domenica 7 gennaio 2018

Ultime tendenze 2.0: i troll sulla teoria della relatività.

I troll sono personaggi del nuovo millennio, nati con il web e i social network.  Secondo il dizionario Treccani, un troll è, cito testualmente:  "Nel gergo della Rete, chi interviene all'interno di una comunità virtuale in modo provocatorio, offensivo o insensato, al solo scopo di disturbare le normali interazioni tra gli utenti." Questi personaggi, nelle discussioni in rete, pullulano.

I troll sono, in pratica, quelli che, se cerchi di parlare seriamente di un argomento, intervengono scrivendo: "e allora la Boldrini? Che ha il cognato del suocero che è disoccupato e prende 4000 euro di stipendio?". Quelli che se poi provi a spiegargli che è una bufala, nel tempo che impieghi a scrivere due righe loro ti postano una dozzina di link tratti da "noncelodiconomaèverissimo.org".

Comunque, che coi social network dovessero nascere prima o poi anche queste nuove tipologie di esseri umani, era quasi scontato. Anzi, questa gente esisteva già. Nelle discussioni, a memoria d'uomo, c'è sempre stato il rompicoglioni, il disturbatore, quello che interviene a sproposito, e il web ha fatto solo da cassa di risonanza alle loro scemenze. Come diceva Umberto Eco, una volta restavano confinati tra le pareti del bar, adesso sono diventati "world wide".

La cosa che però veramente stupisce sono gli argomenti su cui intervengono i nuovo troll. Perché anche il troll è in evoluzione.

L'antesignano del troll, quello del bar, interveniva su argomenti di sport o di politica, e anche i primi troll del web in genere parlavano di questi argomenti, o al limite di problemi di impatto sociale, tipo immigrazione, pensioni, governi, e leggi varie. Vabbè, ci sta. Non c'è niente di strano, perché tutto sommato sono argomenti coi quali conviviamo, e quindi non stupisce che ci sia anche gente che, senza capirne niente, senza aver mai letto un giornale ma avendo solo parlato con l'amico che ha sentito da un amico che ha un cugino..., sparli a casaccio tanto per fare confusione, perché non approva le tesi sostenute nella discussione.

Perché il punto importante è questo: il troll è uno che dice cose senza né capo né coda per disturbare la discussione, ma la motivazione che lo spinge a fare questo è l'essere in disaccordo con quello che si dice sull'argomento. Fare casino è il suo modio di dissentire.

Col tempo, però, i troll si sono cimentati anche con argomenti scientifici o pseudo tali. E li già la cosa si fa più seria, perché discutere di vaccini o anche solo di scie degli aerei implica comunque avere un minimo di competenze di chimica, di fisica, o di medicina, se non si vuole fare la figura del pirla totale. Se ad esempio non ti ricordi se è la milza che sta a sinistra e il fegato a destra o il contrario, dovresti avere un minimo di pudore a sciorinare dati epidemiologici sulla difterite che hai letto, se va bene, sull'inserto salute di Burda taglie forti (che è comunque certamente più autorevole delle fonti tipiche del troll in campo medico).

Però, a guardar bene, anche in questo caso gli argomenti in cui il troll si cimenta sono pur sempre di interesse comune. Sono argomenti che toccano tutti. I vaccini, le cure per il cancro, o per la sciatica, non sono problemi che riguardano solo gli specialisti, ma in qualche modo coinvolgono qualunque cittadino, direttamente o indirettamente, e anche una scia di aereo è qualcosa che, bene o male, tutti hanno visto. E quindi non stupisce più di tanto che in una discussione arrivi uno che si sente coinvolto dall'argomento e, pur confondendo virus con batteri, spari a caso sui vaccini. Se è convinto che i vaccini facciano male, e che ci sia un complotto delle cause farmaceutiche ai danni della popolazione, è un comportamento che tutto sommato ti aspetti.

La cosa invece veramente stupefacente è la nuova tendenza del web 2.0: il troll in fisica moderna. Cioè il troll su una materia non solo iperspecialistica, ma che tocca anche argomenti che sono lontani anni luce dall'interesse e dal vissuto comune. Trollare sulla teoria della relatività, sulla struttura dello spazio-tempo, sulla teoria delle stringhe, oppure - altro argomento che scatena gli imparati della rete - la meccanica quantistica, l'entranglement e le funzioni d'onda, è il nuovo must del web.

Tutta roba che fino a qualche anno fa era nota solo agli specialisti. Roba che era considerata dal grande pubblico qualcosa di incomprensibile se non eri un genio. Adesso invece, in gruppi Facebook su argomenti scientifici anche molto specialistici (ad esempio il gruppo "Meccanica quantistica - gruppo serio"), ti ritrovi un'invasione di troll che straparla su ogni argomento.

