono sotto le attese degli analisti che vedevano in media nel mese in osservazione un ribasso dello 0,8% su mese e un progresso del 3,3% su anno.

Notare la frase da me sottolineata: gli analisti prevedevano un ribasso di -0,8% e invece è stato di -2.3%. Memorizzate questa frase perché fra poco gli faremo il contropelo.

Ma vediamolo, questo calo peggiore degli ultimi 5 anni. Guardiamolo non con l'occhio del giornalista, ma direttamente dai dati. Una premessa doverosa: non sto facendo campagna elettorale o propaganda politica a favore o contro di nessuno, né mi interessa farlo. Sto solo osservando i dati per quello che sono realmente.

Questo qua sotto è l'andamento dell'indice della produzione industriale in Italia negli ultimi due anni, come mostrato nel documento dell'Istat, quello da cui tutti hanno trovato ispirazione per commentare. In rosso i dati mese per mese, e in grigio quelli mediati assieme ai due mesi precedenti.


Indice di produzione industriale mensile (in rosso) in funzione del tempo. Le lettere indicano i mesi dell'anno, a partire dal gennaio 2015. La linea rossa è il valore osservato mese per mese, quella grigia è la media del valore mensile con i due mesi precedenti.

Si notano alcuni aspetti appariscenti, ma evidentemente non abbastanza appariscenti ai commentatori.

Il primo è che il grafico, di mese in mese, è fortemente altalenante, con variazioni percentuali da un mese a quello successivo che sono tranquillamente dell'ordine di 1-2% in più o in meno. Ad esempio capita che si passi dal 93 al 91 (quali che siano le unità di misura) nel giro di un mese, e in questo caso la variazione è (-2/93)x100=-2.15%  Fluttuazioni di questo tipo da mese a mese, in più o in meno, sono fisiologiche, e ci sono sempre state anche in passato, anche prima della crisi del 2008-2009. Lo si vede chiaramente dal grafico qua sotto, che riporta l'andamento della produzione industriale in Italia (dati Istat, https://it.investing.com/economic-calendar/italian-industrial-production-180) dal 1990 a oggi.

Andamento della produzione industriale in funzione del tempo, dal 1990 a oggi.


Certo, questa ultima fluttuazione in negativo è superiore alle altre avvenute negli ultimi tempi, ma nella panoramica globale non rappresenta nulla che non si sia già visto e stravisto innumerevoli altre volte.

Il secondo punto appariscente è che, pur nell'ambito delle variazioni in su e in giù, l'indice di produzione industriale, dal 2012 a oggi, sta in media aumentando. Niente di stratosferico, ma sta aumentando. Se infatti volessimo interpolare i punti degli ultimi due anni, pur nell'ambito delle fluttuazioni, troveremmo un trend positivo che è dell'ordine di un 2% annuo.

E infatti se invece di guardare il mese di gennaio rispetto a quello di dicembre, guardiamo la media dei mesi di novembre-dicembre-gennaio rispetto alla media calcolata sulla terna agosto-settembre-ottobre, troviamo che la produzione industriale negli ultimi tre mesi in Italia è aumentata, nonostante il calo di gennaio!

C'è poi un altro aspetto molto interessante, che concerne le previsioni sulla produzione industriale. Le fatidiche "previsioni di crescita", quelle fatte dagli analisti. Parliamone, di queste previsioni. Quelle che quando sono disattese apriti cielo (vedi fonte). Quelle che quando invece dello 0,3% previsto viene lo 0,2 crollano le borse, gli investitori diventano scettici, nell'eurozona c'è malessere, i politici si accusano a vicenda e ai talk show si superano i 100 Decibel.

In questo link: https://it.investing.com/economic-calendar/italian-industrial-production-180, sono riportate mese per mese le previsioni sulla crescita industriale e, a lato, i dati effettivamente misurati. Sono dati estratti dall'Istat. In una colonna ci sono i valori della produzione industriale ipotetici, cioè previsti in anticipo dagli analisti, mentre di fianco sono riportati i valori che poi realmente si sono verificati.

Se li guardiamo scopriamo una cosa che sembrerebbe incredibile alla luce dello scalpore che normalmente suscita una previsione disattesa dai dati: le previsioni degli analisti per il mese successivo e i dati che poi si verificano realmente NON COINCIDONO MAI! A volte la previsione è troppo ottimista, a volte troppo pessimista, a volte ottimista di poco, a volte pessimista di poco. Insomma, gli analisti, quelli che quando la loro previsione viene disattesa sembra una tragedia, nella realtà non ci azzeccano praticamente MAI!

Ma è assolutamente normale che sia così! Non gli faccio mica una colpa, agli analisti! Mica sono Paolo Fox! E' assolutamente normale per chi conosce un minimo di metodi statistici che una previsione abbia un margine di errore. Evidentemente però a questa categoria non appartengono gli operatori del settore, e men che meno i giornalisti del settore, né i politici e gli opinionisti, a giudicare da come reagiscono quando una previsione non è esattamente rispettata dai dati! Per questa gente, evidentemente, la previsione degli analisti è un numero scolpito a fuoco nel granito: se l'hanno detto gli analisti, questo deve essere, e se non è così è un problema grave!

Eppure è talmente ovvio che una previsione debba avere un margine di errore. Se io provo a prevedere quanti chilometri farò con la mia auto il prossimo mese basandomi sul trend passato, su quello che intendo fare il prossimo mese, e su quanto ho fatto il mese scorso, non ci azzeccherò al chilometro. Se sono bravo ci andrò vicino, ma certamente sbaglierò di qualcosa in più o in meno. E' normale, stiamo scoprendo l'acqua calda! E se prevedo che farò 1000 Km e invece mi sbaglio di 15 Km (questo è il margine di errore di cui stiamo parlando, rapportato alle previsioni sulla produzione induustriale) non è che all'ACI vanno nel panico e la General Motors crolla in borsa!

