Come distinguere qualcosa di scientifico dalla pseudoscienza? Sarebbe un bell'esercizio da proporre agli studenti a scuola, per far sviluppare lo spirito critico, e far comprendere le caratteristiche di un testo affidabile dal punto di vista scientifico rispetto a un testo che vorrebbe scimmiottare la Scienza, ma che sotto sotto di scientifico non ha nulla.
Vi propongo quindi questo "esercizio": andate in rete e cercate cosa sono le "energie sottili", uno dei pilastri su cui si basano molte pseudoscienze. E poi analizzate in modo critico le risposte che trovate. Io l'ho fatto, e voglio raccontarvelo.
Ma prima cerchiamo come la Scienza definisce il termine "energia", usando ad esempio questa definizione tratta dall'Amaldi:
Molto bene: ovviamente il "lavoro" in fisica ha una definizione ben precisa, in modo da essere calcolabile e soprattutto misurabile.
Adesso cerchiamo invece la definizione di "Energie sottili". Siccome non si trova sull'Amaldi o su altri libri di testo di fisica, bisogna rivolgersi a fonti sparse, e già qui cominciamo male! Però, siccome siamo di mente aperta, procediamo cercando in rete su siti dedicati. Ecco il risultato, tratto da https://www.energiesottili.it/
Titolo: Cosa sono le energie sottili e come si producono?
Il nostro corpo fisico è reso vivo e vitale da una struttura energetica generalmente invisibile, ma reale, fatta di forza vitale: le energie sottili. Questa struttura, che possiamo chiamare Corpo di Energia Sottile, è la “mente” e la memoria che guida il corpo fisico, i suoi organi e i suoi sistemi. È anche la guida degli stati di coscienza, delle emozioni, dei pensieri e della creatività.
Quando il Corpo Sottile è sano e carico di energia, siamo in salute e pieni di benessere. Quando si ammala, prima o poi compaiono sintomi sgradevoli, malesseri e infine malattie.
Le energie sottili (o energia sottile, anche al singolare) sono prodotte da ogni campo di energia densa — elettricità, magnetismo, luce, calore, gravità — e, allo stesso tempo, da ogni essere vivente.
Altre definizioni che si trovano in rete sono simili:
Col termine “Energie Sottili” si intendono tutte quelle energie che non sono misurabili con strumenti ufficiali, e di conseguenza non sono riconosciute dalla scienza ufficiale. Si contrappongono quindi a quelle che potremmo chiamare “energie dense”, ovvero tutte quelle misurabili con strumenti ufficiali.
L’energia sottile è semplicemente energia che non può essere misurata con accuratezza utilizzando gli odierni metodi scientifici.
Non è nulla di sovrannaturale, paranormale o spaventoso: è soltanto energia. Segue alcune (ma non tutte) delle stesse leggi della materia fisica, sua controparte. Le energie sottili operano su un piano o continuum differente da quello delle energie fisiche.
Il nostro corpo fisico è reso vivo e vitale da una struttura energetica generalmente invisibile, ma reale, fatta di forza vitale, ovvero (ciò che è lo stesso) di energia sottile. Questa struttura, che possiamo chiamare corpo di energia sottile, è la “mente” e la memoria che guida il corpo fisico, i suoi organi, i suoi sistemi.
L’energia sottile è prodotta da ogni campo di energia densa (elettricità, magnetismo, luce, calore, gravità, ecc.) e anche da ogni essere vivente. I campi di energia densa, come l’elettricità ed il magnetismo, ne producono di due modalità diverse: Plus, che ha un effetto attivante sugli organismi viventi e Minus, che ha un effetto sedatorio e inibente.
L’energia sottile si presenta inoltre con altre due modalità: energia pura ed energia congesta o sporca. L’energia pura attiva e nutre il corpo di energia sottile, quella congesta può trasformarsi in sintomi sgradevoli, in malesseri e perfino in malattie. Le energie congeste sono prodotte da tutte le apparecchiature elettroniche, in alcuni casi dal pianeta stesso ed anche da organismi malati. Perciò è essenziale vivere in un ambiente depurato, soprattutto sotto l’aspetto delle energie sottili, da ogni energia sporca, congesta ed ammalata.
Le energie sottili sono parte profonda e integrante della nostra realtà quotidiana (siamo composti anche di energia sottile) ed è indispensabile conoscerle a fondo per un buon equilibrio psico-fisico.
L’energia del tuo campo aurico, o dei tuoi chakra, non è misurabile con uno strumento ufficiale. La chiamiamo quindi “Energia Sottile”.
Bene: facciamo un bel respiro, posiamo il Kalashnikov che abbiamo inconsciamente caricato mentre eravamo presi dalla lettura, e passiamo in rassegna ciò che abbiamo letto.
Intanto impariamo che non sono riconosciute dalla "Scienza ufficiale". Come si riconosce la Scienza ufficiale da quella non ufficiale? E perché quella scienza non ufficiale non ce l'ha fatta a diventare ufficiale? Non ha passato i test a crocette? O magari è perché afferma cose che non stanno né in cielo né in terra? C'è un motivo per cui la scienza non ufficiale non riesce a diventare ufficiale, e fra un attimo ci arriveremo.
Innanzitutto notiamo in questo testo un aspetto molto interessante: le definizioni non sono semplicemente vaghe. Sono spesso reciprocamente contraddittorie. Della serie: buttiamoci dentro tutto, e alla fine chi legge qualcosa che fa al caso suo lo troverà!
