mercoledì 10 luglio 2019

Pubblicare un articolo che nega l'allunaggio è veramente così innocuo?


Un importante quotidiano nazionale, ha qualche responsabilità in merito? 

 

Alcuni giorni fa Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo di un blogger, che nega l'allunaggio. L'articolo è leggibile qui, in una versione che non regala clic.
L'articolo in sé è di pessima qualità, irritante sia per il fatto di non dire nulla, ma soprattutto per ripetere le solite argomentazioni dei negazionisti, ignorando completamente le spiegazioni scientifiche già date in molte occasioni da esperti del campo.


Un esempio fra tutti, la storia delle "micidiali" fasce di Van Allen, che secondo l'autore sarebbero impossibili da attraversare, in quanto - cito testualmente - sono in grado di "friggere qualsiasi apparato radio (non parliamo dei corpi degli astronauti)". L'autore fa finta di ignorare che le fasce di Van Allen sono invece facilmente oltrepassabili semplicemente aggirandole, come è stato fatto con gli Apollo, e come viene fatto con tutte sonde che vengono mandate fuori dall'orbita terrestre. Se infatti i loro apparati radio fossero stati "fritti", come faremmo ad avere le foto dei vari Giove, Saturno, Plutone, comete e asteroidi vari?  Ah, ma forse sono finte pure quelle, che ingenuo che sono!

Comunque la cosa di cui voglio parlare non è la confutazione delle affermazioni del blogger, ma la risposta di  Peter Gomez, direttore de Il Fatto, a chi gli ha contestato di aver pubblicato un simile articolo spazzatura.

La risposta di Gomez è questa:

Intanto Gomez commette un errore colossale: confonde la fede con la scienza. Essere atei, o essere credenti, è un punto di vista personale, che non può essere né confermato né smentito in alcun modo da prove empiriche. Non c'è una verità dimostrabile in nessuna delle due posizioni. E' semplice fede, e basta.

L'allunaggio invece è un fatto, un evento storico, e crederci o non crederci non è un punto di vista personale, come non è un punto di vista personale l'esistenza dell'Aids o dell'Olocausto. Non crederci, tanto per dirne una, implicherebbe credere automaticamente che qualcosa come almeno un milione di persone (ma forse di più), fra astronauti, tecnici, scienziati, operai e operatori di tutti i tipi, siano stati d'accordo per una decina di anni, tanto è durato grosso modo il progetto della Nasa che ha portato l'uomo sulla Luna, a sostenere una balla atomica. Non solo, ma implicherebbe anche credere che tutti costoro abbiano mantenuto poi il segreto fino ad oggi.

Non credere all'allunaggio significherebbe anche non credere alle immagini che oggi ci mostrano i siti degli allunaggi, in cui si vedono i moduli di allunaggio, e perfino le tracce delle jeep sul suolo lunare.

Non credere agli allunaggi significa credere che i russi, che avevano delle sonde che giravano attorno alla luna all'epoca, e che vi si erano perfino posate inviando foto (e quindi non erano state "fritte" dalle fasce di Van Allen, a cui evidentemente i russi erano immuni), non siano stati capaci di scoprire che non c'era nessun americano da quelle parti, e che tutti i ritardi e le direzioni di provenienza delle comunicazioni non venivano dal mare della Tranquillità ma da Hollywood. Che poi, data la situazione politica dell'epoca, ai russi non sarebbe parso vero di poter mostrare al mondo che gli americani avevano messo su una messa in scena colossale. E invece muti, anche loro parte del complotto!

Insomma, non credere agli allunaggi significa, alla luce dei fatti, essere veramente molto stupidi, perché la finzione dell'allunaggio, se si è appena appena competenti dell'argomento, è così improbabile, e soprattutto così enormemente più complessa dell'allunaggio stesso.

E quindi dove sbaglia Gomez? Cosa c'è che non va nella sua risposta?

Gomez sbaglia perché pubblicare articoli del genere è un incentivo alla stupidità. E' un incentivo alla creduloneria. E' un incentivo ad abbandonare il pensiero critico. E' un incentivo ad abbracciare la mentalità complottista, che è il contrario del raziocinio. E' un incentivo a credere a tutto quello che ci piace credere, ignorando i fatti, soprattutto se questi contrastano con le nostre convinzioni. E negare l'AIDS o l'Olocausto, cose che Gomez reputerebbe invece pericolose e censurabili, è figlio della stessa mentalità, dello stesso modo di approciarsi al mondo.