Per capire meglio quanto sia facile sbagliarsi nelle previsione sulla produzione industriale, riporto qua sotto la distribuzione delle differenze fra la percentuale di crescita (o decrescita) della produzione industriale osservata di mese in mese, e quella che era invece stata prevista, utilizzando proprio i dati Istat degli ultimi due anni, e di cui abbiamo parlato finora. Ad esempio se era stata prevista una crescita del 3% e invece è avvenuta una crescita solo del 2%, avrò un -1% nel grafico. Se invece avevo previsto una decrescita di -1.5% e ho osservato una crescita di +1.5%, mettero un +3 nel grafico. E così via.


Differenze fra la crescita percentuale osservata e quella prevista, relativa alla produzione industriale. I valori sono in %.


Interpretiamo questo grafico, perché ci insegna molte cose che i giornalisti, gli analisti del settore, i commentatori politici e i tuttologi da talk show non hanno capito affatto.

La distribuzione dei dati, compatibilmente con le fluttuazioni statistiche dovute al limitato campione dei dati disponibili, è una specie di campana, grosso modo simmetrica attorno allo zero. E' normale che sia così quando gli "errori" sulle quantità misurate sono casuali, e una curva del genere (quella teorica) si chiama Gaussiana.

Quando i valori sono vicini allo zero, vuol dire in pratica che la previsione ci aveva quasi azzeccato, cioè che la differenza fra la produzione industriale che si è verificata e quella che era stata prevista è circa zero. Previsione e dato reale quasi coincidono, ovvero la previsione era sostanzialmente giusta, anche se non perfetta. Quando i valori sono positivi (+1, +2, +3 o +4%) vuol dire che le previsioni erano sottostimate, e che la reale produzione industriale è andata meglio delle previsioni. Ad esempio la previsione poteva essere di un calo del 2% e invece si è osservato addirittura un aumento del 2%. Differenza netta, + 4%.

Al contrario i valori negativi stanno a dire che in quei casi la previsione era troppo ottimistica, e la produzione reale è stata inferiore alla previsione. Il valore reale è inferiore a quello previsto, e quindi la differenza è un numero negativo.

La distribuzione è sostanzialmente simmetrica attorno allo zero. Questo vuol dire che è altrettanto probabile sbagliarsi in un senso o nell'altro. A volte si è ottimisti, a volte pessimisti nelle previsioni, ma con uguale probabilità. Anche questo è assolutamente normale. Se così non fosse, se l'Istat sbagliasse sempre in un senso, sarebbero un istituto di incapaci, perché vorrebbe dire che sistematicamente stanno ignorando fattori importanti su ciò che vogliono prevedere.

Inoltre la distribuzione dei dati ci dice una cosa fondamentale in tutto questo discorso, e cioè che è tranquillamente possibile sbagliarsi dell'1 o 2%, ma anche del 4%, e quindi uno sbaglio di una frazione del percento è assolutamente normale, e fa parte dell'incertezza intrinseca nel processo di stima di quella che sarà la produzione industriale nel mese successivo.

Quindi l'errore nella previsione degli analisti, che avevano previsto un ribasso di -0,8% a fronte di un reale ribasso di -2,3%, cioè una differenza di -1.5%, è assolutamente nella norma! Dalla distribuzione mostrata sopra si evince che circa l'80% delle previsioni è sbagliata di +/- 2%.

La conclusione di tutto ciò è che ancora una volta ci si è persi in chiacchiere inutili, senza aver compreso i fatti di cui si pretende di parlare. Ancora una volta abbiamo avuto la dimostrazione di quanto la conoscenza di aspetti che nel modo di procedere scientifico sono di casa, manchi totalmente in larghe fette della società, anche fra chi ha potere decisionale e la cui opinione può avere ripercussioni importanti nella vita politica e economica del paese. E i risultati purtroppo si vedono di continuo.



PS: Il mese precedente, sullo stesso sito, lo stesso Istat ci informava che  il valore per la produzione industriale italiana era salito dell'1,4% a fronte di una previsione che era invece solo dello 0,1%. Mi chiedo: ma invece di dirci mese per mese "ops, scusate, avevamo previsto X e invece si è verificato tot", l'Istat assegnasse a ogni previsione un'incertezza, come si usa in qualunque pubblicazione scientifica, non sarebbe più semplice? Se scrivesse bello grosso in cima alla loro pagina: "le nostre previsioni sulla crescita/decrescita industriale hanno un errore tipico del 2%", non sarebbe più pratico, e soprattutto più corretto?



martedì 21 marzo 2017

Wormholes e un esempio di come NON comunicare la scienza.

Di fronte a una notizia di tipo scientifico, un indicatore molto efficace per misurarne il livello di "bufalicità" è il tono sensazionalistico con cui viene proposta. Se ad esempio leggiamo: "scoperta la cura del cancro" possiamo essere praticamente certi che si tratti di una bufala, o comunque di una esagerazione, e che la realtà, nella migliore delle ipotesi, è molto da ridimensionare. Magari è soltanto la scoperta di una molecola che in vitro mostra di avere la capacità di combattere certe cellule tumorali, e da questo a dire che è stata scoperta la cura del cancro c'è un abisso di differenza.

