venerdì 11 agosto 2017

La proliferazione degli imbecilli

Umberto Eco disse, in un suo memorabile intervento, che Internet ha dato voce a legioni di imbecilli, la cui opinione un tempo restava confinata alle pareti del bar.

Non solo - mi permetto di aggiungere - ma ha consacrato il parere degli imbecilli a parere legittimo, e lo ha reso un punto di vista possibile, se non altro per il numero di persone che lo condivide, sia in rete che nel proprio cervello. Qualcuno afferma qualcosa di incredibilmente idiota, ma se in tanti lo leggono, ci mettono il pollice sollevato (invece del dito medio) e lo diffondono a loro volta, ecco che quell'idea demenziale e priva di senso diventa meravigliosamente un punto di vista condiviso e quindi condivisibile. A quel punto sostenere che così tante mosche non possono sbagliarsi se sguazzano nella merda, è un passo molto breve.



Non solo, ma la possibilità di condividere idiozie da parte degli imbecilli, e trovare riscontro fra colleghi ugualmente imbecilli, ha avuto due effetti interessanti dal punto di vista sociologico.

Il primo è farci sapere che gli imbecilli sono molti ma molti di più di quelli che sospettavamo.

Il secondo è che la diffusione di idiozie produce imbecilli. Poprio come le epidemie. E proprio come le epidemie, la diffusione delle idiozie sarebbe fortemente smorzata da un'immunità di gruppo, normalmente detta intelligenza. Invece è proprio quando la notizia idiota incontra tanti idioti sul suo percorso prima di smorzarsi, che diventa virale. Come il morbillo, uguale. Ma al momento, per la gioia degli antivaccinisti, il vaccino contro la stupidità non esiste ancora.

Infatti l'imbecille potenziale una volta era ben arginato, perché al bar, quando diceva che la terra era piatta e che le foto prese dallo spazio erano tutte finte, gli altri lo prendevano per il culo, e lui smetteva subito. Oppure se diceva che la poliomielite e il vaiolo sono scomparsi non grazie ai vaccini, ma solo perché oggi ci si lava più spesso le mani, gli amici lo mandavano a cagare senza mezzi termini, oppure, se si sentivano buoni, gli dicevano "va bene, ma adesso zitto che trasmettono i gol". Al bar, insomma, c'era una peer-review un po' rozza ma molto efficace, che invece su Facebook manca completamente.

Oggi infatti sui social puoi scrivere idiozie di qualunque tipo e qualcuno che ti crederà e condividerà quella idiozia lo troverai sempre, se quello che dici soddisfa la sua intima visione del mondo, che è giustappunto la visione del mondo di un idiota.

E in questo processo non solo fai implicitamente sapere a tutti che sei un imbecille, contrariamente a ciò che avveniva al bar, ma trovi comunque un ampio gruppo di gente che ti da ragione, e che ti dice che finalmente c'è qualcuno che ha il coraggio di sfidare il potere che ci tiene nascoste queste cose, e tutto lo sciocchezzario che si sciorina in queste situazioni. Che poi cosa ci guadagnerebbe il potere dal nasconderci che la terra è piatta non mi è chiaro. Che sia lo strapotere della lobby dei Proiettori del Mercatore?

Ma soprattutto non solo trovi gente che ti da ragione, ma ne trovi anche tanta altra che si sente stimolata dalle tue idiozie per partorirne altre affini. E' come quando uno lavora in un ambiente stimolante e creativo, e la cosa lo induce a sviluppare egli stesso idee innovative e interessanti. Qui è uguale ma in senso opposto: a sguazzare in mezzo agli imbecilli, un'idiozia tira l'altra.

Ad esempio se tu dici che le vaccinazioni sono pericolose, e che non c'è invece niente di negativo nel beccarsi il morbillo, non solo troverai gente che sarà d'accordo con te, ma qualcuno, stimolato da questa sfida contro i poteri occulti, ci metterà del suo e fonderà un gruppo del tipo "cercasi malati di qualunque cosa per far ammalare anche i miei figli, pur di non fargli la vaccinazione".