Per esempio:
Le energie sottili sono prodotte dai campi elettromagnetici, gravitazionali e termici.
Sono qualcosa di diverso dalle energie fisiche.
Seguono alcune, ma non tutte, le leggi della materia fisica.
Sono inesauribili.
Possono essere pure oppure sporche.
Possono essere Plus oppure Minus.
Qui la cosa che deve farci riflettere è l'uso libero delle parole. Ad esempio: "L’energia sottile è semplicemente energia che non può essere misurata con accuratezza utilizzando gli odierni metodi scientifici." E se non puoi misurarla come fai a sapere che esiste? Lo hai detto tu, non me lo sono inventato! Se non puoi misurarla come fai a dire se c'è, se è tanta o se è poca?
Ma perché è così importante avere definizioni esatte e non ambigue delle quantità con cui abbiamo a che fare? La spiegazione è molto semplice, e ha un'importanza enorme: perché la Scienza costruisce il suo sapere cercando continuamente di controllare le sue affermazioni. Cerca di metterle in difficoltà, di trovare controesempi, casi in cui non funzionano, casi in cui è necessario fare distinzioni! Non si limita quindi a cercare conferme alle proprie affermazioni. Una teoria scientifica deve esporsi al rischio di essere smentita. E soprattutto deve consentire ad altri ricercatori, indipendenti da chi l'ha formulata, di verificarne le previsioni. Una caratteristica fondamentale delle pseudoscienze è invece la costruzione di concetti che sembrano avere un significato scientifico, ma che non vengono definiti, oppure vengono definiti in modo estremamente ambiguo.
Questo aspetto ha un'implicazione estremamente importante: l'uso di un linguaggio volutamente ambiguo e approssimativo, che utilizza termini non definiti e quindi non quantificabili tramite una misura, permette alle pseudoscienze di svincolarsi automaticamente da un aspetto assolutamente fondamentale e imprescindibile della Scienza: il controllo! Il progresso e l'evoluzione del sapere scientifico si basano infatti prima di tutto sul controllo e sulla verifica delle affermazioni scientifiche da parte di altri gruppi di ricerca indipendenti. La vaghezza del linguaggio pseudoscientifico è proprio lo strumento che permette alle pseudoscienze di prosperare, svincolandosi dal controllo.
Infatti come faccio a controllare queste affermazioni sul ruolo e sull'importanza delle energie sottili, se non so nemmeno definire cosa siano queste energie sottili, e se, per esplicita ammissione di chi ne sottolinea l'importanza, non sono nemmeno misurabili? O meglio (e qui entriamo nel (tragi)comico: non sono misurabili con strumenti ufficiali! Mi immagino in farmacia: "vorrei un termometro". "Guardi, mi dispiace ma quelli ufficiali li abbiamo terminati, ma se vuole mi è rimasto un termometro non ufficiale. Se lo prende le faccio lo sconto!"
L'uso di un linguaggio ambiguo, che pesca a piene mani in un dizionario di termini non definiti diventa quindi lo strumento per inventare e costruire un sapere che nessuno potrà mai contraddire. La vaghezza del linguaggio pseudoscientifico non è quindi un semplice difetto accidentale della spiegazione, ma è proprio ciò che permette alla spiegazione di sopravvivere alle obiezioni.
C'è poi un aspetto che non dovrebbe passare inosservato. La frase: Quando il Corpo Sottile è sano e carico di energia, siamo in salute e pieni di benessere. Quando si ammala, prima o poi compaiono sintomi sgradevoli, malesseri e infine malattie.
Qui il discorso diventa più serio. Non siamo più soltanto davanti a un uso improprio del linguaggio scientifico. Stiamo parlando di affermazioni che attribuiscono a un'entità assolutamente non dimostrata né misurabile e quantificabile un ruolo causale nella salute umana. E questo apre un problema importante: se attribuisco una malattia a un'alterazione delle energie sottili, sto proponendo una spiegazione alternativa a quella medica usando qualcosa di cui non so nulla. Se poi propongo anche trattamenti per riequilibrare queste energie, magari trascurando le terapie della scienza medica, il problema può diventare molto concreto. Quindi non si tratta soltanto di innocue fantasie linguistiche di qualche scocomerato new age. Quando a queste entità vengono attribuiti effetti sulla salute, e si propongono interventi per modificarle, il problema non è più soltanto lessicale. Diventa quindi doveroso e necessario chiedersi quali prove sostengano queste affermazioni e quali rischi comporti affidarsi ad esse.
E allora, come facciamo a distinguere un testo scientifico da uno pseudoscientifico? Non serve necessariamente essere fisici, biologi o medici. Possiamo cominciare ponendoci alcune domande molto semplici:
- I termini utilizzati hanno un significato preciso e non ambiguo?
- Le affermazioni sono verificabili?
- Esistono misure, esperimenti e osservazioni che permettano di controllarle?
- E soprattutto: chi propone una teoria accetta la possibilità che i suoi risultati possano dimostrare che ha torto?
Se le risposte sono negative, forse non siamo davanti a una nuova frontiera della conoscenza. Forse siamo semplicemente davanti a un linguaggio che imita quello della Scienza, prendendone in prestito le parole ma lasciandone fuori proprio la cosa più importante: il metodo.
