venerdì 8 aprile 2016

Errori da non fare in caso di suicidio: tracannare pillole omeopatiche

Quando un tentato suicidio diventa comico


In genere un tentato suicidio è sempre un fatto tragico. Anche se si risolve bene, è difficile riderci sopra. Ma ci sono delle eccezioni. Ci sono casi in cui un tentato suicidio può finire a tarallucci e vino. 

E' successo qualche anno fa a New York, ad Alexa Ray, figlia del noto cantante Billy Joel. Disperata per la fine di una relazione amorosa, la ragazza ha telefonato al suo ex avvisandolo: "voglio morire". E poi, per mettere in pratica il suo terribile progetto, ha trangugiato una quantità smodata di un farmaco che suppuneva pericoloso se preso in grandi quantità, come accade spesso con i normali farmaci. Dopodiché, forse resasi conto di aver fatto un gesto sconsiderato, ha chiamato i soccorsi, dicendo al telefono di avere difficoltà respiratorie. 

Giunta in ospedale, la suicidanda però appariva stranamente in buona forma fisica, nonostante le sue affermazioni. I medici le hanno chiesto che cosa avesse ingerito, e è venuto fuori che la dose mortale consisteva in 8 pillole di un anti-infiammatorio omeopatico.

Sollievo immediato fra gli operatori sanitari, che dopo un paio di pacche sulla spalla l'hanno rimandata a casa in perfette condizioni così come era arrivata, dicendole (tradotto dall'inglese): "la prossima volta evita di scassarci la minchia con queste stronzate, perché al pronto soccorso in genere abbiamo cose più serie di cui preoccuparci". Non le hanno dato neanche il codice bianco, perché era comunque troppo, e le sarebbero passati davanti pure quelli con le orecchie tappate dopo la piscina.


Ebbene sì, l'omeopatia salva le vite. Non serve a niente se stai male (a meno che uno non soffra di questi sintomi, nel qual caso solo l'omeopatia è efficace) ma in caso di suicidio è infallibile. Se cerchi di farla finita con l'omeopatia non c'è verso. Il farmaco omeopatico capisce che stai per fare qualcosa di brutto, e te lo impedisce. Forse, chissà, essendo omeopatici, per suicidarsi andrebbero presi in dosi infinitesimali per essere letali. Forse chi crede all'omeopatia per suicidarsi si butta sotto il trenino Lima.

Il Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) ha organizzato in passato la giornata di "Suicidio Omeopatico". Con apparente sprezzo del pericolo numerosi soci e simpatizzanti hanno ingurgitato intere confezioni di sostanze omeopatiche che, secondo le prescrizioni, sarebbero da assumere con estrema cautela. Sono ancora tutti vivi, e a nessuno è successo nulla di quello che potrebbe succedere a chi ingurgitasse lo stesso quantitativo di farmaci veri. Non è aumentata nemmeno la glicemia, considerando il fatto che normalmente le pasticche omeopatiche sono solo zucchero.  

Sì perché l'acqua che, sebbene diluitissima, dovrebbe tuttavia contenere il ricordo della sostanza medicamentosa, una volta spruzzata sullo zucchero dopo un po' evapora completamente, per cui resta solo lo zucchero. Però nel frattempo l'acqua, svelta come una lepre, ha comunicato allo zucchero il ricordo della sostanza medicamentosa originaria. Quella che dentro l'acqua non c'era già più da un bel po', insomma, e le cui molecole in realtà non ne sono venute mai direttamente in contatto. E come si sa, lo zucchero ha una memoria da elefante, e vuoi che si dimentichi di quella sostanza che era stata in quell'acqua che a sua volta era stata diluita e poi scossa su una Bibbia (così diceva la ricetta originaria del mitico Dott. Hahnemann, ma non sappiamo se alla Boiron abbiano bibbie inserite nella catena di montaggio) acquisendo così il ricordo di sostanze ultra diluite tipo ad esempio la polvere del Muro di Berlino (ebbene sì, esiste anche il Muro di Berlino omeopatico!). Come dite? Vi sembra tutto poco chiaro e campato in aria? Non è la sintassi, è l'omeopatia, honey! 

