venerdì 29 gennaio 2016

Messaggi da un universo parallelo



Frasi in libertà dal fuffa-web


Oggi voglio postare una serie di pensieri e di frasi tratti da siti web new-age, filo-ufologici, auro-quantici, insomma... quella roba lì. Sono frasi prese qua e là, e le propongo senza commento, con il duplice scopo di far sorridere e di rincuorare il lettore. Sì, rincuorare, perché se magari qualche volta vi sentite depressi, pensate di non farcela, vi sentite soverchiati dalle difficoltà della vita e la vostra autostima è ai minimi storici, sappiate che in giro c'è anche gente del genere. E se ce la fanno loro, ce la può fare chiunque. Errori di battitura, spaziature, maiuscole, grassetto e quant'altro sono presenti negli originali. I titoli li ho messi invece io, per inquadrare meglio l'argomento. Ho omesso invece il riferimento ai link originali per mantenere l'anonimato degli autori di tali capolavori. Già devono convivere con loro stessi, e infierire maggiormente mi sembrava una cattiveria gratuita. E poi metti che un giorno debbano cercarsi un lavoro vero... Buona lettura.


DJ style: "Benvenuti amici, è il gruppo di trasformazione che vi parla. Siamo un gruppo di energie multidimensionali, composto dalla coscienza Arturiana, dalla presenza che voi chiamate arcangelo Uriel e altre energie di quinta dimensione presenti ora nel vostro tempo per aiutare il vostro sistema terrestre a confluire attraverso il portale della trasformazione che si sta manifestando ora, con la funzione di calibrare la griglia terrestre alle energie della quinta dimensione, consentendo al pianeta e alle coscienze umane allineate con tali energie di confluire attraverso il tunnel di quarta dimensione e preparando la terra al successivo salto quantico verso la quinta dimensione."
Grandi reportage: "In questo articolo analizziamo e proponiamo una panoramica su quelle categorie di persone che abitualmente, negli ambienti esoterici e in merito alla nuova coscienza, vengono definite starseed, Walk-in e operatori di luce. Queste anime sono essenzialmente sulla terra allo scopo di servire un piano divino di evoluzione e tutti e tre i gruppi sono servitori della luce e dell’umanità. "
Importante precisazione: "Questo articolo non è una canalizzazione ma è trasmesso attraverso la consapevolezza della coscienza collettiva della razza Arturiana di cui sono parte, e reca parte del messaggio che come Walk-in entrato qui in missione, mi spetta dare.  Queste informazioni le ho da quando sono giunto qui “passando attraverso”, e nonostante le avessi già – come potevo – divulgate,  penso sia necessario cercare di fare chiarezza su alcuni punti riguardo l’ascensione ed il momento storico attuale, spesso travisati o soltanto sommariamente assimilati"
Intento ammirevole: "Il motivo per cui ho deciso di venire sulla Terra in questo momento particolare è per contribuire al grande cambiamento in corso, attraverso il mio individuale lavoro e la diffusione dei messaggi che ricevo dai miei amici delle stelle e altri esseri di luce. Il mio lavoro e quello di molte altre persone in questo momento sulla Terra è un lavoro d’amore e fratellanza"
Da mettere nel beauty nei viaggi nel tempo: La malachite fa da specchio al subcosciente e lo purifica. Pietra da usarsi con consapevolezza poiché porta in superficie i blocchi inconsci aiutando a liberare il. chakra interessato. Utile nei viaggi a ritroso del proprio tempo. Induce il sonno e aiuta a sognare. Vitalizza il corpo mentale Sul piano fisico essendo una pietra che assorbe più che dare energia è ottima quando posta su parti malate o dolenti Rinforza il cuore e il sistema circolatorio. Allevia stress e tensioni. Favorisce il corretto funzionamento degli organi relativi al terzo chakra. E' di aiuto nella rigenerazione dei tessuti. La malachite può essere scaricata dopo l’uso sotto l’acqua corrente. 
Cristalli ricaricabili: Si ricaricano alla luna le pietre verdi, blu, viola non trasparenti (Sugilite, Ciaroite) e le pietre con spiccata energia femminile come la Crisocolla.
