martedì 14 marzo 2017

Il Cern esclude l'esistenza dei fantasmi? Siamo seri, please!

Leggo in questo articolo che Brian Cox, fisico e noto divulgatore scientifico (molto bravo, peraltro) ha dichiarato in un programma della BBC che gli esperimenti effettuati all'acceleratore LHC del Cern di Ginevra escludono l'esistenza dei fantasmi. Infatti, spiega Cox, nel Modello Standard delle particelle elementari non esiste alcun meccanismo che possa descrivere e giustificare il passaggio di informazioni e di energia dalla vita alla morte, perché se così fosse gli esperimenti ne avrebbero osservato le evidenze. E poi, siccome i fantasmi non sono esseri materiali, allora devono essere fatti di energia, e quindi questo violerebbe il secondo principio della termodinamica. E altre tecnicaglie del genere.

Ora, premesso che io non credo all'esistenza dei fantasmi, penso tuttavia che queste affermazioni siano spazzatura che uno scienziato dovrebbe evitare come la peste. Lo sono dal punto di vista scientifico, perché l'eventuale esistenza dei fantasmi è qualcosa che già di per sé esula per definizione dalle leggi fisiche note. Ed è chiaro quindi che chi crede ai fantasmi crede anche al fatto che questi ultimi possano infischiarsene di quello che è vietato dai libri di fisica, e crede anche che esista un tipo di realtà (chiamiamola come ci pare) e un tipo di fenomeni che possono fare incursioni nel nostro mondo senza tuttavia creare scompensi al Modello Standard o a qualunque altra legge fisica. Non ci vuole un fisico del Cern per comprendere che se si crede ai miracoli, all'angelo custode, o più in generale al divino e all'ultraterreno, si è anche convinti che ciò che avviene in quel mondo parallelo non segua troppo alla lettera i libri di fisica.

Ma soprattutto sono spazzatura perché in nessun modo possono contribuire a convincere chi crede ai fantasmi che le sue convinzioni, violando il Modello Standard e le leggi sull'entropia, allora sono sbagliate.  Anzi, eventualmente li convinceranno che anche gli scienziati, quando ci si mettono, sanno essere decisamente stupidi.


Usare le misure di LHC per smentire l'esistenza dei fantasmi è più o meno come sostenere che non ci possono essere panini alla mortadella in orbita attorno a Urano perché a quelle condizioni di temperatura e pressione così estreme i ciccioli di grasso della mortadella non riuscirebbero a mantenere la loro consistenza. Se uno crede che ci possano essere panini alla mortadella in orbita attorno a Urano, le spiegazioni scientifiche sul perché non potrebbero esserci gli fanno un baffo, penso. E se il discorso può comunque avere una logica con i panini alla mortadella, perché questi sono oggetti reali e ben noti, che seguono sempre le leggi fisiche, figuriamoci con i fantasmi, che nessuno ha mai visto, e che per definizione non obbediscono alle leggi della natura. Quindi, mi chiedo, a chi si rivolge Brian Cox con la sua affermazione? Chi crede di convincere, se non riesce nemmeno a convincere me, che ai fantasmi credo tanto quanto al panino in orbita attorno a Urano?

Ma soprattutto, qual è il rischio che si corre nel fare queste dichiarazioni così alla leggera, spacciandole per scientifiche, e usando la scienza seria per tirare conclusioni su aspetti che già in partenza esulano dalla realtà empirica? Brian Cox, con la sua uscita, forse ha creduto di mettere i puntini sulle i da scienziato su questo argomento senza però capire che l'argomento non è di scienza.  E facendo questo non ha compreso che questo genere di affermazioni è il modo miglior per sputtanare la scienza! Il miglior modo per farsi deridere da chi già guarda con diffidenza la scienza, da chi la ritiene supponente e affetta da manie di onnipotenza, da chi pensa che gli scienziati credano di essere sempre nel giusto, dai vari Benedetti Croce che guardano gli scienziati con fastidio e disprezzo. Da chi, insomma, non capisce un cavolo di scienza, e contemporaneamente non aspetta altro per attaccarla.