Che ti viene da chiederti: okay, capisco che uno si incazzi sui vaccini perché crede che facciano male, e quindi si metta a cercare notizie su siti a caso, pur senza capirci nulla, e riporti notizie inventate da incompetenti come se fossero vere. Se è la rabbia a muoverlo, se è convinto che sotto ci sia un complotto per farci star male, capisco che ci possa essere gente che sbavi rabbiosa su un argomento del genere.

Ma sulla teoria della relatività? Cosa spinge un essere umano che non sa nulla di fisica, che di mestiere fa tutt'altro, a incazzarsi come una pantera schiumando rabbia perché secondo lui la teoria della relatività è sbagliata? Cosa gli cambierebbe se le trasformazioni di Lorentz non fossero giuste? Che sconvolgimento avrebbe la sua vita se gli orologi non rallentassero in presenza di un campo gravitazionale, o se l'etere invece esistesse? E per quale motivo la potentissima lobby degli scienziati avrebbe ordito questo complotto?

Questa io la trovo una cosa incredibile. Una volta esisteva il timore reverenziale di fronte a libri pieni zeppi di formule dall'aspetto incomprensibile. Una volta (sbagliando) si diceva: "ah, è un genio, studia fisica!". Una volta a nessuno sarebbe fregato niente della somma delle velocità o della contrazione delle lunghezze. Te la immagini una cena fra amici con uno che salta su e dice: "ragazzi, basta parlare di figa, discutiamo invece dell'esperimento di Michelson-Morley!"

Adesso invece corri il rischio che se ti alzi su una sedia in pizzeria e gridi: "io sono contrario al redshift gravitazionale!" trovi qualche sostenitore in sala. Adesso ti ritrovi gente che non saprebbe scrivere la formula della velocità dato lo spazio percorso e il tempo impiegato, che ti discute tranquillamente di orizzonte degli eventi, di contrazione spazio-temporale, di entanglement fra elettroni, dicendo frasi assolutamente a caso, e accusandoti di essere schiavo del potere che impone la teoria della relatività o la meccanica quantistica. Adesso sui forum a tema scientifico basta che qualcuno metta un post che solo menzioni la velocità della luce e ti ritrovi subito gente che comincia a sbavare come il cane di Pavlov, perché secondo loro la storia che la velocità della luce è una costante non ha senso.

E poi quello che più di tutte eccita il troll di fisica è la parola "tempo".

Basta che uno menzioni il concetto di tempo e vengono fuori dalle prese adsl orde di troll, che citando Tesla si scatenano con le teorie più astruse, demenziali, e prive di qualunque costrutto, facendo mescoloni inenarrabili di ricordi delle scuole superiori e letture di Focus. Se in una discussione salta fuori lo spazio-tempo, col trattino, il troll del web lo devi sedare col Penthotal per tenerlo buono.

La domanda di tendenza di questo autunno-inverno è se esiste il tempo, e la conclusione molto trendy, da abbinare alla vibrazione universale, è che il tempo non esiste. Senza nemmeno chiedersi se la domanda stessa abbia un significato scientifico (non ce l'ha!) e senza chiedersi innanzitutto cosa significhi, dal punto di vista scientifico, dire che una cosa "esiste", si scatenano discussioni incredibili su questo argomento.

Non so, forse sono ritardatari di natura, o sono dello staff di Trenitalia, e stanno cercando di trovare una giustificazione nella scienza a questo loro difetto congenito. Sta di fatto che, per il troll del web, dimostrare che il tempo non esiste è al momento un sogno ancor più che una notte di sesso con una pornostar.  La colpa, bisogna dirlo, è anche di Carlo Rovelli - che dio lo fulmini - che con la sua smania di flirtare con la filosofia de noantri scrive libri che la gente poi legge e crede di capire a fondo, sentendosi quindi  autorizzata a sparare cazzate a gogò.



E' incredibile, vero? Dalle litigate sui rigori non concessi si è passato alle discussioni incazzose sui vaccini, fino a insultarsi sul concetto di tempo! Ditemi poi se il web non ha cambiato il mondo! E' una cosa che nemmeno ai più geniali scrittori di fantascienza sarebbe mai venuta in mente.

 
Che gente senza alcuna competenza parli di fisica di frontiera sui social come se parlasse della ricetta della carbonara, e litighi sulla natura della materia oscura o sulla radiazione cosmica di fondo, è veramente una roba da non credere.  Io, per lo meno, ne sono affascinato. Affascinato dal punto di vista sociologico, perché solo qualche anno fa dire che facevi fisica significava per tanti che volevi aprire una palestra, e le stranezze della relatività erano conosciute solo da un manipolo di esperti. Oggi invece c'è chi, su questi argomenti, ci litiga in rete. A questo punto mi aspetto che prima o poi vengano fuori troll di chirurgia vascolare nei forum appositi, con gente che ti dice come trattare un aneurisma o una vena varicosa. O magari di endocrinologia, con gente che ti entra a gamba tesa in discussioni sulle ghiandole surrenali. Il troll in fisica avanzata è insomma l'emblema di quanto la rete abbia livellato il mondo, dandoci l'illusione che la conoscenza sia solo a qualche click da noi.