I cristalli destinati all’uso negli ambienti vanno purificati e ricaricati ogni uno o due mesi
I cristalli per uso personale devono essere purificati ogni due o tre giorni e ricaricati una volta alla settimana, lo stesso per quelli che si usano per la meditazione.
I tempi consigliati sono indicativi: vi accorgerete da soli che i cristalli con l’uso cambiano leggermente di colore, diventano più opachi e spenti.
Moderne tecnologie: "La tecnologia per l'invisibilità non s'utilizza a scopi di sicurezza nazionale, ma è principalmente usata per commettere crimini e omicidi da parte d'agenti coinvolti della polizia e delle loro cooperative". Attualmente, la tecnologia per l'invisibilità non è né utilizzata per scopi di sicurezza nazionale, né per il controllo crimini. Invece, viene usata per atti criminali. Che cos'è la tecnologia per l'invisibilità? In base a informazioni privilegiate da parte dell'ex presidente di Taiwan Chiang Kai-Shek, la tecnologia per l'invisibilità della Philadelphia Experiment testata durante la seconda guerra mondiale è stata sviluppata con successo per l'uso su esseri umani, negli anni dopo la seconda guerra mondiale dalla Marina degli Stati Uniti. Questa tecnologia per l'invisibilità, che viene creata con un campo materiale invisibile, ma porta alla levitazione (galleggiamento come un astronauta in assenza di gravità) e a diventare minuscolo come una formica (le stesse cose accadono anche all'apparecchiatura). È interessante notare che i loro scienziati non sanno ancora perché una persona diventa molto piccola nel campo elettromagnetico. Tuttavia, essi svilupparono due teorie (viaggio nel tempo e De - materializzazione) per coprire il segreto sulla riduzione a piccole dimensioni del personale invisibile.
Punzecchiature fra new-agers: "Energia cosmica è un termine oggi molto di moda. Quasi tutti parlano d'energia. E quasi tutti parlano di cure energetiche e si perdono, a volte, in disquisizioni aberranti sulle differenze, a livello terapeutico, fra un sistema energetico ed un altro. Tutti però, sembrano dimenticare una cosa: ciò che è in alto è come ciò che è in basso e ciò che è in basso è come ciò che è in alto per la meraviglia di una cosa unica. Il microcosmo o uomo, come insegnano i saggi, possiede tutto ciò che il macrocosmo o Universo possiede. (...) Come si può allora pensare che l'energia del Reiki possa essere più energia dell'energia del Ci o meno energia di quella del prona? L'energia è il verbo, la luce, la verità e la vita, ed essi sono lei. Se volete curare con l'energia, se volete Reiki, sforzatevi prima di tutto di rispettare e riconoscere l'energia con la sua relativa matrice divina ovunque si presenti e di qualsiasi velo si vesta"
Rileggere se non è chiaro: "La Coscienza è tutto ciò che esiste nell’Universo, e siccome è una sola, non può essere diversa dalla nostra.Ecco spiegato perchè l’Universo non ha volontà propria.Tutte le cose esistenti nell’Universo hanno al loro interno la nostra stessa Coscienza, e quindi devono necessariamente rispondere al nostro pensiero. Ma siccome il nostro pensiero lo governiamo noi e solo noi attraverso la nostra volontà, allora l’Universo non ha volontà propria, perchè quella volontà è una con la nostra. Rileggete questa frase più di una volta, se necessario.
Approvato dall'associazione oculisti della NASA: Guardare fisso il Sole è una pratica valida per sviluppare facoltà superumane e per guarire il corpo. Mai voluto essere in più di un posto alla volta? Esatto, sto parlando di abilità sovrumane che possono essere ottenute da chi segue il protocollo conosciuto come Sun-Gazing, “guardando il sole”, una pratica valida recentemente confermata dalla NASA. Molti sostenitori di questa antica tecnica, usata da molte culture come i Maya, gli Egizi, Atzechi, Tibetiani e Indiani, riportano non solo benefici di guarigionee alle comuni malattie, ma anche l’ottenimento di abilità da super umano come un’avanzata telepatia e l’aver non bisogno di cibo.
