venerdì 5 aprile 2019

Il meraviglioso mondo dei complottisti.

Un documentario interessante


Ho visto di recente su Netflix un interessante film/documentario, dal titolo "La terra è piatta". E' un viaggio all'interno del movimento dei terrapiattisti statunitensi, i loro guru, i loro sostenitori, le loro tesi, il loro modo di lottare contro la cultura che essi definiscono mainstream, e le dinamiche interne al movimento stesso. Al di là dell'argomento terra piatta, su cui penso non ci sia proprio nulla da dire (si confuta quello che ha un senso confutare), è un documentario interessante perché è una finestra sul mondo dei complottisti, di cui i terrapiattisti sono solo una delle tante componenti.

Il complottista tipico è infatti all inclusive. Se crede a un complotto, in genere crede anche a tutti gli altri. Non esiste il complottista selettivo, che dice di credere - che so - alle scie chimiche, ma è poi a favore dei vaccini, e la storia del microchip sotto pelle è una scemenza per imbecilli. No, il complottista si sente un baluardo, anzi l'unico baluardo contro la cultura dominante imposta dal sistema, e quindi per lui tutti i complotti sono veri. Il complottista si sente in realtà un complottato, e quindi crede a tutto, dalla terra piatta ai microchip sotto pelle, ai rettiliani, alle scie chimiche, e tutto il resto. Niente è incompatibile con niente. Che poi cosa avrebbe da guadagnarci il sistema a farti credere che la terra è sferica quando invece è piatta, non è chiaro.


Complottismo - credits: stateofmind.it

E il documentario lo mostra chiaramente.

C'è poi una caratteristica dei complottisti, quando questi raggiungono il livello 2, che è  un passo inevitabile nel progredire del loro delirio. Il livello 2 è diventare complottisti verso i loro simili. Ad un certo punto il complottista diventa sospettoso verso gli altri complottisti, quegli stessi con cui fino a un attimo prima aveva condiviso le stesse idee e le stesse battaglie su Facebook. Ad un certo punto comincia a temere che essi, pur essendo identici in tutto e per tutto a lui, siano in realtà controinformatori del sistema, mandati dal sistema stesso per confonderlo.

E' successo in Italia con gli sciachimisti, i cui leader storici a un certo punto hanno cominciato a litigare e a lanciarsi le trousse dei trucchi accusandosi reciprocamente di essere in combutta con il potere, e di tenere comportamenti non in linea con le tesi e gli scopi del movimento. Tipicamente succede quando uno dei leader, fino a poco prima punto di riferimento indiscusso del movimento, comincia a essere affiancato o addirittura scalzato da altri capetti emergenti. Insomma, il potere che dicono di combattere, alla fine fa gola anche a loro. Megghiu cumanari ca futtiri!

E fra i terrapiattisti americani è successa la stessa cosa. Un guru ispiratore del movimento, ad un certo punto, avendo perso il carisma iniziale, ha preso ad attaccare i nuovi leader emergenti, e in particolare un'esponente femminile molto rampante all'interno del movimento, disk jockey in una radio locale, accusandola di essere una falsa terrapiattista al soldo del potere. Tutto questo nonostante entrambi stessero dicendo esattamente le stesse cose sulla terra piatta. Uno dei comportamenti che erano causa di sospetto nei confronti della signora in questione era il suo nome: Patricia. Le ultime tre lettere, CIA, destavano infatti grosse perplessità sulla sua integrità morale. Lo so, pensate che no, non è possibile essere così idioti, ma questo è il livello. Naturalmente molti, all'interno del movimento terrapiattista, alla luce di questa sconvolgente rivelazione e in virtù del loro spiccato spirito critico, hanno cominciato a prendere le distanze dalla signora in questione.

La cosa curiosa è che la PatriCIA, intervistata nel documentario, dice che no, non è possibile, è una assurdità totale (ma va?),  ma poi, in uno sprazzo di raziocinio, aggiunge una riflessione interessante. Patty dice sostanzialmente: "ma non sarà per caso che anche la mia visione delle cose del mondo è così contorta e sbagliata come quella di colui che mi accusa di essere in combutta col governo perché il mio nome finisce con CIA? Non sarà che anche io sono vittima di un continuo abbaglio colossale, e che anche il mio modo di ragionare è completamente cortocircuitato e delirante?" Ma poi conclude che no, non è possibile, lei è nel giusto, e sono gli altri a sbagliare!