La notiziona scientifica del momento, proposta con toni altisonanti e strombazzanti da tutti i giornali, e rimbalzata dai social networks (e ovviamente anche dagli ufologi e dai fuffari di ogni tipo), è questa: "Interstellar aveva ragione: i viaggi nello spazio-tempo sono possibili." E nell'articolo si legge che:
"Non più solo fantascienza: i cunicoli che permettono di viaggiare nello spazio e nel tempo, i cosiddetti wormhole, adesso possono essere costruiti in laboratorio: sebbene su una scala piccolissima, dimostrano per la prima volta che attraversare il tempo è possibile e, in attesa di futuri viaggi intergalattici, promettono di rendere più potenti gli attuali dispositivi basati sulle nanotecnologie."
Di fronte a cotanto scritto la lancetta del mio bufalometro personale è immediatamente schizzata a fondo scala. 

Tanto per cominciare, i viaggi nello spazio-tempo sono già possibili da un bel po'. Ad esempio io, tutte le mattine, quando prendo il mio treno da pendolare compio un viaggio nello spazio-tempo. Non sarà emozionante come in un film di fantascienza (anche se i treni dei pendolari a volte sono capaci di scatenare emozioni molto forti...) ma è comunque un viaggio nello spazio-tempo. E così tutti gli esseri viventi e inanimati di questo mondo, qualunque cosa facciano, compiono continuamente viaggi nello spazio-tempo. Anche una pietra che sta ferma si muove nello spazio-tempo, che in quel caso è solo il tempo.



Ma a parte il titolo sconclusionato, l'articolo lascia intendere che i wormholes, questi fantasiosi buchi che si manifesterebbero in prossimità di difetti dello spazio-tempo tipo un buco nero, e che connetterebbero zone arbitrariamente distanti dello spazio-tempo stesso, adesso finalmente esistono e sono stati creati in laboratorio. In piccolo per adesso, così piccolo che non ci passerebbe neanche una formica, ma in un futuro magari non troppo lontano - lascia presagire l'articolo - ci potremo imbucare perfino Adinolfi e spedirlo per un viaggio verso l'ignoto.

Invece, ad un'analisi un filo più attenta di quale sia realmente la scoperta scientifica di cui si sta parlando, l'articolo in questione diventa soltanto un esempio di pessima comunicazione scientifica.

Il lavoro scientifico che spiega correttamente di cosa si sta parlando è questo. In pratica è una ricerca sulle proprietà dei fogli di grafene, un materiale costituito da strati di singoli atomi di carbonio. Se i fogli di grafene vengono collegati fra loro da nanotubi di carbonio, un altro tipo di "oggetti" estremamente interessanti dal punto di vista fisico e tecnologico, e se nei pressi dei nanotubi si introduce un'impurità, allora lungo i nanotubi fluisce corrente con caratteristiche di superconduttività (resistenza elettrica nulla), ovvero avviene una trasmissione di energia fra un foglio di grafene e l'altro. La cosa interessante è che le proprietà di questi fogli interconnessi sono descritte al meglio utilizzando la stessa matematica che descrive i wormholes, quelli dei viaggi nel tempo. Ma l'analogia finisce qui: il formalismo matematico in comune.

Non c'è nessun viaggio nel tempo, ne ipotizzato ne futuribile. L'enfasi di questo studio andrebbe eventualmente sulle sue possibili interessantissime applicazioni tecnologiche, e non sui viaggi nel tempo alla Interstellar, che non c'entrano proprio nulla. Per andare a vedere i dinosauri o visitare Alpha Centauri e tornare per cena - facciamocene una ragione - questa ricerca non ci sarà di alcun aiuto.

Quindi si tratta soltanto di un esempio di come una pessima divulgazione riesca a perdere l'occasione per spiegarci qualcosa di realmente interessante. Perché la ricerca è in effetti veramente interessante.

Però permettetemi un dubbio. Il dubbio è che il giornalista non abbia fatto tutto da solo, ma che il ricercatore intervistato ci abbia messo del suo, e abbia calcato la mano sulla storia dei viaggi nel tempo per farsi un po' di propaganda. O quantomeno che sia stato così poco chiaro col giornalista da essere totalmente frainteso. Altrimenti non mi spiego come un giornalista che quasi certamente non sa nulla di relatività generale e di wormholes possa essersi inventato tutte quelle cose di testa sua.

E infatti nell'articolo ci sono dei virgolettati che lasciano perplessi. Magari i virgolettati non sono veri fino in fondo, però leggere una frase (virgolettata) come questa qua sotto fa certamente dubitare che sia solo opera del giornalista.

"Il problema di partenza - ha osservato Capozziello - era spiegare l'esistenza di strutture che, come i buchi neri, assorbono tutta l'energia di un sistema senza restituirla: in pratica ci si trovava di fronte ad una violazione del principio di conservazione dell'energia". Una delle spiegazioni possibili, ha detto ancora il fisico, ipotizza che lo spaziotempo sia 'bucato': "è un'ipotesi molto affascinante e futuristica, che implica la possibilità di passare da una zona all'altra dello spaziotempo come di collegare fra loro universi paralleli".
Visto che la ricerca di cui si sta parlando condivide con i wormholes cosmici soltanto il formalismo matematico che ci sta sotto, a che serve calcare così tanto la mano sui viaggi nel tempo, se questi studi con i fogli di grafene e i nanotubi non c'entrano nulla?

Il rischio che si corre con questo tipo di divulgazione è di passare al grande pubblico un'immagine della scienza da luna park o da film di fantascienza di serie B, con lo scienziato che passa le giornate a tentare di trasformarsi in mosca. Quella scienza che non esiste nella realtà, ma che, presentata come tale al grande pubblico, scatena immediatamente perplessità e scetticismo molto più che interesse. Attira attenzione, certo, ma non in senso buono. Attira piuttosto fuffari a gogò, scatenando le loro morbosità, e contemporaneamente suscita critiche da parte di tutti quelli che, pur non sapendo niente di scienza e di metodo scientifico, sentono il dovere morale di prendere posizione contro la scienza che si crede onnipotente. E infatti già si leggono in giro commenti sul fatto che la scienza debba porsi dei limiti, che debba avere al centro l'uomo, e tutto il solito sciocchezzario che ben conosciamo.