Dalla terza alla quinta senza passare dal via: "Noi dell’iperspazio  siamo anime evolute di un altro  sistema, pianeta o galassia, cui le missioni specifiche sono di aiutare la Terra e la gente del pianeta  cambiare dalla 3° alla 5° dimensione. siamo individui che riteniamo fattibile  la provenienza  dall’iperspazio .Sperimentiamo il dolore e il dualismo dello stato umano, ma a differenza di questi,   abbiamo  la sensazione di essere stranieri su questo pianeta. Troviamo il comportamento ed i motivi della nostra società imbarazzanti ed illogici. Noi dell’   iperspazio siamo spesso riluttanti ad essere implicati nelle istituzioni della società, per esempio nella sanità, politica, economica, ecc."
Mo me lo segno: La consapevolezza multi-dimensionale è lo sviluppo della coscienza delle otto dimensioni o manifestazioni della consapevolezza, che potrebbe aiutare nel processo di scoperta della propria vera identità.  Il solo modo per scoprire chi siamo è scoprire chi non siamo
Leggere a proprio rischio e pericolo: Attenzione questo articolo contiene elementi forti che potrebbero fungere da attivatori per i sopravvissuti della programmazione Monarch. I metodi sono incredibilmente sadici (lo scopo principale è quello di traumatizzare la vittima), ed i risultati sono raccapriccianti: la creazione di una schiavo mentalmente controllato, che può essere attivato in qualsiasi momento per eseguire qualsiasi azione richiesta dal gestore (handler). Mentre i mass media ignorano il problema, oltre 2 milioni di americani hanno subito gli orrori di questa programmazione.
Vibratore cosmico: "Un “messaggio vibrazionale” di risveglio e guarigione interiore profondail sole è una coscienza di unione tra maschile e femminile. Si avvale di frequenze provenienti dal Campo Cosmico Solare, agendo a livello quantico.Il Campo Solare informa l’individuo a tutti i livelli e lo riconduce al benessere“ricordandogli” la sua armonia originale, per effetto della risonanza."
Già che ci siamo!: Il Progetto Blue beam, secondo David Icke, “prevede l'uso di satelliti per proiettare in cielo immagini olografiche di U.F.O., Gesù, Maometto, Buddha, Krishna, la Madonna... Dal momento che i seguaci di ogni religione saranno convinti dell'avvento del proprio salvatore, le possibilità che si vada verso un conflitto planetario sono illimitate. Perché non annoverare tra gli strumenti per creare illusioni percettive ed ologrammi anche H.A.A.R.P. e le scie chimiche che, come appurato, fungono da gigantesco apparato trasmittente e ripetente? 
Uno scopo encomiabile: "Il contatto con le Coscienze Solari risveglia il Maestro Interiore o “Coscienza Solare” individuale, portandolo ad un senso di autonomia mentale e affettiva che gli permette di condividere realmente senza dipendenze. M. G. (nome reso anonimo, n.d.r) ha ricevuto il trattamento per via diretta e trasmette AQ dal 2003, sia a Genova che a Imperia. Dal 2013, forma le persone che, avendo completato il ciclo di 9 sessioni, si sentono chiamate a trasmetterlo a loro volta. Lo scopo è quello di creare una "rete di luce Solare in Terra" per realizzare la connessione diretta con l'Essere Divino Interiore di ogni singolo individuo."
E' ora di cambiare il frigo: "Durante gli ultimi esperimenti in corso condotti al CERN è stato notato che il "ronzio" della nostra Terra è cambiato, e da quel che possiamo leggere come riportato dal Live Science News Service in un rapporto intitolato "Il suono ronzante della Terra più misterioso che mai", affermante: La Terra emana un ronzio incessante di innumerevoli note completamente impercettibili all'orecchio umano, come una gigantesca sinfonia eccezionalmente tranquilla, ma l'origine di questo suono rimane un mistero."
E se fosse invece una puttanata?: "E se avessero ragione tanti storici dimenticati (Morozov, Hardouin, Isaac Newton, Fomenko, etc.) secondo cui il tempo tra l'epoca romana e la fine del medioevo non è esistito, semplicemente è stato inventato da Scaligero, confermato da Petavio e mai più messo in discussione da chi voleva essere ritenuto ragionevole?"