PS: il commento su Trenitalia è stato ispirato da  Renato Cianfarani, oltre che dalla mia pluriennale esperienza di pendolare.
 

14 commenti:

  1. Cito un mio amico: "Il fatto è che non sono tutti troll. A seconda dell'argomento o è gente che vuole truffare gli altri, o sono analfabeti funzionali che sono contrari a qualcosa perchè glielo ha detto suo cuggino ( scritto proprio con gg ) o l'ha visto alle iene."

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  2. "Personaggi del nuovo millennio" un cavolo, USENET ne è piena almeno dall'"eternal September" e anche da prima di allora c'è gente che scriveva direttamente a professori per posta...

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    1. Matteo, quelli sono i picchiatelli, gente che passa la vita a fare conti pazzeschi e squinternati, e che si crede scienziato incompreso. Qui invece si tratta di gente qualunque, che non ha smania di essere scienziato, ma che semplicemente, occasionalmente, di fronte a una discussione di fisica, si sente di intervenire dicendo la sua a caso, su argomenti che fino a un po' di tempo fa interessavano solo gli scienziati veri e quelli pazzi, e sui quali nessun altro avrebbe osato esprimersi, sia per incompetenza che per disinteresse. Su Meccanca quantisica - gruppo serio ultimamente interviene della gente che si elabora la sua spiegazione sui buchi neri, sulla luce etc, ma non perché passa la propria vita a fare quelle cose per poi scrivere ai professori, ma semplicemente perché la rete offre loro la possibilità di esprimersi. E' il numero e soprattutto la modalità che è tipica del web e di quest ultimi anni.

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  3. Questo articolo rischia di fare un po' di confusione tra tipi diversi di persone in realtà molto diversi. Il troll in rete è solitamente motivato da uno spirito goliardico e tenta di farsi riconoscere e/o accettare da altri troll. Questo genere di figura è nota già da decenni perché nacque agli albori di internet sulle prime board di discussioni e i primi forum.
    Sebbene sia piuttosto difficile distinguere un vero troll da un semplice utente disinformato o inesperto, una buona fetta di popolazione di Facebook* è costituita da gente di scarsa elevazione culturale che è portata a credere a qualsiasi cosa legga in rete e che la propria opinione sia equivalente a quella di qualsiasi esperto. Per essere schietto ed un po' troppo generalista: non identificherei come troll la classica casalinga di 50 anni che magari ha pure abbandonato la scuola, mentre è più probabile che un ragazzino abbia la malizia necessaria per comportarsi realmente da troll.

    Insomma, siamo davanti ad un problema sociale più complicato di ciò che appare, complice la grande risonanza che può avere l'informazione generata dagli utenti senza nessun tipo di validazione.

    *scrivo "Facebook" perché da qualche anno a questa parte pare che nell'immaginario collettivo sia corrispettivo di "social network". Mentre chiunque abbia provato altri social network potrà confermare che questi non vengono afflitti dagli stessi problemi di Facebook e soprattutto non frequentate dallo stesso tipo di persone (si evitano quindi inutili flame, discussioni inconcludenti e la classica caccia alle streghe, provare per credere).
    Insomma, come spesso accade in Italia la scarsa preparazione generale in molti ambiti fa scaturire un pressapochismo senza limiti, in cui analfabeti funzionali ed editori corrotti sono equiparati ai troll, i "social network" sono tutti Facebook e via discorrendo..

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    1. Io penso che uno venga definito o meno troll a seconda di chi giudica e gestisce il gruppo di discussione, e penso che le definizioni esatte lascino il tempo che trovano.

      Ti faccio un esempio: se io intervengo su un sito antivaccinista, di ufologi di sciachimisti, o di fan convinti di Rossi, quello della fusione fredda, anche se faccio interventi che per me hanno un senso e vogliono essere semplicemente critici verso il loro punto di vista (anche se magari uso un tono sarcastico che spesso mi scappa) vengo immediatiamente catalogato come troll e spesso vengo bannato. In realtà la mia intenzione non è quella di fare casino, ma di stimolare un dibattito e una risposta, ma dai gestori e frequentatori del gruppo il mio atteggiamento non viene recepito come tale.

