I troll sono personaggi del nuovo millennio, nati con il web e i social network. Secondo il dizionario Treccani, un troll è, cito testualmente: "Nel gergo della Rete, chi interviene all'interno di una comunità
virtuale in modo provocatorio, offensivo o insensato, al solo scopo di
disturbare le normali interazioni tra gli utenti." Questi personaggi, nelle discussioni in rete, pullulano.
I troll sono, in pratica, quelli che, se cerchi di parlare seriamente di un argomento, intervengono scrivendo: "e allora la Boldrini? Che ha il cognato del suocero che è disoccupato e prende 4000 euro di stipendio?". Quelli che se poi provi a spiegargli che è una bufala, nel tempo che impieghi a scrivere due righe loro ti postano una dozzina di link tratti da "noncelodiconomaèverissimo.org".
Comunque, che coi social network dovessero nascere prima o poi anche queste nuove tipologie di esseri umani, era quasi scontato. Anzi, questa gente esisteva già. Nelle discussioni, a memoria d'uomo, c'è sempre stato il rompicoglioni, il disturbatore, quello che interviene a sproposito, e il web ha fatto solo da cassa di risonanza alle loro scemenze. Come diceva Umberto Eco, una volta restavano confinati tra le pareti del bar, adesso sono diventati "world wide".
La cosa che però veramente stupisce sono gli argomenti su cui intervengono i nuovo troll. Perché anche il troll è in evoluzione.
L'antesignano del troll, quello del bar, interveniva su argomenti di sport o di politica, e anche i primi troll del web in genere parlavano di questi argomenti, o al limite di problemi di impatto sociale, tipo immigrazione, pensioni, governi, e leggi varie. Vabbè, ci sta. Non c'è niente di strano, perché tutto sommato sono argomenti coi quali conviviamo, e quindi non stupisce che ci sia anche gente che, senza capirne niente, senza aver mai letto un giornale ma avendo solo parlato con l'amico che ha sentito da un amico che ha un cugino..., sparli a casaccio tanto per fare confusione, perché non approva le tesi sostenute nella discussione.
Perché il punto importante è questo: il troll è uno che dice cose senza né capo né coda per disturbare la discussione, ma la motivazione che lo spinge a fare questo è l'essere in disaccordo con quello che si dice sull'argomento. Fare casino è il suo modio di dissentire.
Col tempo, però, i troll si sono cimentati anche con argomenti scientifici o pseudo tali. E li già la cosa si fa più seria, perché discutere di vaccini o anche solo di scie degli aerei implica comunque avere un minimo di competenze di chimica, di fisica, o di medicina, se non si vuole fare la figura del pirla totale. Se ad esempio non ti ricordi se è la milza che sta a sinistra e il fegato a destra o il contrario, dovresti avere un minimo di pudore a sciorinare dati epidemiologici sulla difterite che hai letto, se va bene, sull'inserto salute di Burda taglie forti (che è comunque certamente più autorevole delle fonti tipiche del troll in campo medico).
Però, a guardar bene, anche in questo caso gli argomenti in cui il troll si cimenta sono pur sempre di interesse comune. Sono argomenti che toccano tutti. I vaccini, le cure per il cancro, o per la sciatica, non sono problemi che riguardano solo gli specialisti, ma in qualche modo coinvolgono qualunque cittadino, direttamente o indirettamente, e anche una scia di aereo è qualcosa che, bene o male, tutti hanno visto. E quindi non stupisce più di tanto che in una discussione arrivi uno che si sente coinvolto dall'argomento e, pur confondendo virus con batteri, spari a caso sui vaccini. Se è convinto che i vaccini facciano male, e che ci sia un complotto delle cause farmaceutiche ai danni della popolazione, è un comportamento che tutto sommato ti aspetti.
La cosa invece veramente stupefacente è la nuova tendenza del web 2.0: il troll in fisica moderna. Cioè il troll su una materia non solo iperspecialistica, ma che tocca anche argomenti che sono lontani anni luce dall'interesse e dal vissuto comune. Trollare sulla teoria della relatività, sulla struttura dello spazio-tempo, sulla teoria delle stringhe, oppure - altro argomento che scatena gli imparati della rete - la meccanica quantistica, l'entranglement e le funzioni d'onda, è il nuovo must del web.