Previsione fallita: "Nel giugno 2013, avevo scritto che avremmo potuto assistere alla scomparsa della luna… Così non è stato, la luna continua a brillare in cielo, ma… qualcosa è successo. La luna è cambiata.  La luna si è rovesciata e lo mostrano vari video tra cui questo sulla SuperMoon che è uno dei più brevi. E’ in inglese, ma le immagini sono eloquenti. La luna che vediamo in cielo non è quello che pensiamo, non è un corpo reale; è un ologramma.
Bisognerebbe andarci piano con certa roba: "C’è un CRISTALLO nel “cuore” della Terra: si sta espandendo e dimostra una spiccata personalità oltre a un’incredibile autonomia rispetto al resto del pianeta. Il CRISTALLO ruota, infatti, più veloce del resto del pianeta, quindi è nella Terra, ma non è della Terra.
Suddiviso in due emisferi, simili, ma diversi a livello strutturale, il CRISTALLO può coincidere con il MOTORE PRIMO, cantato da saggi e poeti. Con i Suoi tanti movimenti liberi e indipendenti, è il Piccolo Sole che compone Suoni ed emette l’eterna ARMONIA, è la FONTE della VITA, la vera LUCE, che anima infiniti mondi."
Rammarico del piccolo sciachimista: "La pressione scende, ma spesso non piove ed è tutto coperto. Nessuno si chiede il perché."
Definizione rigorosa: I Fiori di Bach, terapia vibrazionale: I diversi rimedi sono la somma dell'azione congiunta dell'acqua e del fuoco, visto che gli elementi terra ed aria sono già presenti nel fiore, la pianta che li ha generati è difatti cresciuta fra la terra e l’aria del cielo. (...) Per informazione s'intende un messaggio vibrazionale positivo. Non è un concetto di principi attivi presenti nel fiore da un punto di vista chimico - fisico, ma piuttosto di principi energetici che ogni pianta possiede.
Domanda:  da qualke tempo ogni tanto mi capita di vedere per una frazione di secondo un'ombra passare, magari mentre sono in bagno che mi faccio la barba mi sembra di vedere con la coda dell'occhio un'ombra passare nel corridoio, oppure mentre mangio sempre con la coda dell'occhio e sempre nel corridoio però le ho sempre bollate come semplici impressioni, adesso che ci penso ricordo che qualche anno fà sono andato a trovare mio cugino in campagna di mattina, come facevo spesso visto che non lavoravo ne io ne mio cugino, e verso le 10/10:30 mentre lui preparava il caffè davanti la finestra (io ero accanto a lui) abbiamo visto passare tipo una persona dietro la rete verso il cancello, è stata una frazione di secondo ed è subito sparita dietro il cancello che è in legno, allora ho guardato mio cugino e gli ho detto "ma lo hai visto?" e lui è scoppiato a ridere e mi ha detto "si", io gli ho risposto "che c***o ridi?" gli ho detto di stare davanti la finestra che io sarei uscito a vedere chi c'era dietro il cancello (ripeto che il cancello è in legno quindi non si vede chi c'è dietro, e ho aspettato circa 30 secondi per uscire xkè nella sua campagna era la norma visite di suoi amici senza preavviso, anche se non c'era nessuna macchina  ho voluto aspettare lo stesso per vedere se qualcuno lo apriva) quando sono uscito e mi sono avvicinato al cancello che dista circa 10 metri dalla villa ho aperto il cancello e non c'era nessuno....ma tornando a quello che mi è successo pochi giorni fà, ero in cucina e aspettavo che si cuocesse la pasta ho visto un'ombra passare nel corridoio verso la mia stanza ma questa volta l'ho vista molto nettamente rispetto alle altre volte, e siccome per ora nel mio palazzo stanno rifacendo il prospetto e avendo lasciato la finestra della mia stanza aperta ho avuto paura che qualke ladro fosse entrato tramite l'impalcatura, allora mi sono precipitato nel corridoio e poi verso la mia stanza ma non c'era nessuno, ho controllato tutte le stanze anche sotto i letti ma niente. Mio padre non si è accorto di nulla mentre mia madre mi ha visto partire diretto e con la faccia seria verso il corridoio infatti quando sono tornato mi ha chiesto cosa era successo e io ovviamente gli ho risposto "niente". Solitamente sono molto scettico quando leggo qualcuno sul forum che riporta esperienze strane che gli sono capitate, vi assicuro che mi è successo veramente, forse si tratta di una mia impressione però volevo sapere se anche a voi è capitato qualcosa del genere."