Non solo, ma siccome i viaggi nell tempo non c'entrano nulla con questa ricerca, il risultato è che il pubblico potrà dire: "Guarda che banda di cazzari questi scienziati! Hanno sparato questa storia dei viaggi nel tempo per farsi pubblicità e invece non era vero niente!".

E magari potranno a questo punto pensare che siano altrettante sparate quelle sulla necessità di vaccinare la popolazione, sul fatto che oggi il cancro con le terapie convenzionali è curabile molto meglio che 30 anni fa, o magari sul riscaldamento globale. A questo punto, infatti, qualcuno potrà dubitare che sia anche quella una sparata a effetto per farsi pubblicità. Insomma, questo modo di comunicare al grande pubblico la ricerca scientifica può dare visibilità sul momento, può attirare l'attenzione, ma certamente non giova alla scienza né a chi la pratica. Soprattutto se si fa il mestiere di scienziato, sarebbe bene esserne consapevoli.


martedì 14 marzo 2017

Il Cern esclude l'esistenza dei fantasmi? Siamo seri, please!

Leggo in questo articolo che Brian Cox, fisico e noto divulgatore scientifico (molto bravo, peraltro) ha dichiarato in un programma della BBC che gli esperimenti effettuati all'acceleratore LHC del Cern di Ginevra escludono l'esistenza dei fantasmi. Infatti, spiega Cox, nel Modello Standard delle particelle elementari non esiste alcun meccanismo che possa descrivere e giustificare il passaggio di informazioni e di energia dalla vita alla morte, perché se così fosse gli esperimenti ne avrebbero osservato le evidenze. E poi, siccome i fantasmi non sono esseri materiali, allora devono essere fatti di energia, e quindi questo violerebbe il secondo principio della termodinamica. E altre tecnicaglie del genere.

Ora, premesso che io non credo all'esistenza dei fantasmi, penso tuttavia che queste affermazioni siano spazzatura che uno scienziato dovrebbe evitare come la peste. Lo sono dal punto di vista scientifico, perché l'eventuale esistenza dei fantasmi è qualcosa che già di per sé esula per definizione dalle leggi fisiche note. Ed è chiaro quindi che chi crede ai fantasmi crede anche al fatto che questi ultimi possano infischiarsene di quello che è vietato dai libri di fisica, e crede anche che esista un tipo di realtà (chiamiamola come ci pare) e un tipo di fenomeni che possono fare incursioni nel nostro mondo senza tuttavia creare scompensi al Modello Standard o a qualunque altra legge fisica. Non ci vuole un fisico del Cern per comprendere che se si crede ai miracoli, all'angelo custode, o più in generale al divino e all'ultraterreno, si è anche convinti che ciò che avviene in quel mondo parallelo non segua troppo alla lettera i libri di fisica.

Ma soprattutto sono spazzatura perché in nessun modo possono contribuire a convincere chi crede ai fantasmi che le sue convinzioni, violando il Modello Standard e le leggi sull'entropia, allora sono sbagliate.  Anzi, eventualmente li convinceranno che anche gli scienziati, quando ci si mettono, sanno essere decisamente stupidi.


Usare le misure di LHC per smentire l'esistenza dei fantasmi è più o meno come sostenere che non ci possono essere panini alla mortadella in orbita attorno a Urano perché a quelle condizioni di temperatura e pressione così estreme i ciccioli di grasso della mortadella non riuscirebbero a mantenere la loro consistenza. Se uno crede che ci possano essere panini alla mortadella in orbita attorno a Urano, le spiegazioni scientifiche sul perché non potrebbero esserci gli fanno un baffo, penso. E se il discorso può comunque avere una logica con i panini alla mortadella, perché questi sono oggetti reali e ben noti, che seguono sempre le leggi fisiche, figuriamoci con i fantasmi, che nessuno ha mai visto, e che per definizione non obbediscono alle leggi della natura. Quindi, mi chiedo, a chi si rivolge Brian Cox con la sua affermazione? Chi crede di convincere, se non riesce nemmeno a convincere me, che ai fantasmi credo tanto quanto al panino in orbita attorno a Urano?

Ma soprattutto, qual è il rischio che si corre nel fare queste dichiarazioni così alla leggera, spacciandole per scientifiche, e usando la scienza seria per tirare conclusioni su aspetti che già in partenza esulano dalla realtà empirica? Brian Cox, con la sua uscita, forse ha creduto di mettere i puntini sulle i da scienziato su questo argomento senza però capire che l'argomento non è di scienza.  E facendo questo non ha compreso che questo genere di affermazioni è il modo miglior per sputtanare la scienza! Il miglior modo per farsi deridere da chi già guarda con diffidenza la scienza, da chi la ritiene supponente e affetta da manie di onnipotenza, da chi pensa che gli scienziati credano di essere sempre nel giusto, dai vari Benedetti Croce che guardano gli scienziati con fastidio e disprezzo. Da chi, insomma, non capisce un cavolo di scienza, e contemporaneamente non aspetta altro per attaccarla.

