domenica 15 giugno 2014

Miracolo!

Indagare i miracoli col metodo scientifico


Parlare di miracoli in modo scettico equivale a camminare su un terreno minato, perché il rischio è che ciò venga percepito come un atteggiamento irridente nei confronti della religione. Si sa che in Italia si può mandare pubblicamente in quel paese chiunque, ma se solo insinui velatamente qualcosa in tema di religione ti saltano addosso in mille. "Scherza coi fanti ma lascia stare i santi", diceva la mia maestra. Ovviamente non voglio offendere il credo religioso di nessuno. Anzi, personalmente ritengo che spesso gli eventi miracolosi legati alla religione vengano catalogati tali in modo così superficiale, pacchiano e sguaiato da esseri essi stessi irriverenti e offensivi verso i veri credenti e la fede.

In questa sede non voglio parlare di statue piangenti sangue (vi siete mai chiesti perché le facciano quasi sempre piangere sangue e non le normali lacrime? Semplice: perché se piangessero lacrime, che sono trasparenti, le noterebbero in pochi) o di macchie di umido sul muro a forma di Padre Pio. Spero di poter definire queste manifestazioni delle buffonate che niente hanno a che vedere con la religione, senza offendere nessun vero credente. Voglio invece parlare delle guarigioni miracolose ritenute tali dalla Chiesa, e per questo scopo prenderò come esempio quelle ufficialmente approvate presso un grande luogo di culto come Lourdes, l’unico per il quale esiste una documentazione completa redatta da un ufficio appositamente dedicato.

Quello che segue non vuole essere un processo a Lourdes come luogo di fede, nè tanto meno un processo all’esistenza dei miracoli dal punto di vista del credente, che è ovviamente libero di credere che Dio, in quanto onnipotente, possa fare miracoli indipendentemente dalla nostra intenzione di usare la scienza per studiarli. La critica è invece alla metodologia sedicente scientifica, ma che di scientifico ha in realtà ben poco, con cui si affronta la questione quando si afferma che proprio tramite il metodo scientifico si è giunti a convalidare una guarigione come miracolosa.

Esemplificando all’estremo per motivi di chiarezza, a Lourdes la Chiesa procede nel seguente modo: si analizzano i casi dichiarati di guarigioni, che devono essere rapide, complete e definitive, nonché avvenute nell’ambito di una visita al grande santuario mariano. Se la guarigione è di tipo “eccezionale”, essa viene definita “miracolo”. Non voglio entrare nel dettaglio dei casi ufficialmente miracolosi attribuiti a Lourdes. Ci sono circa 7000 guarigioni dichiarate dal tempo delle apparizioni, di cui circa 2000 catalogate “inspiegabili”, secondo criteri non ben specificati. Tra queste tuttavia solo 69 sono state ufficialmente dichiarate tali dalla Chiesa (la 69esima è abbastanza recente). Metà di queste sono relative a patologie causate dalla tubercolosi. Alcuni dei 69 casi sono essi stessi, secondo alcuni, parzialmente ambigui, in quanto non sempre soddisferebbero tutti i requisiti elencati sopra.

Si può anche questionare su quanto sia quantificabile l’affermazione che una guarigione sia stata “rapida” (non sempre peraltro questo criterio è soddisfatto dai casi ufficialmente dichiarati miracolosi), e su come sia possibile attribuire il miracolo alla visita a Lourdes se la guarigione è in realtà avvenuta fuori dal contesto della visita al santuario, o in un periodo di tempo successivo alla visita stessa, e, soprattutto, cosa significhi che una guarigione è “eccezionale”. Molti hanno obbiettato, secondo me a ragione, che una guarigione veramente eccezionale, ad esempio una gamba che ricresce, a Lourdes non si è mai verificata. Si sono invece verificate guarigioni di patologie un tempo incurabili, ma che adesso non lo sono più.

Però, a parte questo, è importante evidenziare come nel modo di affrontare la questione ci siano due errori veramente grossolani di metodologia scientifica, generalmente ignorati quando si parla di questo tema.