Che poi, visto che quando si tratta di omeopatia tutti si ricordano di tutto (l'acqua si ricorda del principio primo, e lo zucchero si ricorda dell'acqua che si ricorda del principio primo), allora anche il flacone della confezione dovrebbe ricordarsi del principio primo. Per non parlare dell'aria dentro il flacone! Omeopati, dai, fate il grande passo e vendete flaconi vuoti! The ultimate homeopathy! Tanto cosa cambia?

Lo scopo di questa apparente pagliacciata del Cicap era di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'inutilità di queste sedicenti cure, inutilità che può diventare dannosa quando scegliere l'omeopatia invece di una terapia efficace può dare origine a situazioni decisamente gravi.

Le associazioni pro-omeopatia hanno ovviamente deriso questo gesto (anche se stranamente non fanno una piega sul Muro di Berlino omeopatico, o sull'Arsenico Album per curare gli attacchi di pignoleria), ricordando allo stesso tempo gli incontestabili successi riportati nei primi dell''800 dal dottor Taldeitali nel curare malattie che falcidiavano la popolazione, come il prurito ascellare e la forfora. Citano in effetti anche alcuni casi di guarigione dal colera, sempre all'inizio delll'800. Detto così sembrerebbe un successo incredibile. Ma bisogna ricordare agli omeopati che all'inizio dell'800 la medicina non aveva grandi basi scientifiche, tanto che spesso si imponevano cure che erano peggio della malattia. Ad esempio la gente moriva di salasso. Il presidente americano George Washington, che sicuramente poteva usufruire del meglio tra i medici dell'epoca, fu curato per una laringite con un salasso che gli tolse in 24 ore quasi due litri di sangue (fonte), e che lo fece morire per disidratazione. Quindi non stupisce che in un'epoca in cui quelle che erano ritenute cure potevano ucciderti, non dare niente (ovvero l'omeopatia) in certi casi era meglio. Nel frattempo la medicina si è evoluta, e ha capito che certi rimedi originati dalle errate convinzioni dell'epoca erano inutili o addirittura dannosi, mentre l'omeopatia è rimasta immutata al fegato d'anatra ultradiluito e scosso sulle Bibbie.

Si dimenticano poi, i vari articolisti omeopati che si sono indignati per il gesto simbolico del Cicap, (ma deve  trattarsi sicuramente di una svista non voluta) di raccontare al lettore che nessuno degli aspiranti suicidi ha riscontrato il ben che minimo effetto dopo essersi trangugiato intere confezioni di farmaco omeopatico, a riprova che dentro quelle pasticche non c'era niente. 

Nessun effetto a parte la spesa, perché nonostante si erigano a baluardi contro lo strapotere di Big Pharma, i farmaci omeopatici costano anche loro carissimi. Sarà per la lavorazione. Mettere dentro un litro d'acqua una sostanza e poi diluirla talmente tanto da fare in modo che non ci rimanga neanche una molecola che è una di quella sostanza e allo stesso tempo garantire che tutte le molecole dell'acqua che ci abbiamo aggiunto a dismisura si comunichino il ricordo della presenza di quella sostanza, dimenticandosi però allo stesso tempo di tutta la loro storia passata, tipo aver fatto parte in gioventù del collettore fognario nel Golfo di Napoli e di essersi strofinata su una miriade di virus e batteri, non è mica facile! Deve essere questo che fa aumentare i costi!

Comunque, nonostante il sorriso di sufficienza a 32 denti che gli omeopati sguainano di fronte alle critiche, bisogna far notare una cosa che quasi sempre viene invece taciuta: l'uso dell'omeopatia è in netto calo. Vedi ad esempio la figura qua sotto, tratta dall'ottimo sito di Medbunker. Dopo un boom negli anni 90, in cui ogni farmacia ha provveduto ad aggiungere la parola omeopatia accanto all'insegna (bisogna pur campare!), adesso sempre meno gente si affida a questo tipo di rimedi. Evidentemente farsi prendere per il culo alla lunga stanca, anche se si è fanatici della medicina "dolce". Deve essere perché finché anche la malattia è dolce, ci può stare a curarsi con l'Aconicum Nepellum (sembra roba di Henry Potter), ma non sempre la malattia ci riserva questo riguardo, e in quel caso più che cure dolci la gente vuole cure efficaci. Per lo meno le più efficaci che ci siano in circolazione.