Altro aspetto interessante, perché comune a tutti i complottisti, è il motivo per cui sono diventati complottisti. La loro caratteristica comune è una vita mediocre: poco successo negli studi, poca gratificazione nel lavoro, poca gratificazione nella vita. A quel punto sentirsi portatori di una verità globale che tutto il resto del mondo non riesce a comprendere, rappresenta la propria rivalsa. La comunità dei complottisti diventa quindi l'unica fetta di società in cui sentirsi compresi e avere un ruolo. All'improvviso non sono più così sfigati come credevano. Si riuniscono, fanno convegni, e sentono finalmente di contare all'interno della società, anche se in realtà la società li ignora, oppure li prende in giro. Essere additati come un branco di dementi è, paradossalmente, una motivo di orgoglio, che li fa sentire importanti, oltre ad alimentare la loro rabbia.

E poi, secondo me, credere che tutto sia orchestrato da poteri occulti, che non hanno volto, nome, né tantomeno sono combattibili e debellabili, deresponsabilizza. E quindi se hai una vita mediocre, la colpa non è tua, ma è voluto dal potere. Un potere tentacolare e dai contorni indefiniti contro cui non puoi fare nulla, e quindi a quel punto ti senti assolto su tutto. 

E poi c'è un altro aspetto che emerge dal documentario, che pure è comune a qualunque tesi complottista: il metodo. Il complottista dice di volere risposte, ma in realtà cerca solo conferme alle proprie tesi. E quindi mette in atto esperimenti o presunti tali, con l'unico scopo di dimostrare che ha ragione.

Nel documentario in questione questa cosa appare chiara in due situazioni. La prima è quando racconta di un gruppo di terrapiattisti che ha acquistato un giroscopio di alta precisione, dal costo di 25mila dollari, con l'intento di smentire l'eventuale rotazione della terra, rotazione di cui ovviamente essi negano l'esistenza. Risultato: fanno l'esperimento, e il comportamento del giroscopio (scelto di altissima qualità proprio apposta per l'esperimento) è invece perfettamente in accordo con l'ipotesi della terra sferica in rotazione.

E come reagiscono i ragazzi? Si ricredono? In fin dei conti loro stessi avevano deciso di effettuare questo esperimento perché sarebbe stato in grado di dirimere la questione. Macché! Concludono che evidentemente c'è qualcosa di sbagliato nell'esperimento, e quindi il risultato ottenuto è inattendibile. Nel documentario fanno quasi tenerezza, quando uno di loro dice candidamente che rendere noto il risultato dell'esperimento desterebbe perplessità, e che quindi bisogna capire meglio dove hanno sbagliato. 

Capite il problema di fondo? La scienza basa il suo controllo interno sul continuo tentativo di falsificare i suoi risultati. Cioè, di fronte a una scoperta, o a una teoria, la scienza mette in atto esperimenti che tentano di sbugiardare la teoria, o che tentano di confutare quella che sembra essere una scoperta. La pseudoscienza, di cui i terrapiattisti, come gli antivax, gli sciachimisti, gli omeopati e i peracottari vari fanno parte, cerca invece soltanto prove a favore, ignorando tutte le osservazioni che invece smentiscono le loro tesi. La loro è una continua operazione di cherry picking al contrario. Tutto quello che non supporta le loro convinzioni, viene ignorato.

