sabato 2 maggio 2015

Eccezionale scoperta fatta dai pesci


Notizie incredibili dal mondo dei pesci. Anzi, per meglio dire: notizie dal mondo dei pesci-scienziato.  Sì perché noi non lo sappiamo, a noi i pesci sembrano tutti più o meno stupidi uguale, ma anche tra di loro ci sono gli scienziati, che dedicano la vita a studiare quello che per loro è l'universo: il mare.

Gli scienziati, fra i pesci, in questi ultimi anni sono alle prese con un difficile problema: come è fatto il mare. In realtà da sempre i pesci si sono posti questo problema, prima ancora che anche tra di essi nascesse la scienza. Ma oggi essi si chiedono come è fatto il mare non davanti alla propria tana, o nella propria zona di caccia, ma come è fatto su grande scala, su grandi distanze, in zone che mai saranno raggiungibili da nessun pesce, ma che con i mezzi della scienza e della ragione (che ai pesci non manca) sono comunque indagabili.

Al momento lo stato della conoscenza sulla composizione del mare, da parte dei pesci, è che esso è composto principalmente da sali. Ci sono sali di magnesio, di zolfo, di potassio, e anche vari carbonati. Inoltre la materia che compone il mare è composta anche da nitrati e fosfati, e via via anche piccole percentuali di altri elementi. 

Tuttavia la quasi totalità del mare, affermano gli scienziati pesci, è costituita da un sale che essi hanno chiamato cloruro di sodio. Si può dire che, in buona sostanza, il mare è fatto di cloruro di sodio.

Tuttavia da alcuni anni certi esperimenti di grande precisione sembrano indicare con sempre più certezza una cosa incredibile: il cloruro di sodio, per secoli ritenuto sostanzialmente il costituente principale del mare, sembra essere in realtà una frazione molto piccola del tipo di sostanza che costituisce veramente il mare. Soltanto il 3,5%! Il resto del mare, dicono gli scienziati-pesci, è costituito da una sostanza la cui natura è completamente sconosciuta. E stiamo parlando del 96,5%, cioè praticamente tutto il mare!

Raffinati esperimenti mostrano infatti che il cloruro di sodio (che i pesci chiamano genericamente "sale") che compone il mare è in realtà immerso in una sostanza sconosciuta che è lei, e non il sale, a determinare la dinamica di tutto ciò che accade nel mare. Gli scienziati pesci hanno chiamato questa sostanza sconosciuta che compone la quasi totalità del mare "materia oscura". Di questa materia oscura non se ne conosce la composizione, dicono gli scienziati-pesci, ma se ne possono misurare gli effetti.

"La materia oscura ci circonda anche se non ce ne rendiamo conto", afferma il direttore del laboratorio di cosmologia sperimentale della Fossa della Tonga." Tutti noi ci muoviamo al suo interno, ma non abbiamo idea di che cosa essa sia in realtà.

Le prime misure a indicare la presenza della materia oscura erano legate al movimento del plancton. Esse mostravano chiaramente che il movimento di questi minuscoli organismi non poteva essere spiegato soltanto dal sale, ma che ci doveva essere qualcos'altro che ne regolava la loro dinamica. Che cosa fosse questo qualcos'altro era, e resta tutt'ora, un mistero.  Con il passare del tempo altri esperimenti hanno mostrato chiaramente con sempre maggiore evidenza la presenza di questa materia sconosciuta.

Ma le cose incredibili non sono finite qui: alcuni esperimenti condotti recentemente dai pesci sembrano indicare che l'intera dinamica del mare su grande scala sia determinata addirittura da una misteriosa forza esterna aggiuntiva, da qualcosa che non è né sale né materia oscura, e che tuttavia è lei, su grandissima scala, a dettare legge sul mare. Questa misteriosa presenza è stata chiamata dai pesci "energia oscura", per indicare che non si sa proprio cosa sia. Ma la cosa sorprendente è che sembra che rispetto ad essa il sale e la materia oscura siano tutto sommato delle inezie, qualcosa di insignificante.  

Anche fra i pesci, come per gli umani, ogni grande scoperta apre molti più interrogativi delle risposte che riesce a dare.


3 commenti:

  1. Il problema si risolve cucinando l'orata al sale. La materia oscura evapora, e rimane l'orata.

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  2. L'intento della favoletta è lodevole, ma l'esempio è quantomai incongruo.

    L'interazione con l'acqua non può passare inosservata neanche ai pesci, così come agli umani (e non solo) è nota l'esistenza dell'aria da sempre.
    Le componenti "oscure" dell'universo, invece, sono emerse da osservazioni sofisticate di anomalie astrofisiche, rese possibili solo negli ultimi decenni, e non hanno riscontri evidenti e immediati nella vita di ogni giorno.

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    1. La favoletta non ha alcuna pretesa di avere una reale corrispondenza scientifica con la realta', se non il fatto che i pesci della storia, cosi' come gli umani, hanno scoperto solo in tempi recenti che la quasi totalita' della materia-energia che compone l'universo e' in gran parte non nota.

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