Tutta roba che fino a qualche anno fa era nota solo agli specialisti. Roba che era considerata dal grande pubblico qualcosa di incomprensibile se non eri un genio. Adesso invece, in gruppi Facebook su argomenti scientifici anche molto specialistici (ad esempio il gruppo "Meccanica quantistica - gruppo serio"), ti ritrovi un'invasione di troll che straparla su ogni argomento.
Che ti viene da chiederti: okay, capisco che uno si incazzi sui vaccini perché crede che facciano male, e quindi si metta a cercare notizie su siti a caso, pur senza capirci nulla, e riporti notizie inventate da incompetenti come se fossero vere. Se è la rabbia a muoverlo, se è convinto che sotto ci sia un complotto per farci star male, capisco che ci possa essere gente che sbavi rabbiosa su un argomento del genere.
Ma sulla teoria della relatività? Cosa spinge un essere umano che non sa nulla di fisica, che di mestiere fa tutt'altro, a incazzarsi come una pantera schiumando rabbia perché secondo lui la teoria della relatività è sbagliata? Cosa gli cambierebbe se le trasformazioni di Lorentz non fossero giuste? Che sconvolgimento avrebbe la sua vita se gli orologi non rallentassero in presenza di un campo gravitazionale, o se l'etere invece esistesse? E per quale motivo la potentissima lobby degli scienziati avrebbe ordito questo complotto?
Che ti viene da chiederti: okay, capisco che uno si incazzi sui vaccini perché crede che facciano male, e quindi si metta a cercare notizie su siti a caso, pur senza capirci nulla, e riporti notizie inventate da incompetenti come se fossero vere. Se è la rabbia a muoverlo, se è convinto che sotto ci sia un complotto per farci star male, capisco che ci possa essere gente che sbavi rabbiosa su un argomento del genere.
Ma sulla teoria della relatività? Cosa spinge un essere umano che non sa nulla di fisica, che di mestiere fa tutt'altro, a incazzarsi come una pantera schiumando rabbia perché secondo lui la teoria della relatività è sbagliata? Cosa gli cambierebbe se le trasformazioni di Lorentz non fossero giuste? Che sconvolgimento avrebbe la sua vita se gli orologi non rallentassero in presenza di un campo gravitazionale, o se l'etere invece esistesse? E per quale motivo la potentissima lobby degli scienziati avrebbe ordito questo complotto?
Questa io la trovo una cosa incredibile. Una volta esisteva il timore reverenziale di fronte a libri pieni zeppi di formule dall'aspetto incomprensibile. Una volta (sbagliando) si diceva: "ah, è un genio, studia fisica!". Una volta a nessuno sarebbe fregato niente della somma delle velocità o della contrazione delle lunghezze. Te la immagini una cena fra amici con uno che salta su e dice: "ragazzi, basta parlare di figa, discutiamo invece dell'esperimento di Michelson-Morley!"
Adesso invece corri il rischio che se ti alzi su una sedia in pizzeria e gridi: "io sono contrario al redshift gravitazionale!" trovi qualche sostenitore in sala. Adesso ti ritrovi gente che non saprebbe scrivere la formula della velocità dato lo spazio percorso e il tempo impiegato, che ti discute tranquillamente di orizzonte degli eventi, di contrazione spazio-temporale, di entanglement fra elettroni, dicendo frasi assolutamente a caso, e accusandoti di essere schiavo del potere che impone la teoria della relatività o la meccanica quantistica. Adesso sui forum a tema scientifico basta che qualcuno metta un post che solo menzioni la velocità della luce e ti ritrovi subito gente che comincia a sbavare come il cane di Pavlov, perché secondo loro la storia che la velocità della luce è una costante non ha senso.