Giuro, è vero (fonte). Non mi sto inventando nente. C'è gente che su Facebook cerca malati di morbillo o di pertosse, AAAAA Abbacinanti (per essere i primi nella lista degli annunci), zona capoluogo e dintorni, automuniti, completissimi, massima serietà, no perditempo, in modo da far contagiare anche i figli. Infatti perché vaccinarli, se si possono fare 20 giorni a letto con la febbre, e magari anche qualche bella complicazione da ricovero? Gli imbecilli producono imbecilli, insomma.

Io non so se una volta gente del genere esistesse ma restasse nell'ombra. Forse sì, gli imbecilli sono una specie endemica di ogni regione e in ogni epoca. Magari anche fra i nomadi del Sahara c'è chi afferma che le patate fritte e le acciughe sott'olio sono il cibo adatto se parti in carovana per 20 giorni, e invece i poteri forti fanno credere che bisogna bere acqua.  Ma ho il sospetto che adesso Facebook e la rete non solo li hanno portati alla luce, come diceva Umberto Eco, dando loro un microfono per divulgare la loro demenza.

Ho il sospetto, che è ormai una convinzione, che Facebook e la rete siano anche il mezzo per amplificare e far proliferare la loro demenza. Per creare idiozia dall'idiozia. Perché diciamocelo: se uno collegasse un attimo il cervello e si fermasse a riflettere su quella frase "cerco malati di qualunque cosa per far contagiare mio figlio" si renderebbe conto di avere veramente superato il limite che conduce al subumano. E' una cosa talmente stupida, se osservata con un minimo di razionalità, che non ci si crede.  Visto che siamo in periodo di vacanza, potrebbero organizzare gruppi di contagiosi al mare: "Attenzione, ai Bagni Irma numero 28 è presente un bambino con la pertosse al culmine del contagio! Tutti i genitori con neonati sono invitati ad approfittarne".

Così come sconfina ampiamente nella farsa leggere uno sciachimista (il guru degli sciachimisti nostrani) che mentre scruta il cielo dal terrazzo scrive alla Cristoforetti: "studia!". Del tipo "ho visto cose che voi umani...", e invece sta diventando la regola.

E con questo finisco di farmi l'animo acido e vi auguro buon Ferragosto. E speriamo che il vicino di ombrellone abbia almeno l'Ebola, così se un domani dovessi partire per l'Africa sono già immunizzato e vado tranquillo, alla faccia di Big Pharma.










7 commenti:

  1. La frase completa di Eco è questa: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Contiene anche il secondo aspetto.
    Pensavo a questo proprio oggi in macchina e c'è anche un altro aspetto: la paranoia. Se uno è un po' paranoico ma non del tutto e sospetta che ci sia un complotto alle sue spalle ma non ne è proprio sicuro, essere circondato da persone normali smorza, come le barre di piombo nei reattori nucleari. Su internet invece trova altri semi-paranoidi che iniziano subito a risuonare sulla sua stessa lunghezza d'onda. Così ognuno trova conferma negli altri e si convince sempre di più di avere ragione. Anche la paranoia è epidemica.

    P.S. Dà, del verbo dare, vuole l'accento ;-)

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  2. Non sono d'accordo!

    Quando scrivi che nell'epoca pre-internet al bar l'imbecille veniva preso per il culo e la smetteva subito, non corrisponde a verità, a meno che tu stia parlando dei bar situati dentro le università! :D Ho esperienza diretta con parenti stretti che hanno un bar "normale", in un paese "normale" (senza università) e ho passato tanti anni a convincere i miei parenti baristi che certe cose che raccontavano i clienti non erano vere, ma io ero solo uno contro cento e più. E ricordati che una menzogna ripetuta tante volte diventa verità. E infatti spesso non venivo creduto dai parenti perché tutti dicevano il contrario, nonostante le fesserie fossero certe. (poi dopo mesi le fesserie venivano smentite in tv e venivo creduto ma questo è un altro discorso)


    Il fatto è questo: nell'epoca pre-internet gli imbecilli si riunivano in piccoli gruppi (es. nei bar) ed erano abbastanza isolati, è vero che non frequentavano solo un bar ma ne giravano alcuni, ma la propagazione delle fesserie era appunto molto lenta.