Primo errore: la selezione dei soli casi favorevoli. Si selezionano i casi di guarigione, e si ignorano deliberatamente tutti gli insuccessi, ovvero i numerosi casi in cui non solo non c’è stata alcuna guarigione, ma addirittura è avvenuto un peggioramento delle condizioni di salute. Ovvero tutti i casi di pazienti che, arrivati a Lourdes in buone condizioni, sono improvvisamente peggiorati o magari sono addirittura deceduti. Numerosi perché, dato l’altissimo numero di malati che quotidianamente visitano il santuario, è sicuramente proporzionalmente elevato anche questo numero di eventi.

E che dire poi di coloro che, partiti per Lourdes perfettamente sani, hanno avuto a Lourdes un grave incidente mortale o invalidante, oppure, appena ritornati a casa, è stata loro diagnosticata una grave malattia? Sicuramente ci saranno anche casi del genere, ma di tutti questi "fallimenti" non ne viene tenuta traccia. Perché questi casi non sono inclusi nella statistica? Se si guarisce è un miracolo, e se invece da perfettamente sani ci si ammala gravemente in modo improvviso o addirittura si muore, quello non conta, perché "sono cose che succedono"? Mi viene da dire: “ti piace vincere facile!”.
Il settimanale Miracoli si occupa di eventi miracolosi di ogni tipo, ma tralascia quello più soprendente: come è possibile che  ci sia gente che acquisti un giornale del genere.
Cercare le prove a favore dei miracoli a Lourdes solo fra i successi (le guarigioni), ignorando tutti gli insuccessi e disinteressandosi completamente della loro frequenza è, dal punto di vista della metodologia scientifica, un’imperdonabile ingenuità se si vuole pensar bene, e pura malafede se si vuole pensar male. Sarebbe come raccogliere e selezionare i casi di coloro che hanno vinto al Superenalotto e mostrare al pubblico solo quelli, ignorando tutti coloro che, pur giocando settimanalmente, non hanno mai vinto, e magari si sono addirittura rovinati economicamente, e poi in base a questi pochi casi fortunati e molto rari concludere che al Superenalotto la fortuna è di casa molto più che altrove (ma è esattamente quello che dice la pubblicità! E io che credevo di fare un esempio assurdo!). Sappiamo bene invece che la realtà è molto diversa, e che il Superenalotto è un gioco dove la normalità è perdere, e la vincita è solo un accidente estremamente improbabile.

E quindi, così come per il Superenalotto un approccio corretto è quello di confrontare la probabilità di vincere con quella di perdere, sarebbe altrettanto corretto determinare non solo quanto è frequente guarire a Lourdes, ma anche quante volte, fra i fedeli, si è assistito ad un inspiegabile e drammatico peggioramento del quadro clinico di patologie non gravi e confrontare i due numeri, per vedere se effettivamente Lourdes è un luogo particolarmente "fortunato", o se la sfiga ci vede bene anche lì come altrove.

Un esempio emblematico di questo errato modo di procedere è il caso delle spoglie di Papa Giovanni XXIII, risultate “miracolosamente” integre dopo la recente riesumazione. Questo fatto è stato interpretato da alcuni (ma non ufficialmente dalla Chiesa, a onor del vero) come una manifestazione della santità della persona. Ci si dovrebbe chiedere a questo punto: e tutti gli altri pontefici, cardinali e uomini di chiesa che dopo la morte si sono miseramente decomposti? Erano meno santi, nonostante molti di essi siano stati comunque dichiarati tali? E qualcuno ha mai provato a controllare se mafiosi, camorristi e criminali della peggior specie si decompongano sempre inesorabilmente? Se si dovesse mai scoprire che le spoglie di Heinrich Himmler sono rimaste “miracolosamente” integre, si direbbe che è un caso fortuito dovuto a particolari condizioni di umidità e temperatura, o piuttosto si concluderebbe che pianificare la deportazione e lo sterminio di qualche milione di persone senza manifestare alcun patema d’animo è sinonimo di estrema bontà e altruismo?