Fare divulgazione scientifica è un'attività sacrosanta, e molto seria. E' importante per far capire in modo semplice e contemporaneamente il più possibile corretto cosa studiano gli scienziati e perché è importante che lo studino. E' importante per far capire ai cittadini che cosa la scienza può dare alla società. E dato che i cittadini alla fine sovvenzionano la ricerca scientifica, la divulgazione serve a rendere loro partecipi dei risultati che, con le loro tasse, hanno contribuito ad ottenere. Ora, se io non sapessi nulla di scienza e di fisica di LHC, e non sapessi quindi che a LHC non ci si sogna proprio di studiare i fantasmi ma anzi, non ci si pone neanche lontanamente il problema della loro esistenza e di come potrebbero eventualmente interagire con la materia dell'universo, se non sapessi tutto questo, sarei veramente sorpreso e negativamente stupito dalle affermazioni di Brian Cox, perché appaiono di una puerilità veramente disarmante. Sarei decisamente infastidito dal sapere che è preoccupazione degli scienziati del Cern di dimostrarmi la non esistenza dei fantasmi. Brian Cox, con la sua sparata, fa apparire gli scienziati come una banda di scemoni che credono che i fantasmi non possono esistere perché non sono descritti dal Modello Standard! Ripeto, io non credo affatto all'esistenza dei fantasmi, ma sono certo che se esistessero così come vengono immaginati, se ne fotterebbero alla grande delle nostre Lagrangiane e dei nostri diagrammi di Feynman!

Quindi mi rivolgo a Brian Cox: Brian, sei un bravissimo divulgatore, hai il carisma di chi riesce ad acchiappare il pubblico e farlo affascinare, caratteristica che pochissimi scienziati hanno. Usa queste tue doti per spiegare la scienza come hai dimostrato di saper fare, e lascia perdere la tentazione di fare il tuttologo e sconfinare su argomenti che non c'entrano niente con la scienza. Non fare come certi scienziati nostrani, tipo certi matematici che presi dal delirio dell'omniscienza hanno riempito gli scaffali delle librerie con saggi che trattano dall'esegesi biblica ai rimedi per la gastrite. O come certi particellai in pensione, che sono convinti di avere in tasca le prove scientifiche dell'esistenza di Dio e intanto confondono meteo con clima. Continua ad affascinarci come sai fare, perché lo sai fare bene, ma lascia stare 'ste cazzate sui fantasmi.

mercoledì 1 marzo 2017

Quando si cercano le cause di fatti che non esistono.

Cose pazzesche che succedono quando non c'è cultura scientifica.



Si dice spesso che in Italia manchi la cultura scientifica, ed è vero. Cultura scientifica che non è sapere di scienza (anche se la cosa può aiutare) ma conoscere e fare proprio il modo tipico della scienza di approcciare i problemi. E perché la carenza di cultura scientifica nella società può rappresentare un problema? Perché possono succedere cose pazzesche e impensabili come questa.

Siamo a Canneto, frazione di Caronia, spesso chiamato semplicemente Canneto di Caronia, un paesetto in provincia di Messina. La foto qua sotto lo mostra in tutta la sua estensione. Le classiche quattro case in riva al mare, con la ferrovia che lo taglia in due. In alto un albergo, qua e là case di pescatori e di vacanze, una strada provinciale e sostanzialmente niente altro.  Il cerchio rosso individua la zona che ha portato alla ribalta delle cronache questo paese: una cinquantina di metri lungo una stradina.
Canneto di Caronia (ME). La zona in rosso è quella influenzata dai "misteriosi" fuochi.

I primi fatti risalgono all'inizio del 2004, quando hanno cominciato a verificarsi alcuni incendi e combustioni di oggetti di varia natura: fili e apparecchiature elettriche, ma anche poltrone, divani, letti e suppellettili di vario tipo. I fatti si ripetono nel tempo, e sebbene i media riportino che coinvolgono l'intero paese, in realtà essi avvengono solo nella zona del riquadro ovale della foto: una cinquantina di metri e alcune case lungo una stradina senza sbocco. Tutto il resto, ferrovia, albergo, spiaggia, strada provinciale e le altre case, resta nella assoluta normalità.

Gli incendi, che si susseguono nel tempo, vengono subito catalogati dai media, dagli abitanti e in primis dalle autorità locali come "misteriosi". Addirittura c'è chi parla di cellulari che si accendono da soli, morie di pesci, fuochi fatui e altri fenomeni "inspiegabili". Talmente inspiegabili che, dopo due anni di brancolamento nel buio, viene finalmente istituito il Gruppo Interistituzionale per l'Osservazione dei Fenomeni (che ti viene subito da dire: me cojoni!) con ordinanza emergenziale della Protezione Civile (fonte). Leggetevi l'articolo citato perché ne vale veramente la pena. Tutto questo prevedeva anche una collaborazione tra Stato Italiano e Regione Siciliana anche nello stanziamento di fondi. Secondo questo gruppo, Canneto di Caronia "è stata colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata".

Alcuni tra i misteriosi fuochi di Canneto di Caronia: in senso orario un tubo di lavatrice, un ciuffo d'erba, della carta sul pavimento, una poltrona, un asciugamano da bidet, il muro di un sottoscala.


E per cercare di capirci qualcosa erano stati interpellati anche la Protezione Civile, l'Esercito, la Marina Militare Italiana, l'ARPA, l'INGV, l'Aeronautica Militare, l'Istituto Idrografico della Marina Militare, il Ministero delle Comunicazioni e altri enti istituzionali di vario tipo. Una lista non completa delle misure effettuate per cercare di scoprire la causa dei fuochi è elencata qua sotto (fonte):
 