Comunque niente paura! Il calo di interesse nei confronti dell'omeopatia è soppiantato dalla nuova, modernissima, medicina quantistica! Stanno spuntando come funghi centri specializzati per i quali la spesa del contribuente è più che giustificata, centri specialistici che si basano sulle nuove scoperte della fisica moderna e applicano le frontiere della conoscenza a cose finalmente utili a tutti. 

I fisici usano ancora la fisica quantistica facendo stupidi quanto inutili esperimenti con fotoni e elettroni in laboratorio ma i medici quantici, che sono sempre un passo avanti, già ci curano la gente, mica scherzi! E' sufficiente fare una ricerca con google, e cercare "AUSL medicina quantistica" e si scopre il futuro. Basta iniezioni, antibiotici e noiose convalescenze passate a guardare Uno Mattina: grazie all'entanglement quantistico siamo tutti una cosa sola, e quindi basta sintonizzarsi tutti quanti sulle frequenze giuste e avverrà la guarigione cosmica di gruppo. Neanche Milingo e Sai Baba riuscivano a fare queste meraviglie. 

Speriamo solo che non si sbaglino e che non si sintonizzino sulle frequenze del mio vicino di casa, che così a occhio ha un colesterolo a 450 e i trigliceridi che sul referto gli scrivono NaN, Not-a-Number, come quando dividi per zero, perché altrimenti siamo tutti fottuti. Sarebbe il primo caso di malasanità quantistica!
 

9 commenti:

  1. Anni fa Christer Fuglesang, due volte astronauta (svedese) sulla ISS ha (a terra) provato ad andare in overdose con le medicine omeopatiche
    http://marco-casolino.blogspot.jp/2013/01/astronauti-in-overdose-ed-omeopatia.html

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  2. [ .
    , : .
    , , .]
    Commento omeopatico

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  3. Ho scritto sul mio blog ivabellini di questa scemenza rilanciata da Medbunker su Twitter, i fanatici della scienza si masturbano su queste cose! :)

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    1. Traumeel contiene 14 principi attivi naturali, che possiedono varie proprietà e caratteristiche (secondo la farmacopea omeopatica). La frase è tratta proprio dalle istruzioni del Traumeel. Il titolo della pagina di Traumel, firmato dalla casa produttrice, è: "L'omeopatia moderna nelle lesioni sportive." Si saranno sbagliati loro?

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    2. C è scritto "prodotti in conformità della farmacopea tedesca" NON 'che possiedono varie proprietà e caratteristiche " come dici tu! Ti stai sognando il bugiardino di questa ciofeca...oppure sei un bugiardo!?

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    3. copio/incollo dal sito del Traumeel: http://www.traumeel.ch/it/
      L’omeopatia moderna nelle lesioni sportive
      Traumeel contiene 14 principi attivi naturali, che possiedono varie proprietà e caratteristiche (secondo la farmacopea omeopatica). C'e' scritto omeopatica, vedi? Due volte, nel titolo e nel contenuto. Segue la lista del contenuto, con tutti prodotti tipici omeopatici (quelli che hanno il nome da roba di Henry Potter, per capirci) tipo Hypericum perforatum, aconicum nepellum, bellis perennis etc. E' un prodotto omeopatico, c'è scritto chiaramente in più parti! Non è che hai ingerito troppo dislessicum labialis e non riesci piu' a leggere, per caso?

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  4. Anche James Randi prendeva ad esempio uno pseudo omeopatico di nome "Calms forte" per convincere tutti i presenti ai suoi spettacoli che quello era un sonnifero omeopatico....ma non lo era, perchè non esistono sonniferi omeopatici! Semplice! E inutile che parli di omeopatici con quegli intrugli, è inutile che racconti bugie dicendo "prodotti tipici omeopatici", non esistono questi tipici, te li sogni tu, qualsiasi erborista ha a disposizione dell iperico nel suo negozio! Non farmi ridere dai! Domani metto la scritta "omeopatico" sulla mia bicicletta, forse crederai anche a quello!

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    1. Guarda che non sono io a definire omeopatico il prodotto (il Traumeel). E' la casa produttrice stessa. Nel link del Traumeel che ti ho messo, e che metto di nuovo, http://www.traumeel.ch/it/, scrive chiaramente che è un prodotto omeopatico. Prenditela con loro, se pensi che non sia vero, ma non con me.

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  5. Ok, grazie del suggerimento, scriverò una sdegnata protesta alla Heel in Germania per questo suo prodotto. Buon fine settimana!

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