martedì 25 aprile 2017

Articolo su Darwin: i commenti dei lettori...!!!

Perché tanta gente disprezza Darwin?


Nell'anniversario della morte di Darwin il quotidiano La Repubblica, sul suo profilo Facebook, pubblica una foto dello scienziato con due righe di ricordo. Ma quello che colpisce si trova sotto. Sotto la foto, fra i commenti, ho infatti letto cose che voi umani...

Per motivi apparentemente misteriosi (ma che poi tanto misteriosi non sono, se analizzati un po' più in profondità), una fetta del genere umano odia Darwin. E i commenti in calce all'articoletto di Repubblica sono per lo più di gente che lo detesta, lo disprezza visceralmente, lui e la sua opera scientifica, che ritiene ovviamente completamente fasulla e campata in aria, e soprattutto mai provata.  E' singolare questo chiamare in causa la (presunta) mancanza di controllo rigoroso sull'evoluzionismo, dato che una veloce ricerca nei profili di chi commenta in modo così aspro mostra che gran parte di questa gente poi crede anche al fatto che i vaccini causino l'autismo, e ad altre amenità prive di qualunque prova a supporto. Che quando si parla di Darwin pretendano le prove (che comunque ci sono) mentre in altri campi si buttano a corpo morto credendo a idiozie che non hanno uno straccio di costrutto è quindi veramente curioso. 

Comunque c'è gente che quando sente nominare Darwin reagisce come il cane di Pavlov, schiumando rabbia contro quella scienza che celebra lo scienziato inglese. Che se solo riservassero un centesimo di quel disprezzo e di quell' accanimento contro tutti gli arraffatori, i disonesti, i magnaccia e i parcheggiatori in doppia fila di questo paese, saremmo un luogo idilliaco.

Un recente selfie di Darwin

Insomma, gente che non ha alcun tipo di competenza in materia, gente che confonde molecole con cellule, gente che crede che se non spazzi le briciole nell'angolo del pavimento della cucina poi nascono le formiche, quando sente nominare Darwin non resiste nello sciorinare tutto quello che secondo loro è sbagliato nella teoria dell'evoluzione.

Che, ricordiamolo, si chiama "teoria" perché gli scienziati la chiamano così, come la teoria della relatività, o la teoria della deriva dei continenti,  ma è tutt'altro che una teoria, essendo suffragata da una quantità di prove di tutti i tipi, non ultime quelle che vengono dalla genetica. Genetica che Darwin non poteva conoscere all'epoca, e che forniscono oggi uno dei tanti modi per verificare come le specie si siano evolute e si stiano evolvendo tuttora, noi umani compresi. Evoluzione che non significa miglioramento (e visti i commenti la cosa risulta chiara!) ma semplicemente cambiamento dovuto all'adattamento.

Invece certi leggono "teoria" e credono che l'evoluzione della specie sia solo una teoria. Una cosa che Darwin ha buttato giù su un bloc notes scrivendoci secondo me è così!, e tutti i naturalisti e i biologi - stupidoni - l'hanno presa per oro colato, senza prendersi la briga di controllare.

L'obiezione tipica, del tutto sballata, è che non è possibile che deriviamo dalla scimmia, perché altrimenti non si spiegherebbe come mai noi ci siamo evoluti e la scimmia no. Vagli a spiegare che la teoria dell'evoluzione non dice affatto questo. D'altra parte, non avendo costoro letto mai niente in proposito, ma ripetendo frasi sentite in giro, cosa si può pretendere? E poi se questa cosa la dice anche Zichichi, Giannetta Alberoni e altra gente che si vede spesso in televisione, vuoi che non sia vera? Se l'ha detto la televisione!

Ma perché gente che in molti casi non sa nulla di scienza si accanisce così tanto proprio sulla teoria dell'evoluzione, e si disinteressa invece di altre teorie scientifiche (sempre con il significato di teoria che dicevo sopra) che sono invece veramente difficili da digerire? Ad esempio tutti accettano tranquillamente la meccanica quantistica, sebbene molti non abbiano idea di cosa sia realmente, e anzi la usano per sdoganare immondi sciocchezzai new-age. Eppure la meccanica quantistica è quanto di più strano, controintuitivo e discusso che ci sia in fisica. Altro che l'evoluzione della specie! Funziona molto bene, nel senso che è in grado di prevedere il comportamento e i fenomeni del mondo microscopico, ma se uno va a indagare cosa c'è sotto gli viene una crisi di identità! Eppure la meccanica quantistica va bene a tutti, e anzi perfino affascina, mentre Darwin no, quello proprio non si può accettare. Peccato perché capendo come effettivamente funziona, l'evoluzione è una "teoria" bellissima nella sua semplicità. Nonostante questo, che l'uomo e le altre specie viventi siano il risultato di un continuo modificarsi a certa gente proprio non va giù.