Fare divulgazione scientifica è un'attività sacrosanta, e molto seria. E' importante per far capire in modo semplice e contemporaneamente il più possibile corretto cosa studiano gli scienziati e perché è importante che lo studino. E' importante per far capire ai cittadini che cosa la scienza può dare alla società. E dato che i cittadini alla fine sovvenzionano la ricerca scientifica, la divulgazione serve a rendere loro partecipi dei risultati che, con le loro tasse, hanno contribuito ad ottenere. Ora, se io non sapessi nulla di scienza e di fisica di LHC, e non sapessi quindi che a LHC non ci si sogna proprio di studiare i fantasmi ma anzi, non ci si pone neanche lontanamente il problema della loro esistenza e di come potrebbero eventualmente interagire con la materia dell'universo, se non sapessi tutto questo, sarei veramente sorpreso e negativamente stupito dalle affermazioni di Brian Cox, perché appaiono di una puerilità veramente disarmante. Sarei decisamente infastidito dal sapere che è preoccupazione degli scienziati del Cern di dimostrarmi la non esistenza dei fantasmi. Brian Cox, con la sua sparata, fa apparire gli scienziati come una banda di scemoni che credono che i fantasmi non possono esistere perché non sono descritti dal Modello Standard! Ripeto, io non credo affatto all'esistenza dei fantasmi, ma sono certo che se esistessero così come vengono immaginati, se ne fotterebbero alla grande delle nostre Lagrangiane e dei nostri diagrammi di Feynman!

Quindi mi rivolgo a Brian Cox: Brian, sei un bravissimo divulgatore, hai il carisma di chi riesce ad acchiappare il pubblico e farlo affascinare, caratteristica che pochissimi scienziati hanno. Usa queste tue doti per spiegare la scienza come hai dimostrato di saper fare, e lascia perdere la tentazione di fare il tuttologo e sconfinare su argomenti che non c'entrano niente con la scienza. Non fare come certi scienziati nostrani, tipo certi matematici che presi dal delirio dell'omniscienza hanno riempito gli scaffali delle librerie con saggi che trattano dall'esegesi biblica ai rimedi per la gastrite. O come certi particellai in pensione, che sono convinti di avere in tasca le prove scientifiche dell'esistenza di Dio e intanto confondono meteo con clima. Continua ad affascinarci come sai fare, perché lo sai fare bene, ma lascia stare 'ste cazzate sui fantasmi.

7 commenti:

  1. Permettimi una battuta: se veramente ti rivolgi a Brian Cox, dovresti scrivergli una email in inglese :D Cioè, questo post va benissimo per noi ignorantoni italiani, ma se non gli hai mandato privatamente anche una email, dubito fortemente che la tua lamentela arrivi a Brian Cox. ;-) (sia chiaro: tutto questo è da leggersi con simpatia)

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  2. Mi spiace ma sopravvaluti i credenti dell'occulto (del resto può capitare quando si tratta di analizzare persone altamente ignoranti). Questi infatti molto spesso cercano un appoggio pseudoscientifico (se non vogliamo dire fantascientifico) parlando proprio di energia, atomi, onde elettromagnetiche e le solite robe usate come se fossero elementi di una ricetta. Per loro GhostBusters è scienza non ancora scoperta. Però in effetti ne ho sempre sentito parlare da americani, non italiani.