    Oggi la propagazione è istantanea e puoi farti sentire immediatamente in tutti i bar d'italia e del mondo. In più oggi vengono contagiati i "normali", ovvero quella categoria di persone che non ha tempo e voglia di informarsi ma segue il gregge. E se sentono una fesseria ripetuta tante volte e dappertutto, allora diventa vera, proprio perché la dicono tutti contemporaneamente. Ed è proprio questo il problema dell'epoca di internet: la propagazione istantanea. Mentre una volta, le persone normali non erano bersagliate contemporaneamente dalla stessa fesseria in tutti i luoghi che frequentavano (vacanze, lavoro, casa) perché appunto le fesserie si propagavano lentamente.

    Ed è per questo che io, riallacciandomi all'altro tuo post, sono favorevole a Burioni, agli urlatori, come strategia per fermare le fesserie, perché un "normale" se vede due persone che urlano non ha un gregge da seguire, al contrario se uno urla e l'altro risponde pacatamente, il normale segue l'urlatore (gli italiani sono così, rassegnati). Quelli che ascoltano il divulgatore pagato sono persone sopra la media, sopra i normali, e appunto sono la minoranza.

    Concludo dicendo che ultimamente mi sono un po' rassegnato, cioè chissenefrega se non vengo creduto, chissenefrega se la maggioranza paga a peso d'oro l'acqua energizzata e lo zucchero purissimo... chissenefrega se i miei parenti baristi hanno comprato la biowashball (pagata uno sproposito, non scherzo) e l'hanno usata per mesi... vorrà dire che la minoranza (che ha studiato e che si impegna per informarsi) non si farà fregare e per questo ne trarrà un vantaggio, come è giusto che sia. Scusate la lunghezza.

    Il pigro

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    1. errata corrige: divulgatore pacato (non "pagato", sigh)

      Il pigro

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  3. Mi permetto di suggerire il modello bidimensionale di Carlo M. Cipolla ne "Le leggi fondamentali della stupidità", anche se immagino tu lo conosca, viste le tue argomentazioni. Ad ogni modo, se il modello è universale, vale in ogni tempo, quindi c'è speranza, visto che siamo sopravvissuti nei millenni ai cretini. E come dice una mia collega: "La civiltà è l'umanità al netto della stupidità: e nonostante tutto nel tempo rimaniamo civili"

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  4. Il problema è che si 'riproducono' nel senso proprio che si accoppiano e si riproducono anche, almeno mettessero un freno alla loro propagazione ma no.
    I cretini hanno sempre una fiducia incrollabile nei loro due neuroni che vagano senza meta, un ego spropositato da palloni gonfiati, si credono 'intelligentissimi' e pensano che il mondo sia popolato da poveri imbecilli tra i quali essi soli troneggiano incontrastati.
    Sono quelli capaci di spiegare i numeri a Pitagora che sproloquiano su qualsiasi argomento senza conoscerlo magari persino parlando a uno che l'argomento lo conosce bene perchè è materia sua.
    Purtroppo sono immuni anche alle figure di merda che fanno a raffica.

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  5. Però la cosa del cercare contagi in realtà ha una storia antica, pre-vaccini, ed almeno in parte condivisibile.
    Mi dice mia suocera che se un bambino aveva la varicella incoraggiavano i propri figli ad andare a giocare con lui. In effetti, posto che le probabilità di prendersela prima o poi erano parecchio alte, meglio farsela ad 8 anni quando ha effetti meno gravi. Non avendo il vaccino!
    Invece sull'idiozia nell'oggi non c'è niente da dire. Ma volevo aggiungere questo tassello.

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