Domanda: perché?

Io ho una risposta. Forse non è l'unica risposta, ma è certamente un fattore determinante: la religione.

Le convinzioni religiose condizionano fortemente il modo di approcciarsi a una teoria che spiega perché l'uomo è quello che è. Perché se parlasse degli armadilli e dei facoceri, diciamocelo, nessuno si scandalizzerebbe in questo modo. Se la teoria di Darwin si limitasse a dire che le vongole di oggi sono l'evoluzione di un vongolone peloso che esisteva qualche milione di anni fa, nessuno si indignerebbe sbraitando che non ci sono le prove. E invece siccome l'evoluzione Darwiniana riguarda anche l'uomo, allora c'è chi si sente in dovere di mettere i puntini sulle i, perché l'uomo è territorio di Dio.

Negli Stati Uniti, dove il creazionismo è molto diffuso (il 60% della popolazione non crede che l'uomo si sia evoluto a partire da altre specie viventi, contro quasi il 30% dell'Italia e il 18% dell'Islanda), coloro che sposano questa tesi, sono in prevalenza e inequivocabilmente anche quelli che frequentano assiduamente la chiesa. C'è anche una leggera correlazione col titolo di studio, e anche con l'età, ma la frequentazione della chiesa non lascia dubbi. Il grafico, mostrato qua sotto, fa parte di questo studio statistico.
 



Il grafico qua sotto mostra invece come la convinzione "Gli esseri umani si sono evoluti a partire da altre specie" (in celeste) è rifiutata solo dal 20% della popolazione in Islanda, in Danimarca, in Svezia e in paesi in cui la cultura laica è dominante, e aumenti col crescere dell'impatto della religione nel paese in questione, indipendentemente dal tipo di religione. In Italia è il 30%, mentre in Turchia è addirittura il 75%. Valori simili sono stati rilevati anche in altri stati quali Tunisia e Egitto, nei quali la religione ha un ruolo culturale importante.
Risultati immagini per believe in evolutionism
Percentuale della popolazione che non crede che l'uomo sia il risultato dell'evoluzione di altre specie viventi, nelle varie nazioni. Si va da18% dell'Islanda al 75% della Turchia. In Italia è quasi il 30%.

E' interessante il caso della Germania, che pur essendo decisamente laica, mostra un risultato non troppo dissimile dall'Italia. La mia ipotesi è che la grossa presenza di turchi nel paese abbia un peso importante.

Io non voglio entrare nelle questioni di fede, perché ognuno è libero di credere o non credere in quello che vuole, e la scienza non ha niente a che fare con questo. Però - mi chiedo - non è un dio a metà (lo metto minuscolo apposta) quello in cui questa gente crede? Un dio che crea tutto l'universo e le sue leggi, e poi non è capace di far venir fuori l'uomo come conseguenza della naturale evoluzione del mondo che egli stesso a creato, e è quindi costretto ad intervenire in corso d'opera per metterci una toppa. Dov'è l'onnipotenza e la grandezza di un dio del genere?

Per un credente non sarebbe un Dio (questa volta maiuscolo) ben più grandioso quello che, dopo aver dato il La iniziale, avesse poi lasciato fare la natura, creata così perfetta e autosufficiente da non avere più bisogno di ulteriori interventi e rattoppi per aggiustare il tiro? Cosa c'è di più grandioso in una natura che è capace di dare origine contemporaneamente a un sasso e a un essere umano? Cosa c'è, per un credente, di più grandioso di un Dio creatore di una natura che non ha alcun bisogno di lui?



11 commenti:

  1. E' interessante il caso della Germania, che pur essendo decisamente laica, mostra un risultato non troppo dissimile dall'Italia. La mia ipotesi è che la grossa presenza di turchi nel paese abbia un peso importante.

    Vivendo in Germania, posso dire qualcosa al proposito.
    Anche se sembra strano a dirlo in realtà in Germania al proposito ha pesato molto la riforma protestante: per conquistare il popolino Lutero ha per la prima volta tradotto la Bibbia in tedesco che per secoli è divenuto il libro di testo per eccellenza nelle scuole tedesche riformate (ben più che in quelle cattoliche), portando a questi risultati.
    In altri paesi toccati dalla riforma ciò non è successo perché in questi altri i cattolici sono rimasti pochissimi e quindi i protestanti non hanno avuto un avversario interno contro cui "radicalizzarsi" come in Germania.
    Il tuo commento sui turchi non è sbagliato ma non tiene conto del fatto che i turchi sono sì tanti qui, ma non così tanto da giustificare un impatto simile.