      Lo stesso avviene su siti di fisica. Sul gruppo "Meccanica quantistica - gruppo serio" ultimamente ogni argomento ha discussioni infinite di gente che non vuole disturbare, e non è il classico sedicente scienziato non compreso, ma semplicemente è gente che si sente in dovere di commentare per sentito dire, o per convinzioni basate sul nulla, generando flames infiniti. Sono visti come troll, ma il loro intento non è, ne sono convinto, quello di disturbare, ma di dire la loro, non sentendosi in sintonia con le tesi "mainstram". E il perché non si sentano in sintonia e si stentano in dovere di commentare apparendo come troll è proprio la novità introdotta dal web e dalla cultura a portata di click. E è il numero, la frequenza di questi casi che secondo me è in aumento, su temi sui quali in generale, in passato, difficilmente si avevano opinioni forti se non eri un esperto del campo.

      Alla fine, e lo dicevo nell'articolo, secondo me dietro il troll c'è comunque l'essere in disaccordo con la tesi principale. A me la cosa che sorprende è che oggi ci siano tanti troll, secondo questa definizione, su argomenti scientifici così specifici e di scarso impatto sociale.

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    2. Mi posso permettere di esprimere un'opinione?

      I troll primigeni (che potevi incontrare nelle BBS o in IRC) erano gente che voleva più provocare che disturbare ma non era stupida in senso stretto.
      Molti ti trollavano, ma col secondo account.

      Once upon a time per arrivare a postare in una BBS o con IRC (prima dei client facili tipo mIRC) dovevi avere un minimo di hard skills.
      Oggi non devi fare nulla, ti basta avere il telefono; non c'è più quel minimo di preselezione tecnica.

      Io credo che quelli che intendi tu siano invece semplici ignoranti che NON si stanno davvero interessando alle discipline scientifiche.
      La popolazione di disturbatori ignoranti ormai sta saturando tutte le discussioni in tutti gli argomenti e quindi sono in espansione alla ricerca di nuove frontiere.

      Se sei l'unico ad urlare cazzate ad una conferenza ti notano per forza; quando ti perdi in mezzo ad altre decine di urlatori cazzari devi spostarti altrove.
      Questi qui, secondo me, hanno semplicemente attinto alla terminologia tecnica, che trasformano in buzzword, per potersi dare una parvenza di competenza.

      Credo quindi che sia inevitabile che alla lunga arrivino a tutti i settori.

      Mi aspetto un boom di gruppi chiusi per soli addetti ai lavori.

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    3. Ecco bravo,il Troll è solo il rimpicoglioni che vuole ritagliarsi i suoi giardinetti di attenzione che probabilmente non riesce ad avere nella sua vita quotidiana. Le casalinghe 50 enni che non appartengono più solo a stereotipi sorpassati e dato che hanno tempo libero, forse sono seriamente motivate a cercare di comprendere materie scientifiche alle quali sono interessate ma che magari non hanno potuto avere la fortuna di studiare. Ho 60 anni Liceo Artistico un passato da Creativa ma da tempo casalinga mi auguro vivamente di essere solo una rappresentante dell'interesse che può esercitare la Scienza anche sui non addetti, più per avere l'opportunita' di fare domande, cercare di capire meglio e sicuramente non per rompere volontariamente. Forum per soli addetti sarebbero auspicabili per gli esperti ma anche che ci siano posti come questo con la possibilità che la Scienza non si chiuda in Sacri Palazzi e sia a disposizione anche di persone che ne vivono lontane mi pare davvero una gran cosa.

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  4. ... per non parlare della mania della terrapiatta. la parte più sconcertante è che c'è ci crede davvero.

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  5. Sono anni che ho a che fare con questo tipo di somari, che in gergo tecnico chiamiamo crackpots o cranks, vedere ad esempio https://arxiv.org/abs/1602.04212.
    Purtroppo sono talmente fissati ed ossessionati che non esiste una minima possibilità di convincerli che sono loro a sbagliare...

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  6. Lascerei in pace Carlo Rovelli. Avercene come lui.

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    1. Non esageriamo. Il tono del riferimento a Rovelli mi pare scherzoso. Inoltre Rovelli non è ne la Madonna ne Einstein.

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  7. entanglement non "entranglement"

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  8. Grandissimo Stefano. E' da un po' che non ti leggevo e trovo questa perla. L'etere è il must degli usenettiani, sui ng dedicati discutono con vigore e se ne dicono vicendevolmente di tutti i colori, è uno spasso leggerli. E gente come Carlo Rovelli ha le sue belle responsabilità, nella volgarizzazione, - non divulgazione, che è una cosa seria, - della fisica moderna. Grazie di questo post, mi hai anche fatto ridere.

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  9. Da chi a visto internet quando ancora serviva un modem in banda fonica da 300 baud, è vero il "troll" da chat ha cambiato argomento d'interesse!

    ...un solo appunto: la carbonara è cosa seria, molto seria e troppi ne fanno scempio peggio della formula di Dirac! :-)

    I miei, per quel che valgono, complimenti.

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