E sempre nel documentario i nostri eroi mettono in opera un altro esperimento, con cui pure intendono smentire senza ombra di dubbio la sfericità della terra. Posizionano dei pannelli a una distanza reciproca sufficientemente grande, ogni pannello con un foro in mezzo a una ben determinata altezza da terra, e poi fanno passare un fascio di luce laser in mezzo al primo foro, e si aspettano, essendo la terra piatta, che il foro passi anche attraverso tutti gli altri fori fino alla macchina fotografica. Ma la cosa non succede, proprio come se la terra fosse sferica! E il tipo nel documentario chiede a quello con la macchina fotografica di spostarsi più in alto in modo da catturare la luce del laser, e guarda un po' la luce viene catturata solo se si sposta la macchina fotografica di quanto previsto da una terra sferica! "Interessante", dice il nostro. Ma si ferma lì. Chissà che conflitto interiore starà vivendo, poverino, con la paura di essere allontanato dal movimento e ritornare ad essere uno qualunque. Magari di nome fa anche Fabio, che è praticamente F.B.I. con solo qualche lettera in più, e se lo scoprono per lui è la fine.

Come dicevo prima, a un complottista, terrapiattista o sciachimista non interessa capire, ma solo avere conferme alle proprie tesi preconcette. E allo stesso tempo è assolutamente impermeabile alle smentite.

A questo punto quindi si capisce che è tempo perso cercare di dialogare con loro. L'unica cosa che può avere senso e chiedere loro quale esperimento potrebbe convincerli che si stanno sbagliando, e da chi dovrebbe essere fatto l'esperimento in questione, per fidarsi del risultato. Ma la risposta la sappiamo già: nessuno in entrambi i casi. Nel documentario hanno proposto essi stessi due esperimenti che avrebbero dovuto falsificare la teoria della terra piatta. Essi stessi li hanno realizzati (e quindi nessun potere forte o scienziato pagato dai templari o da qualche altro potere occulto), entrambi gli esperimenti hanno falsificato la tesi terrapiattista, e per tutta risposta i nostri eroi li hanno ignorati. C'è grande lavoro nel campo della psichiatria.

8 commenti:

  1. Appunto, discutere con queste persone è come giocare a scacchi con un piccione.
    Io stesso, nel mio piccolo, combatto contro i vari peracottari. Non convincerò loro, ma gli indecisi.

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  2. A proposito di PatriCIA, noi abbiamo uno dei leader del complotto delle scie chimiche che si chiama MarCIAno, sarà una coincidenza?

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    1. Infatti ne parlavo con un amico poco tempo fa proprio in seguito al documentario. Se si diffonde questa cosa, fra gli sciachimisti scoppia guerra mondiale

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    2. Beh, già c'è una sorta di guerra fra lui e Galuppini...

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  3. Caro Stefano, ti segnalo per la tua collezione (se ancora non l'hai visto) questa "chicca" su Business Insider, cioè Repubblica, più o meno:

    https://it.businessinsider.com/lincredibile-storia-di-jackson-il-ragazzo-atomico-che-ha-costruito-un-reattore-a-fusione-nucleare-nella-cameretta-dei-giochi/

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  4. Ho "seguito" parecchio i complottisti vari e non sono ancora riuscito a capire se sono dannosi e quindi vadano combattuti oppure sia sufficiente ignorarli dato che convincerli manco a parlarne. Mi riferisco a terrapiattisti o sciachimisti, quelli che non credono all'allunaggio o all'11 settembre, mentre i no-vax sono sicuramente dannosi.

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    1. finche' blaterano di scie comiche o rettiliani possono sembrare dei deficienti innoqui, ma quando arriva un complotto "a portata" del singolo individuo (tipo non vaccino mio figlio) il peso della loro stupidita' sulla societa' si sente eccome. E' successo coi vaccini ma in futuro potrebbe succedere con altro

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  5. "Al di là dell'argomento terra piatta, su cui penso non ci sia proprio nulla da dire".

    Be', qualcosa da dire ci potrebbe essere, giusto volendo fare un poco di divulgazione diciamo "semantica".
    Per esempio si potrebbe spiegare che la "teoria della terra piatta" è scientificamente corretta, se solo si conosce cosa significa la parola "teoria" in ambito scientifico (un modello della realtà ben definito che ha validità provata al di là di ogni dubbio, ma entro limiti ben definiti), mentre si tratta di una colossale puttanata se si intende la parola "teoria" nel suo significato generico di "ipotesi che potrebbe essere valida o anche no, chi lo sa"...

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