Sì, perché il complottista normalmente è all-inclusive sui complotti. Se crede al complotto dello sbarco sulla luna, è altamente probabile che creda al complotto delle scie chimiche, a Big Pharma che propaganda i vaccini nascondendoci che sono nocivi, al cancro che si potrebbe curare con metodi naturali ma ce lo tengono nascosto, alla chemioterapia che uccide, alla Xylella che si cura con l'omeopatia, all'energia pulita che è tenuta nascosta dai poteri forti, alla teoria dell'evoluzione che è tutta una balla, o al cambiamento climatico, sul quale l'impatto dell'uomo sarebbe inesistente.

I complotti sono figli della mancanza di spirito critico mescolato a incompetenza. I complotti, di qualunque tipo, per prosperare hanno bisogno dell'incapacità di comprendere che si è incompetenti. E questo articolo contribuisce a questa mentalità, i cui risultati poi possono essere ad ampio spettro, manifestadosi, a seconda dei casi, in modo innocuo o con un grosso impatto negativo sulla società.

17 commenti:

  1. Tra i motivi per i quali prosperano i complotti manca il principale, la perdita di credibilità e autorevolezza delle elites, politiche, scientifiche, intellettualli, dell'informazione ecc. ecc. Politiche fallimentari, corruzione e innegabile collusione se non asservimento di queste elites agli interessi dei poteri forti, come finanza, grande industria e multinazionali hanno creato il brodo di coltura perfetto per il prosperare dei complotti e dei complottisti. Come negare che Big Pharma come tutte le altre lobbies, petrolio, armi e via corrompendo, manipoli le scelte dei decisori politici? Come negare che i governi spremono di tasse i cittadini comuni e invece offrono paradisi fiscali a google, amazon, booking e via evadendo? In tutto ciò, non c'è nessuna parte politica o sociale che seriamente si opponga a tale scempio e quindi di li la perdita di autorevolezza e di fiducia nei confronti delle elites, e di conseguenza, purtroppo il fiorire dei complotti più assurdi. La gente ha il sentore, per altro giusto, di subire ingiustizie da chi sta in alto e non trovando risposte per contrastarle in quest'epoca di spietato darwinismo sociale, si attacca, sbagliando, a ciò che può.

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    1. il complottismo è sempre esistito, semplicemente oggi ha megafoni piu' potenti

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    2. Tante cose sono sempre esistite, ma non sempre nella stessa misura. Quando l'eccesso diventa pericoloso è bene chiedersi perchè

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    3. Mi fa molto piacere la considerazione di Gaporion perché indaga finalmente all'aspetto sociologico del complottismo. Inoltre la maggior parte della popolazione non ha esperienza diretta delle informazioni della scienza ma si deve accontentare di credere a quello che ha letto a scuola e questo, per chi sono decenni che vive avulso dalla formazione e dalla cultura, diventa un atto di fede. "Credo che le foto dello sbarco siano vere", che il ragionamento di chi lo sostiene poggi su informazione vere, etc non perché "lo so" ma perché mi fido di tizio o della scuola. Lo so l'ho espresso male, ma spero di essermi fatto ugualmente capire.

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    4. Una delle cause è proprio la scuola: soprattutto dopo la riforma che porta la fisica dal biennio all'esame di stato, paradossalmente, i licei scientifici sono diventati nozionistici e acritici fonte di risentimento aprioristico verso tutto il mondo scientifico! Un vecchio prof di fisica!

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    5. Come ex docente di "Fisica e Laboratorio" spero che quanto sopra non sia vero.... Di sicuro la Scienza (insegnata correttamente) dovrebbe far riflettere sulle necessità di "provare" e, anzi, chiedere che le idee e le soluzioni proposte siano vagliate da altri quindi aiutare a farsi una mentalità "aperta" e disponibile al cambiamento (purché "provato...). Chissà se sono riuscito a farlo nei miei molti anni di insegnamento.....

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  2. Quelle volte che mi è capitato di discuterne, non ho mai buttato sul tavolo prove scientifiche, ma la semplice logica e, sorprendentemente, ho sempre lasciato i complottisti disarmati. Le mie ragioni: immaginiamo che non sia mai avvenuto e proviamo a calcolare quanta gente avremmo dovuto coinvolgere per portare avanti la farsa. In primis, trovare la location, adattarla e costruire tutto a puntino per simulare le molte e varie viste dallo spazio, il terreno lunare, i moduli ecc ecc: almeno 200 persone, come minimo, molte a livello di muratori, carpentieri, imbianchini...Poi la sala di controllo, sempre affollata, con i vari monitor. Poi sale televisive, con commenti, risposte e domande preconfezionati, con speakers ben addestrati. Poi le alte sfere della NASA, del Governo e del Pentagono, con attendenti, segretarie, galoppini... A stare bassi, molto, molto bassi, in totale, non meno di 1000 persone. E' mai possibile che in 50 anni nessuna abbia mai rotto, per i più svariati motivi, l'impegno del silenzio? Umanamente più impossibile dell'inversione della direzione di trasmissione del calore.