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  2. Leggo da mesi questo interessante e divertente blog, anche per capirci di più di fisica. Questa volta non sono convinta delle argomentazioni di Stefano Marcellini. In primo luogo non vengono presentate statistiche sulle caratteristiche di chi è dubbioso sull'evoluzionismo e sulla nascita di specie guidata dal meccanismo "mutazioni casuali-selezione naturale" ma di chi ha già una teoria, alternativa: i creazionisti. Questi sono ovviamente più frequenti tra i credenti in un creatore... è tautologico. Questo non dimostra nulla e impedisce, agli evoluzionisti, di cogliere la correttezza di alcune critiche portate avanti da non creazionisti relativamente ai meccanismi che portano alla differenziazione degli esseri viventi. Il punto critico è, per me, credere che ci sia un "più adatto" selezionato dall'ambiente e che questo sia il meccanismo fondamentale, sufficiente, a spiegare la varietà delle specie e delle morfologie degli esseri viventi... Credo che le forze in gioco siano ben più complesse dela semplice selezione del più adatto (e mi pare di leggere qualche dubbio anche nell'autore del blog), adattamento che, infatti, non è facile dimostrare scientificamente. Mi spiego: per "più adatto" l'evoluzionista definisce colui che sopravvive e si riproduce. Qualunque specie vivente è necessariamente adatta, e non c'è modo di invalidare questa che non è quindi una teoria ma un truismo. E' adatto chi sopravvive, sopravvive chi è adatto. L'evoluzionismo è una teoria che non riesce a prevedere quasi nulla, e funziona in purezza come tale, forse, solo in piccoli contesti specifici. Per il resto è un affascinante modo di spiegare la storia naturale, di spiegare che tutti gli esseri viventi sono imparentati tra loro, di raccontare le linee di parentela.... se prescindiamo dalla selezione è una bellissima storia naturale, quasi certamente vera. Ma finchè continuiamo a pensare che tutti coloro che non sono evoluzionisti convinti siano creazionisti, non faremo mai un passo avanti, non passeremo mai (perdonate imprecisioni da non astronoma) dalle orbite planetarie circolari a quelle ben più complesse note adesso solo perchè abbiamo paura che la terra torni al centro del mondo... Ciò che scrivo deriva dalla mia esperienza di veterinaria/parassitologa e, tra le altre, dalla lettura di questo libro (scritto da atei!) https://www.ibs.it/errori-di-darwin-libro-jerry-a-fodor-massimo-piattelli-palmarini/e/9788807104572

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    1. Ciao Laura, io sono un particellaio, quindi sarebbe opportuno che qualche vero esperto ti rispondesse. Da parte mia posso quotare questo link, uno fra i tanti che puoi trovare in rete sul potere predittivo della teoria dell'evoluzione, tratto da "Quora", che in genere è affidabile nel fornire risposte comprensibili su temi specialistici: https://www.quora.com/How-does-the-theory-of-evolution-make-predictions-and-how-can-scientists-test-those-predictions

      Quindi l'evoluzionismo puo' fare predizioni, anche se non nel senso di quelle che si fanno quando si parla del moto di un pianeta, ma è chiaro che il contesto è molto diverso, perché l'evoluzione di una specie dipende dalle modifiche di tutto ciò che le sta attorno, ambiente e altre specie comprese.
      E poi è falsificabile!

      Poi certo, come in qualunque settore della scienza, anche sull'evoluzione esiste il normale dibattito scientifico, che, da quello che so, complementa e rielabora l'intuizione originaria di Darwin.

      Però io nel mio articolo mi riferivo non al dibattito scientifco interno alla comunità scientifica, ma alla posizione del grande pubblico, che ha una reazione istintiva e di pancia quando rifiuta l'evoluzione Darwiniana, certamente non basata sulle considerazioni scientifiche a cui tu ti riferisci. Anche uno come Sermonti, che pure è un biologo o qualcosa del genere, quando parla di Darwin non riesce a non metterci in mezzo la religione (l'ho sentito personalmente più volte).

      Un ultimo commento su "il più adatto". Non credo (ma, ripeto, sarebbe bello che un esperto intervenisse) che l'evoluzione scelga "il più adatto", ma semplicemente il "sufficientemente adatto" per garantirne il perpetuamento della specie. Altrimenti non avremmo i bradipi, perché sicuramente essere veloci è meglio che essere molto lenti, e non avremmo i panda che mangiano solo bambu, perché mangiare un po' di tutto è meglio che avere una dieta ristrettissima. Insomma, se si è "sufficientemente adatti" da riprodursi nella propria nicchia ecologica, l'evoluzione non si spreca a fare il superlavoro rendendo quella specie più adatta di quello che serve, se quello che c'è già è sufficiente per garantirne il perpetuarsi della specie.