Campagna di telefoto e rilevamento aereo condotta dall’Aeronautica Militare
•Campagne di misure dei parametri fisici, geofisici e geochimici, condotte dall’INGV (Sezioni di Catania e Palermo)
•Campagna oceanografica condotta dalla Nave “Galatea” dell’Istituto Idrografico della Marina Militare su uno specchio di mare esteso, antistante la zona costiera di Canneto (magnetometria, parametri fisici e chimici, sedimentologia)
•Campagna di rilevamenti e misure con georadar
•Campagna di rilevamenti magnetometrici a terra e di monitoraggio dei campi elettrici ed elettromagnetici condotti dalla Marina Militare
•Campagna di monitoraggio dello spettro radioelettrico condotta dal Ministero delle Comunicazioni e dall’ARPA Sicilia e misure dei parametri ambientali e meteo-climatici condotta dal SIAS – Regione Siciliana
•Mappatura di tutti gli utilizzatori dello spettro radioelettrico presenti in un raggio di diversi chilometri centrato su Canneto, curata dal Ministero delle Comunicazioni
•Campagna di rilevamento aereo, misure e mappatura dell’intensità totale del campo magnetico terrestre condotta con tecnologia d’avanguardia dall’INGV su un’ampia zona di mare compresa tra I’Isola di Ustica e le Isole Eolie
•Campagna di monitoraggio dei campi elettromagnetici tuttora effettuata e in via di ulteriore potenziamento
•Campagne di rilevamento nel visibile e nell’infrarosso (IFR-FLIR) condotte in terraferma e da piattaforma aerea, con il supporto di mezzi aerei e specialisti della Marina Militare.

A quel punto il paese diventa meta di "esperti" di tutti i tipi, tra i quali, oltre a quelli degli enti istituzionali sopra citati, abbondano anche maghi, sensitivi, rabdomanti, ufologi, esorcisti, e ovviamente la troupe di Voyager, che in queste situazioni ci sguazza sempre (vedi filmato).

La conclusione di questo po' po' di cape tante è che i misteriosi fuochi hanno cause altrettanto misteriose che coinvolgono misteriose esercitazioni militari, gli USA, la Nato, potenze elettromagnetiche inimmaginabili, tecnologie sconosciute e ovviamente gli ufo, che prontamente compaiono sopra le case di Canneto, fotografati immancabilmente mossi e sfuocati nonostante questa iradiddio di mezzi.


Due ufo nel cielo di Canneto di Caronia, ripresi con la tipica alta definizione che contraddistingue questo genere di foto.

Il tutto è efficacemente sintetizzato dal titolo di un quotidiano online, che sentenzia: "Fuochi di Caronia, verdetto finale: tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre"  Bello quell' anche, come se in sostanza gli alieni fossero in combutta con i terrestri. Come se ci avessero detto, "fate voi, avete carta bianca a appiccare incendi. Poi se abbiamo un fine settimana libero facciamo un salto anche noi a incendiare qualche credenza". Come se si sapesse quali sono le tecnologie non terrestri.

Il presidente dell CUN, il Centro Ufologico Nazionale, precisa durante un dibattito televisivo che "una volta escluse tutte le cause terrestri, la spiegazione è automaticamente non terrestre (mentre lo scrivo mi sale il crimine!)". Vale la pena a questo proposito quotare il contenuto di un suo intervento pubblico, perché illuminante sulla profondità del pensiero di chi veniva invitato ai dibattiti pubblici sui fatti di Caronia (fonte).
"Pinotti (il presidente del CUN, n.d.r) si è quindi soffermato sulla vicenda di Canneto di Caronia a proposito della quale la chiave interpretativa ufologica è stata avallata perfino dalla commissione istituita dal governo. Peraltro i treni d'onda provenienti dal mare e scagliati contro la piccola località sarebbero dannosi per gli abitanti; a proteggerli basterebbe una sorta di adeguata gabbia di Faraday, che tuttavia non è stata realizzata."
Una gabbietta di Faraday attorno a tutto un paese, dai! E che ci vuole, un lavoretto da niente! Deve aver visto molti film giapponesi di Gozzilla, il presidente del CUN. Quelli dove il generale giapponese intimava: "costruite una recinzione di alta tensione tutta attorno a Tokio!", e dopo mezz'ora arrivava il sottoposto che trafelato diceva: "recinzione costruita, generale!". Che poi magari se ci sono alte frequenze è pure inutile!

E comunque a questo po' po' di esperti non viene in mente che se ci fossero stati questi spaventosi campi elettromagnetici, questi avrebbero avuto effetto sui metalli, sui binari del treno, sulla linea elettrica, sulle ringhiere dei balconi, e non sui pezzi di plastica, le poltrone, e gli asciugamani da bidet. E sempre a questo po' po' di esperti non viene nemmeno in mente di spiegare come mai tutto quanto avviene soltanto in quei 50 metri di stradina, mentre su tutto il resto del paese gli spaventosi campi elettromagnetici non fanno accadere niente di niente. Che burloni questi alieni, che in combutta con potenze militari misteriose accendono i loro potentissimi raggi fotonici e cosa fanno? Li puntano contro un cul de sac di una stradina di Canneto di Caronia e bruciano l'asciugamano da bitet della signora Concetta, o la coperta del letto di zio Turiddu! Decine di Gigawatt di potenza (lo dicono gli esperti) per bruciare un divano Dondi! D'accordo che sono brutti che non si guardano, ma mi sembra francamente esagerato venirci apposta da un'altra galassia solo perché non ti piace una poltrona! Evidentemente nel loro pianeta gli alieni non hanno la spending review.

Comunque, mentre le autorità ovviamente brancolano nel buio (e come potrebbero fare altrimenti, di fronte a fenomeni causati da tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre?), soltanto una voce suona fuori dal coro: quella di Marco Morocutti, ingegnere elettrotecnico e membro del Cicap, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze. Morocutti, su suggerimento di un tecnico della Tim che casualmente aveva potuto prendere visione di alcuni reperti incendiati, aveva analizzato a sua volta alcuni oggetti tra quelli che avevano preso fuoco, e aveva osservato una cosa tanto semplice quanto sorprendente in tutta questa girandola di ipotesi fantasiose: che agli oggetti era stato dato fuoco! (video).