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  3. No, non sono d’accordo.
    In ambito scientifico, non si decide se una cosa è vera o falsa sulla base della credibilità o autorevolezza di chi la afferma. Questo è l’antico principio di autorità che il metodo scientifico ha abbandonato dai tempi di Galileo. La scienza funziona diversamente ed è tempo che ci si adegui. 400 anni dovrebbero essere stati sufficienti.
    Tanto per dire, le vere o presunte manipolazioni di Big Pharma non modificano l'(in-)affidabilità di un farmaco contro l’ipertensione.
    Teniamo ben distinti i livelli della discussione, per favore.
    Annarita Margiotta

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    1. Credo che sia verò ciò che dici solo per persone che hanno accesso diretto alle pubblicazioni scentifiche. Per chi ne è al di fuori necessita la fiducia verso i testi di divulgazioni, le persone che spiegano e mostrano le prove di un qualcosa. Se leggo che la luce delle stelle che vedo viaggia a 380.000 km/s non è che posso verificarlo, devo fidarmi di chi l'ha fatto per me. L'autorevolezza dei divulgatori è un fattore chiave nella diffusione del sapere scentifico.

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    2. sui 380mila km/s faresti meglio a verificare però :-)

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    3. Giancarlo Albricci11 luglio 2019 13:52

      sui 380mila km/s faresti meglio a verificare però :-)

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    4. La velocità della luce nel vuoto è circa 300mila km al secondo, mentre 380mila km (circa) è la distanza Terra-Luna. Ogni comunicazione Terra-Luna richiede quindi un secondo virgola qualcosa in andata più un secondo virgola qualcosa al ritorno per ricevere la risposta, per un tempo minimo totale di almeno 2 secondi e passa. Questo è proprio il punto che chiude ogni discussione sul decennale dibattito sviluppatosi attorno alle missioni Apollo. Nei DVD integrali e non manipolati ('unedited') della Spacecraft Film si possono evidenziare situazioni in cui tra la domanda del controllo missione a terra e la risposta dell'astronauta passa circa un secondo, escludendo quindi, in modo scientificamente inconfutabile, l'ipotesi che l'astronauta potesse trovarsi sul suolo lunare. Game over definitivo delle tesi dei lunacisiamostatisti.

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  4. Accennai alla cosa, più di 20 anni fa, a un fisico "oltre cortina". Mi rispose quel che dici anche tu: i sovietici tenevano d'occhio le attività USA e non avrebbero esitato a sputtanarli se avessero messo su un baraccone. Per noi 50enni (o più) che abbiamo una vaga idea di che cosa era l'URSS, questa spiegazione basta e avanza.

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  5. Condivido pienamente il tuo articolo. E' il classico caso in cui la pezza è peggio (quasi) del buco. Peccato che un quotidiano importante cada in questi errori clamorosi.

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  6. non e' un articolo e' un post in un blog ospitato sullo stesso sito del fatto quotidiano. non e' necessariamente scritto da un giornalista e non deve essere considerato come parte della testata.

    lo ha scritto anche gomez nella sua replica su twitter ad attivissimo; l'errore di gomez e' di non essersi fermato la' ma di aver proseguito finendo in un delirio.

    l'errore grave di tutto questo post e' di far passare un post/articolo in un blog, per un articolo del fatto quotidiano.

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    1. Non è fatto passare per un articolo del Fatto Quotidiano, ma è un articolo ospitato dal Fatto Quotidiano, e il Fatto Quotidiano è ovviamente responsabile di ciò che pubblica sul suo sito!

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  7. Non sono d'accordo.
    Se il post del blog viene "ospitato" nella home page del sito del quotidiano significa (o dovrebbe significare) che l'autore del post è ritenuto persona "affidabile" inoltre quando Gomez dice: "se negasse l'Olocausto o l'Aids non sarebbe ospitato nel sito" vuol dire che qualcuno del Fatto legge e controlla quanto pubblicato. Ergo l'opinione espressa nel post è considerata attendibile e meritevole di approvazione dalla redazione tanto da poter essere ospitata nella home page della versione on-line del quotidiano.

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