Adesso invece corri il rischio che se ti alzi su una sedia in pizzeria e gridi: "io sono contrario al redshift gravitazionale!" trovi qualche sostenitore in sala. Adesso ti ritrovi gente che non saprebbe scrivere la formula della velocità dato lo spazio percorso e il tempo impiegato, che ti discute tranquillamente di orizzonte degli eventi, di contrazione spazio-temporale, di entanglement fra elettroni, dicendo frasi assolutamente a caso, e accusandoti di essere schiavo del potere che impone la teoria della relatività o la meccanica quantistica. Adesso sui forum a tema scientifico basta che qualcuno metta un post che solo menzioni la velocità della luce e ti ritrovi subito gente che comincia a sbavare come il cane di Pavlov, perché secondo loro la storia che la velocità della luce è una costante non ha senso.
E poi quello che più di tutte eccita il troll di fisica è la parola "tempo".
Basta che uno menzioni il concetto di tempo e vengono fuori dalle prese adsl orde di troll, che citando Tesla si scatenano con le teorie più astruse, demenziali, e prive di qualunque costrutto, facendo mescoloni inenarrabili di ricordi delle scuole superiori e letture di Focus. Se in una discussione salta fuori lo spazio-tempo, col trattino, il troll del web lo devi sedare col Penthotal per tenerlo buono.
La domanda di tendenza di questo autunno-inverno è se esiste il tempo, e la conclusione molto trendy, da abbinare alla vibrazione universale, è che il tempo non esiste. Senza nemmeno chiedersi se la domanda stessa abbia un significato scientifico (non ce l'ha!) e senza chiedersi innanzitutto cosa significhi, dal punto di vista scientifico, dire che una cosa "esiste", si scatenano discussioni incredibili su questo argomento.
Non so, forse sono ritardatari di natura, o sono dello staff di Trenitalia, e stanno cercando di trovare una giustificazione nella scienza a questo loro difetto congenito. Sta di fatto che, per il troll del web, dimostrare che il tempo non esiste è al momento un sogno ancor più che una notte di sesso con una pornostar. La colpa, bisogna dirlo, è anche di Carlo Rovelli - che dio lo fulmini - che con la sua smania di flirtare con la filosofia de noantri scrive libri che la gente poi legge e crede di capire a fondo, sentendosi quindi autorizzata a sparare cazzate a gogò.
E' incredibile, vero? Dalle litigate sui rigori non concessi si è passato alle discussioni incazzose sui vaccini, fino a insultarsi sul concetto di tempo! Ditemi poi se il web non ha cambiato il mondo! E' una cosa che nemmeno ai più geniali scrittori di fantascienza sarebbe mai venuta in mente.
Basta che uno menzioni il concetto di tempo e vengono fuori dalle prese adsl orde di troll, che citando Tesla si scatenano con le teorie più astruse, demenziali, e prive di qualunque costrutto, facendo mescoloni inenarrabili di ricordi delle scuole superiori e letture di Focus. Se in una discussione salta fuori lo spazio-tempo, col trattino, il troll del web lo devi sedare col Penthotal per tenerlo buono.
La domanda di tendenza di questo autunno-inverno è se esiste il tempo, e la conclusione molto trendy, da abbinare alla vibrazione universale, è che il tempo non esiste. Senza nemmeno chiedersi se la domanda stessa abbia un significato scientifico (non ce l'ha!) e senza chiedersi innanzitutto cosa significhi, dal punto di vista scientifico, dire che una cosa "esiste", si scatenano discussioni incredibili su questo argomento.
Non so, forse sono ritardatari di natura, o sono dello staff di Trenitalia, e stanno cercando di trovare una giustificazione nella scienza a questo loro difetto congenito. Sta di fatto che, per il troll del web, dimostrare che il tempo non esiste è al momento un sogno ancor più che una notte di sesso con una pornostar. La colpa, bisogna dirlo, è anche di Carlo Rovelli - che dio lo fulmini - che con la sua smania di flirtare con la filosofia de noantri scrive libri che la gente poi legge e crede di capire a fondo, sentendosi quindi autorizzata a sparare cazzate a gogò.
E' incredibile, vero? Dalle litigate sui rigori non concessi si è passato alle discussioni incazzose sui vaccini, fino a insultarsi sul concetto di tempo! Ditemi poi se il web non ha cambiato il mondo! E' una cosa che nemmeno ai più geniali scrittori di fantascienza sarebbe mai venuta in mente.