Ad esempio un contatore elettrico dell'Enel, di quelli che abbiamo in tutte le case, appariva bruciato nella plastica esterna, ma dentro era completamente integro e intatto. Segno che il fuoco era stato appiccato fuori, e non si era sviluppato dentro i dispositivi elettrici. Quindi non era stato causato da fenomeni sconosciuti e immani potenze, come sostenevano gli "esperti", ma molto verosimilmente era stato banalmente incendiato. E lo stesso per tutti gli altri oggetti analizzati da Morocutti. In particolare i fili elettrici avevano tutti la gomma bruciata all'esterno, ma dentro erano intatti. Cosa piuttosto strana per un incendio che sarebbe stato causato dagli spaventosi campi elettromagnetici che viaggiavano all'interno dei fili.

E alla luce di tutto ciò si era permesso di dire pubblicamente, in più occasioni, che gli incendi erano molto probabilmente dolosi, e aveva consigliato i carabinieri locali di piazzare qualche telecamera nascosta qua e là. Queste dichiarazioni sono state ovviamente derise dalle autorità locali, oltre che dai vari "esperti" (videovideo).

Inascoltato il Cicap, i fuochi sono andati avanti per anni, si sono interrotti per un certo periodo e poi sono ripresi. Infine, per farla breve, il maresciallo dei carabinieri del luogo si è deciso a mettere finalmente qualche telecamera nascosta, che in poco tempo ha registrato per una cinquantina di volte un ragazzotto del luogo, il figlio del presidente del comitato locale di vittime degli incendi (fonte e fonte), che appiccava fuochi qua e là. C'è un filmato, uno fra i molti a disposizione degli inquirenti, in cui lo si vede passare accanto a una macchina col finestrino aperto, guardarsi attorno, buttarci dentro qualcosa e poi allontanarsi tranquillo. Dopo qualche minuto si vede il fumo uscire dalla macchina, e accorrere i pompieri. Era il figlio di quello che si era fatto portavoce nel chiedere rimborsi per chi dagli incendi aveva subito danni. In questo filmato il padre del colpevole (quando ancora non era stato scoperto) racconta a un ufologo come sia avvenuto un incendio nella stanza in cui suo figlio si trovava da solo! Ovviamente catalogandolo come misterioso e inspiegabile. La spiegazione, insomma, era già sotto il naso di tutti, se solo quei tutti avessero avuto il cervello collegato.

Tecnologie anche aliene, campi elettromagnetici di potenza inimmaginabile, e invece era un ragazzotto di 25 anni, che all'inizio dei fatti era un adolescente, come quasi sempre avviene in questi casi di "Poletergeist". Adolescente che si sarà divertito come un pazzo a fare queste cose. Immaginatevi uno che da fuoco per scherzo al bracciolo di una poltrona e per tutta risposta le autorità chiamano la Marina Militare che piazza un incrociatore a 10 miglia dalla costa a fare rilevazioni coi radar! Da fuoco a un filo elettrico con l'accendino, e la Protezione Civile fa effettuare studi geomagnetici sulle anomalie del campo magnetico terrestre nella zona compresa fra le isole Eolie e Ustica. Brucia un cestino della carta straccia e arrivano gli ufologi a dire che ci sono chiare tracce di intervento alieno. E' il sogno di qualunque adolescente annoiato!

E dopo questa scoperta, quali sono state le reazioni di chi aveva chiesto aiuto all'Aeronautica, all Marina Militare e agli Ufologi? Eccole! Comprensibili, perché svegliarsi una mattina e constatare di essere un pirla senza se e senza ma non deve essere bello.

E dove sta la mancanza di spirito scientifico in tutto questo? Sta nel fatto che, a parte Morocutti e quel tecnico della Tim, nessuno, NESSUNO, si è preso la briga, in quei dieci anni, di effettuare una perizia tecnica sugli incendi. Si è deciso fin dall'inizio che erano misteriosi, e come tali si è proceduto. E quindi si è cercato di dare spiegazioni a fenomeni assunti come misteriosi, decidendo senza alcun motivo che fossero state impiegate potenze spaventose e per forza di origine altrettanto misteriosa, (fenomeni misteriosi implicano spiegazioni misteriose) contravvenendo alla più elementare regola del procedere scientifico (ma oserei dire anche del buon senso), e cioè che prima di cercare spiegazioni per un certo fenomeno, è essenziale assicurarsi che il fenomeno sia reale! Altrimenti si rischia, come in questo caso, di perdersi a cercare spiegazioni fantasiose per fatti che in realtà non sono mai avvenuti, o sono avvenuti in modo completamente diverso.

E comunque la cosa che lascia veramente stupefatti è come in dieci anni, DIECI ANNI!, né all'ARPA, né alla Marina Militare, né all'Aeronautica Militare e a tutti gli altri enti istituzionali che sono stati interpellati e si sono prestati a usare i propri mezzi per effettuare misure e rilevazioni, sia venuto in mente di alzare la mano e chiedere: "scusate, ma perché ci fate piazzare un incrociatore a pattugliare la costa, perché volete che facciamo le misure coi radar e i rilevamenti geomagnetici, i carotaggi e i voli coi jet sopra questo paese di quattro case? Ci dati uno straccio di motivo per cui credete che sia necessario fare queste cose?" E se il risultato è un enorme quanto ridicolo sperpero di denaro pubblico, uomini e mezzi, per un fatto che poteva invece essere risolto in un paio di pomeriggi, beh, permettete che a uno gli girino un attimo i cosiddetti!

Ah, quasi mi dimenticavo! Una volta arrestato il piromane, gli incendi misteriosi sono improvvisamente terminati. Si vede che gli alieni si sono presi paura delle telecamere nascoste!


Se volete avere un'idea del mare di idiozie che si sono dette su questa storia, guardatevi questi filmati (1 e 2, 3)





venerdì 24 febbraio 2017

Sciopero degli astrologi: basta scoprire nuovi pianeti!