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  3. comunque sul panino di mortadella ci sarebbe da discutere
    ne hanno appena trovato uno attorno a Cassini
    ovviamente gli hanno dato il nome di Pan
    ed è chiaramente un grosso panino di mortadella
    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d2/Pan_by_Cassini%2C_March_2017.jpg/250px-Pan_by_Cassini%2C_March_2017.jpg

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  4. D'accordo su tutta la linea e anzi direi anche di più.
    Da una parte c'è la puerile supponenza di tentare di legiferare sulle superstizioni con le armi della scienza su cui hai già detto tutto. Dall'altra vedo anche un altro paio di problemi in questo genere di esternazioni.
    1. Dimostrare l'esistenza di qualcosa può essere difficile ma perfino il bosone di Higgs si è lasciato acchiapare. Dimostrare l'inesistenza di qualcosa è un problema credo impossibile. Al massimo si può affermare che niente ne dimostra l'esistenza, che è cosa ben diversa.
    2. La realtà di qualcosa si può palesare su piani diversi. Un quadro è la somma dei materiali di cui è fatto ma è anche altro. Esiste come somma di tela, colore e cornice, ma esiste anche come messaggio, immagine, esperienza. Se ci si prende la briga di misurarne la realtà, bisogna analizzare non il quadro ma la mente di chi lo osserva. Per cui se si ha voglia di perdere tempo si piazzano degli elettrodi sulla nuca di un soggetto (specie se appassionato di pittura) ed è possibile perfino misurare un segnale elettrico reale legato all'esperienza percettiva. Non escludo che sia possibile perfino fare una cosa del genere anche con un fantasma, benché il quadro esista anche fuori dalla mente dell'osserrvatore mentre il fantasma ... boh!
    3. Il grado di realtà di alcune cose non è misurabile in nessun modo (a meno di rivolgersi sempre al cervello di chi le percepisce, immagina o desidera, ma non è sempre facile come registrare differenze di potenziale dalla corteccia visiva) e cionondimeno queste cose esistono. Lungi da me credere ai fantasmi ma ... supponiamo che esistano e che siano come il contenuto di un'opera d'arte o di una telefonata. Si possono intercettare le frequenze radio di un aspirapolvere in funzione vicino a un telefono lasciato acceso. Oppure di una telefonata con una vera conversazione fatta intenzionalmente. Per chi non conoscesse il linguaggio umano e non avesse un codice basato sulle onde sonore, i due fenomeni apparirebbero quasi uguali, mentre in un caso esiste una telefonata , nell'altro caso no. Mettiamo che all'alieno giunga notizia dell'esistenza delle telefonate ma lui non ci creda. Dimostrerebbe che non esistono confrontando le onde radio di una cosa senza significato deducendo che nemmeno l'altra ne ha. Non so se ho confuso abbastanza le cose.

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  5. spacciandole per scientifiche? ah cosa non si dice pur di rimanere attaccati alle proprie puerili credenze ancestrali. fantasmi ahahahah

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  6. Marcello Fanti19 marzo 2017 02:51

    Non ho letto le dichiarazioni di Brian Cox (me le consiglieresti? ;-) ) e non so perche' abbia dovuto cacciarsi in quel ... ginepraio, diciamo! Pero` da come la racconti, se fossi uno spettatore qualunque mi verrebbe subito da rispondere "Allora non esiste neanche la VITA, visto che il Modello Standard non ha leggi per descriverla e giustificarla". Conclusione, da non addetto ai lavori: a che serve il Modello Standard se non spiega la vita? Insomma, decisamente un ginepraio pericoloso! Ovviamente, sono completamente d'accordo con tutto quanto hai scritto, e lo condivido subito su FB.

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    1. Credo che però sia possibile far risaltare comunque la vita come anomalia. Dubito infatti che ci siano altri oggetti oltre ai viventi che riescano ad accumulare elementi rari ad alte concentrazioni. Lo fanno con spesa di energia e ovviamente senza alcuna violazione della termodinamica. Ma credo siano i soli a farlo. Una stella ad esempio addensa elementi (molto comuni) ma lo fa seguendo il gradiente gravitazionale. Una cellula addensa elementi rari contro il gradiente osmotico e/o elettrico.

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