Per inciso questo errato modo di procedere è tipico di tutte le pseudoscienze, dall’omeopatia al metodo Stamina: nei casi in cui si vede qualche beneficio, allora è merito della terapia alternativa, mentre negli altri casi semplicemente si tace, oppure è colpa dell’ineluttabile decorso degli eventi.

Secondo errore: la stima del “fondo”. In qualunque analisi di tipo scientifico che riguarda la ricerca di eventi rari (e una guarigione “miracolosa” è un evento raro!) è fondamentale avere una perfetta conoscenza del cosiddetto fondo, ovvero quell’insieme di eventi che simulano nel comportamento gli eventi rari ricercati, ma che con questi ultimi non hanno niente a che fare.

Ad esempio per arrivare alla scoperta del Bosone di Higgs agli esperimenti del Cern è stato necessario valutare con accuratezza l’ammontare di tutti quegli altri processi fisici che, pur non avendo niente a che vedere con la particella di Higgs, presentano caratteristiche del tutto simili e che quindi potrebbero farci credere, sbagliando, di avere fatto la scoperta. E’ importante avere pertanto una stima la più accurata possibile dell’ammontare degli eventi di fondo per valutare se il numero di eventi osservati dall’esperimento sia compatibile con un’ipotesi di “solo fondo” (e quindi niente Bosone di Higgs) o piuttosto con l’ipotesi alternativa di “segnale + fondo”, ovvero ci sia un eccesso significativo di eventi di segnale (il Bosone di Higgs) rispetto a quanto mediamente aspettato per il fondo. Significativo è un termine apparentemente ambiguo, ma in realtà perfettamente quantificabile in base alle regole della statistica.

E’ importante sottolineare che niente può essere detto sulla natura del singolo evento: esso può essere di segnale o di fondo, e non c’è modo di risolvere questa ambiguità, proprio perché segnale e fondo si presentano, per definizione, con le stesse caratteristiche. La separazione fra segnale e fondo avviene pertanto solo su basi statistiche. Questa prassi è alla base della metodologia scientifica, e si applica ai settori più svariati della ricerca sperimentale, dalla fisica delle particelle alla medicina e, vedremo, dovrebbe essere applicata anche ai miracoli. Dovrebbe.

Nel caso dei miracoli il fondo è rappresentato dalle guarigioni spontanee, ovvero quei casi, molto rari ma comunque ben noti e documentati nella casistica medica, in cui malattie definite genericamente “incurabili” regrediscono spontaneamente o addirittura scompaiono senza lasciare traccia. Sono stati osservati numerosi casi di regressione e guarigione spontanea dal cancro, perfino casi di cancro al pancreas, che è uno dei più implacabili. Per sottolineare che le guarigioni spontanee non sono balle, leggere qui e qui.

Per questo motivo scriverò, riferendomi ai casi di Lourdes, di guarigioni “miracolose”, virgolettato, per indicare che sono guarigioni che soddisfano sia le caratteristiche del miracolo che di una regressione spontanea di una malattia grave, essendo, caso per caso, eventi indistinguibili, per lo meno finché non si riscontrerà l'evento di una ricrescita di un braccio o di un piede precedentemente mancanti, ovvero qualcosa che spontaneamente non è mai avvenuto.

Questo aspetto non è marginale nel caso di Lourdes, perché l’affluenza di malati gravi a questo santuario è talmente grande da rappresentare un campione statistico enorme, per i quali le guarigioni spontanee sopra indicate possono costituire un contributo importante al numero di guarigioni osservate.

Quindi è concettualmente sbagliato chiedersi se il singolo caso di guarigione sia catalogabile come miracolo o no, come invece normalmente si fa, perché, come per il Bosone di Higgs, sul singolo episodio non c’è modo di distinguere se si tratti di “segnale” o di “fondo”, ovvero un miracolo o una regressione spontanea. L'approccio scientificamente corretto e invece chiedersi se il numero di guarigioni “miracolose” osservate a Lourdes è compatibile con il numero medio di eventi aspettato dal “fondo” dovuto ai casi di regressione spontanea di patologie gravi nel campione statistico rappresentato dai malati che costantemente affluiscono al santuario, o se invece a Lourdes queste guarigioni inspiegabili sono statisticamente in eccesso rispetto al fondo.