Che lo stato intervenga regolamentando la scoperta selvaggia.


Le prime avvisaglie c'erano già state con il declassamento di Plutone da pianeta normale a pianeta nano, evento che aveva costretto gli astrologi a rivedere di colpo tutti gli algoritmi per le previsioni e il ruolo dei vari pianeti. Perché se Plutone diventava all'improvviso allo stesso livello delle miriadi di pietroni vaganti attorno al sole, diventava difficile giustificare come mai tutti questi anonimi corpi celesti erano irrilevanti per l'oroscopo mentre Plutone poteva farti essere felice o incazzoso a seconda di dove si trovava nel cielo al momento della tua nascita. Meglio sacrificarsi e toglierne uno che infilarcene dentro qualche migliaia senza poi avere idea di cosa fargli fare.

"E poi chi glielo dice adesso a mio cognato che quel carattere di merda che si ritrova non è colpa di Plutone?" aveva sbottato il direttore di Astra ai microfoni de La vita in diretta nella puntata speciale dedicata a "meteorismo e cene di gala". Per non parlare poi delle dispense della Grande Enciclopedia dell'Astrologia, acquistabili in edicola assieme alla Collezione di Santini Dipinti a Mano, divenuta di colpo obsoleta e da buttare (l'enciclopedia, i santini invece continuavano ad andare da Dio!).

Sembrava soltanto un incidente di percorso nel radioso progresso dell'astrologia, quando si è insinuata subdola la storia delle comete. Una volta ne passava una ogni tot anni, e era una rarità, e si poteva usarla per spaventare un po' la gente e fargli credere che sarebbe successo chissà cosa. Ai bei tempi del Medioevo le comete quando arrivavano mettevano paura, e per gli astrologi era una pacchia! "Adesso invece, con questi telescopi (lo dicevano già ai tempi di Galileo che sono strumenti del Demonio!) ne scoprono una al mese, e ti avvisano della loro presenza molto prima che diventino visibili, e non è mica facile far credere alla gente che una cometa può far succedere cose pazzesche se quando la vedi è solo un puntino insignificante!", ha dichiarato il celebre mago Brachio, noto per aver previsto il terremoto di Amatrice praticamente in tempo reale, solo una mezz'ora dopo la scossa. "Ad esempio uno potrebbe azzardare che col passaggio della prossima cometa il PD rischierà la divisione interna" -  ha proseguito il celebre studioso - "ma si capisce che sono affermazioni azzardate, senza basi scientifiche".


Ma la catastrofe per gli astrologi ha iniziato a concretizzarsi quando la Nasa si è messa in testa di cercare addirittura pianeti esterni al sistema solare. Come se non bastassero già quelli nostrani, che ad assegnare a tutti quelli che già si conoscono una responsabilità nel profilo astrologico è già un bel da fare e non si sa più cosa inventarsi! Come se non fosse bastato il fatto che gli astrologi avevano già sputato sangue con la scoperta di Urano e Nettuno, dato che gli altri pianeti facevano già tutto quanto, e l'unica cosa che era rimasta libera erano gli effetti sulle emorroidi e la prostata! Come se non bastasse tutto questo, alla Nasa hanno cominciato a dire che di pianeti in giro ce ne sono molti ma molti di più di quelli già noti, e che loro li volevano addirittura scoprire!

E quindi è arrivata la mazzata finale, quella che ha steso gli astrologi: in una botta sola sono stati scoperti sette nuovi pianeti nella costellazione dell'Acquario, per di più tutti piuttosto simili alla terra. E almeno gli avessero dato dei nomi che uno sopra ci poteva elucubrare qualcosa di credibile! Figuriamoci invece, li hanno chiamati a, b, c, d, e, f e g!

E a questo punto la categoria non ce l'ha fatta più e è sbottata. "Dobbiamo buttare via per l'ennesima volta tutti i libri e i corsi di astrologia, e rifare tutti i software delle previsioni astrologiche! E poi credete che inventarsi qualcosa per sette pianeti tutti in un colpo solo sia facile?", ha sbottato il noto astrologo Paolo Foxy. "Già hanno cancellato la messa in onda del mio oroscopo solo per dare la notizia che a Istanbul per una ragazzata erano morte una quarantina di persone" - ha aggiunto - "ma a questo punto è chiaro che qui si sta agendo deliberatamente contro la nostra  categoria, cercando di screditare la nostra professionalità!".

E quindi le piazze delle città italiane si sono improvvisamente riempite di astrologi, cartomanti e previsori del futuro, che minacciano le barricate. "Non vi leggeremo più l'oroscopo la mattina, poi voglio vedere come affronterete la giornata!", ha gridato il mago Onanirius ai microfoni di Teletaglieforti. "Basta con questa scienza ottusa e scriteriata", - ha chiosato la veggente Shamhahnthah - "vogliamo un decreto legge che finalmente ci tuteli, e regolamenti la scoperta dei nuovi pianeti!".  "Se continueranno queste scoperte selvagge" - ha dichiarato il mago di Sessa Aurunca Oronzo Espiritusantu - "per ritorsione venderemo semplici pezzi di plastica spacciandoli per potenti talismani".

Per gli astrologi, insomma, si prefigura un futuro difficile, al pari di quando la De Agostini doveva gettare continuamente al macero tonnellate di atlanti geografici appena stampati perché con la caduta dell'URSS ogni settimana nasceva un nuovo stato. E quindi, in vista di un futuro costellato di astacoli c'è chi ha suggerito un condono sulla scoperta dei futuri pianeti, e di decidere fin d'ora che quelli che verranno non contano. Tanto, cazzata per cazzata, chi vuoi che se ne accorga?