      L'evoluzione, insomma, non si mette avanti col lavoro, semplicemente perché non c'è alcun disegno dietro, nessun piano o progetto, ma modifica la specie di pari passo con le modifiche dell'ambiente, se queste non sono avvengono troppo velocemente (altrimenti le specie si estinguono, e ne abbiamo molte testimonianze), in modo da renderla non la più adatta, ma sufficientemente adatta. A questo proposito anche le estinzioni, e quindi se vogliamo i "fallimenti" dell'evoluzione, sono una prova della correttezza dell'idea di Darwin.

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    2. Perché si commette sempre lo stesso errore di porre sullo stesso piano di credibilità l'evoluzione, che solo un ignorante può negare, e la selezione naturale? Se si crede nella prima, ma non nella seconda, si è subito tacciati di creazionismo. Io non credo nella selezione naturale, cioè basata su mutazioni genetiche casuali favorevoli, e non credo in un Dio creatore. Dico semplicemente che da qualche parte ci sono leggi biologiche che dobbiamo ancora scoprire: pensare in termini puramente dicotomici, creazionismo/non creazionismo, ci terrà ancora a lungo lontani dal vero.

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    3. Laura Stancampiano27 aprile 2017 05:07

      Grzie Marcello della risposta e del link! Molto interessante come tutte le prove e le falsificazioni siano comunque relative al legame filogenetico tra organismi, alle analogie tra organi, ad aspetti di genetica ed alla storia evolutiva (tutte cose per me più che vere); ad una rapida scorsa non ne ho colto neppure uno che dimostri o possa falsificare che la forza alla base di tutto sia la selezione del sufficientemente adatto! Continuerò ad approfondire. E grazie ancora dell'interessante blog.

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  3. Esatto Stefano, proprio come dici tu, non "il più adatto" ma il "sufficientemente adatto"... consiglio gli interessati questo contributo di Telmo Pievani https://www.youtube.com/watch?v=kDiNBePGow4

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    1. Ai fisici potrebbe interessare anche questa "nuova visuale" sull'evoluzione: https://f1000.com/prime/727240230

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  4. Ciao Marcellini, ti seguo sempre con simpatia e grande interesse.
    Le persone non leggono molto probabilmente e sopratutto leggono poco di scienza a meno che non appartengano a categorie che studiano queste materie.
    A me piace leggere di fisica e di biologia.
    Di recente ho letto : Il gene egoista e L'orologiaio Cieco di Richard Dawkins che spiegano molto diffusamente e approfonditamente i meccanismi dell'evoluzione.
    Già che c'ero ho letto un libro vecchio del 1967 ma continuamente ristampato almeno fino al 2007 l'edizione che mi è stata consegnata: La scimmia nuda di Desmond Morris
    Anche li ci sono interessanti spiegazioni dei meccanismi evolutivi.
    Più si legge più si sa di non conoscere una quantità di cose immensa.
    Sulla questione delle 'estinzioni' mi sono persino imbattuta nel lbro di una Fisica Teorica di nome Lisa Randall dove indaga le invisibili connessioni tra evoluzione dell' universo astronomia ed estinzione dei dinosauri.
    L'universo invisibile il titolo.

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    1. Sulle grandi estinsioni alcuni fisici (la Randall penso sia fra questi) hanno ipotizzato che possano essere state scatenate da eventi astronomici tipo i gamma ray bursts, raggi gamma ad altissima energia che sono osservati in giro per l'universo, associati a buchi neri e a eventi astronomici particolarmente "cattivi". Se una di queste emissioni gamma dovesse puntare verso la terra a una distanza relativamente breve, per noi sarebbero problemi sicuramente seri. Il rate aspettato di questi eventi distruttivi sembra essere compatibile con il rate delle grandi estinsioni, ma bisogna dire non tutti sono d'accordo.

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    2. Ricordo di più che tra le varie ipotesi la Randall ne fa una estremamente suggestiva dove sarebbe implicata l'azione della 'materia oscura'.
      Ti invito eventualmente a cercare nel suo testo perchè non saprei ovviamente ripeterlo anche se il tutto è stato letto di recente.

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  5. Va detto che in Italia il culto religioso prevalente é quello cristiano cattolico, e che la posizione ufficiale della Chiesa cattolica sull'evoluzionosmo darwiniano - contrariamente a molte confessioni protestanti diffuse appunto negli USA - è da tempo di totale accettazione. Al limite discutono sui meccanismi e sulla casualità delle mutazioni + selezione naturale come unico "motore", ma che le specie evolvano e l'uomo non faccia eccezione è accettato come dato di fatto.

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