Parafrasando quindi il caso del Bosone di Higgs: a Lourdes si osserva un numero di guarigioni compatibile con il “solo fondo” o piuttosto con un’ipotesi di “segnale+fondo”, dove il "segnale" è il vero miracolo? Questo è il problema che dovrebbe affrontare uno studio scientificamente serio.

Questo studio è possibile, sebbene il risultato sia affetto da notevoli incertezze dovute alle imprecisioni con la quali sono note le quantità determinanti per questo calcolo, proprio perché le remissioni spontanee di malattie gravi sono, sfortunatamente, eventi rari.

A Lourdes affluiscono al giorno d’oggi 5.5 milioni di pellegrini l’anno, e si stima che in totale più di 200 milioni abbiano finora visitato il santuario (fonte).  Le remissioni spontanee relative soltanto al cancro, e note dalle casistiche cliniche, sono 1-10 casi su 1 milione (fonte). A Lourdes, fra tutte le guarigioni ritenute miracolose, quelle dal cancro sono state 5 (fonte), che diventano 6 se si include anche la 69esima guarigione recentemente certificata.

Tra tutti i pellegrini che arrivano a Lourdes, quanti hanno il cancro? Prendiamo la "prevalenza" del cancro come una stima di questa percentuale. La "prevalenza" è la frazione di esseri umani che, in un dato momento, ha avuto una diagnosi di cancro negli ultimi 5 anni e che è ancora viva. La prevalenza del cancro sulla popolazione italiana è attualmente poco più del 4% (fonte). Questo significa, in parole povere, che prendendo a caso 100 persone in un qualunque momento, a 4 di loro è stato diagnosticato un cancro di recente (5 anni). Si può ragionevolmente assumere che questo numero sia grosso modo valido anche per tutti i pellegrini che visitano Lourdes, sebbene provenienti da nazionalità diverse. Tuttavia a Lourdes la percentuale di malati fra i pellegrini è maggiore che per un normale campione di popolazione scelto a caso, per cui possiamo assumere in modo abbastanza conservativo che grosso modo il 5% dei pellegrini che visitano o hanno visitato Lourdes ha avuto una diagnosi di cancro nei 5 anni precedenti alla visita. Su 200 milioni di pellegrini, questo corrisponde a circa 10 milioni di malati di cancro che hanno complessivamente visitato il santuario mariano. Assumendo una frequenza di remissioni spontanee dal cancro pari a quella quotata in letteratura scientifica (e quindi non ascrivibile a miracoli di alcun tipo) di 1-10 casi su un milione, a Lourdes, fra tutti i pellegrini che hanno visitato il santuario, ci si aspetterebbero da 10 a 100 casi di guarigioni spontanee. Ne sono state certificate 6, del tutto arbitrariamente catalogate come "miracolose".

Anche assumendo ampi margini di errori a questa stima, appare chiaro che per lo meno per quello che riguarda il cancro, per il quale esistono studi dettagliati, da un semplice studio statistico le guarigioni “miracolose” di Lourdes sono compatibili in frequenza, se non addirittura inferiori, con le guarigioni dovute a remissioni spontanee, che avvengono con simile frequenza ovunque nel mondo. Sicuramente non sono significativamente maggiori. Paradossalmente, come qualcuno ha detto a mo’ di battuta estremizzandone le conclusioni, è più facile guarire standosene a casa. Io direi che, purtroppo, è difficile guarire in entrambi i casi.


PS: Sull’argomento Lourdes segnalo il testo “Lourdes. I dossier sconosciuti” di Luigi Garlaschelli che ha condotto un’indagine approfondita dell’argomento

Nessun commento:

Posta un commento