Risposta: Ciao
posso garantirti che non sei il solo... molte volte vedo con la coda dell'occhio delle ombre che velocemente si nascondono... Non sei l'unico fidati è un pò che mi succede non dico tutti i giorni ma molto spesso di vedere queste cose..........ricordatevi noi non abbiamo le capacità di vedere com'è realmente intorno a noi....ma fidatevi che non siamo mai e poi mai soli."

lunedì 25 gennaio 2016

Perché il bufalo soffre mentre il leone se lo mangia?

Difficile da spiegare senza Darwin


L'altro giorno stavo guardando un documentario sulla savana. Un gruppo di leoni aveva accerchiato e isolato un bufalo, lo aveva atterrato, e aveva iniziato a mangiarselo. Classica scena da savana, insomma. Solo che, mentre i leoni banchettavano infilando frenetici il muso nella sua pancia, il bufalo era ancora vivo. Lo si capiva perché sgambettava, e ogni tanto riusciva ad alzare un po' il collo, liberandosi per un attimo dalla presa della leonessa addetta al soffocamento, per muggire disperato. 

Il commentatore diceva che è tipico, per i bufali, essere mangiati vivi. Eh sì, perché un bufalo non è una gazzella, che basta stringerle un po' il collo e quella schiatta. No, il bufalo la natura l'ha fatto bello grosso e robusto, e i leoni ci mettono un po' a farlo fuori. Però, siccome a questi ultimi non piace aspettare che la minestra si raffreddi, anche se non è proprio morto se ne fregano e iniziano a mangiare lo stesso.

Di fronte a questa scena ho provato ad entrare nella testa di quelli che non credono all'evoluzione Darwiniana. Di quelli che "dietro c'è chiaramente un progetto". Quelli che "non è possibile che alla giraffa gli si sia allungato il collo per caso" (perché poi questi non credono nell'evoluzione ma non capiscono neanche una mazza di quello che è realmente l'evoluzione). Quelli che "come avrà mai fatto la lince a farsi venire i puntini per mimetizzarsi", etc. Quelli che, insomma, vedono di fronte alla "perfezione" della natura la mano di un disegnatore, qualunque cosa esso sia.

Ho messo le virgolette, perché su questa presunta "perfezione" della natura ci sarebbe in realtà molto da ridire. Non si capisce, tanto per dirne una, perché la natura, così "perfetta" e "disegnata" abbia prodotto e fatto vivere per 200 milioni di anni i dinosauri facendoli diventare grandi come palazzi, per poi cancellarli da un giorno all'altro e lasciarci in eredità solo qualche lucertola, tutto questo per dare spazio ai mammiferi, che fino a quel momento stentavano a farsi notare. Un disegnatore "intelligente", visto che a tanti piace usare questo aggettivo, avrebbe saltato tutta la prima fase e sarebbe passato direttamente alla seconda, no? Invece la natura "perfetta" sviluppa una miridade di specie animali e vegetali ma poi le basta un'eruzione vulcanica un po' incazzosa, un asteroide di taglia un po' più abbondante del solito, una Pangea che si muove, una corrente marina che ti cambia di direzione, e capace che ti fa scomparire il 70% delle specie viventi come niente, buttando nel cesso il lavoro di qualche centinaia di milioni di anni. Ci sono indubbiamente disegni più perfetti.



A parte questa digressione sulla presunta "perfezione" della natura, di fronte alla scena del bufalo mangiato vivo dai leoni viene da chiedersi: perché il bufalo soffre? Sembra una domanda stupida ma non lo è. Non lo è perché la natura è stata capace di mettere in atto innumerevoli stratagemmi per far vivere "al meglio" gli esseri viventi e dare loro spazio nell'ecosistema. Rende mimetici esseri lentissimi come il camaleonte, manda in letargo gli animali che hanno bisogno di molto cibo quando il cibo non si trova, rende la pelliccia folta quando è freddo e rada quando è più caldo, fa vedere gli infrarossi (gli oggetti caldi=vivi) ai serpenti, perché dal basso in mezzo all'erba scorgere un topo con la sola vista non sarebbe proprio l'ideale, e insomma, si è inventata trucchi incredibili per dare spazio a tutti. Perché, nonostante questi "capolavori", non è stata capace di risolvere questo annoso problema dei bufali (e non solo dei bufali), e di fargli magari secernere qualche sostanza per staccare la spina e trapassare dignitosamente prima che il leone gli tiri fuori le budella?  Perché, invece, la natura ha prodotto il bufalo sufficientemente forte e resistente da farlo addirittura restare vivo e cosciente mentre i leoni se lo mangiano, facendogli quindi passare sofferenze inaudite? Perché su questo aspetto la natura, in altri casi tanto "perfetta", è stata così latitante? 

E più in generale ci si dovrebbe chiedere: perché non solo la morte, ma anche la vecchiaia, è spesso accompagnata da sofferenza? In fin dei conti è un problema diffuso tra tutti gli esseri viventi, uomini compresi, mica solo tra i bufali, e dal punto di vista di chi sostiene la teoria del disegno intelligente non si capisce come mai abbiamo una fisiologia che ci fa battere il cuore senza che dobbiamo stare a pensarci, ci fa respirare, digerire, ci fa piacere il sesso, ci fa sentire fame per farci capire quando è ora di immettere energia e ci fa sentire sazi quando un altro piatto di lasagne sarebbe controindicato, ci da un sistema immunitario che passa continuamente il tempo a distruggere virus e batteri in arrivo dal mondo esterno anche a nostra insaputa, eppure quando la morte si avvicina tutti quanti si defilano, e ci lasciano nella merda. Perché la natura smette di essere "perfetta" quando siamo vecchi e è il momento di morire?

Non so che risposta abbiano quelli che non credono all'evoluzione. Non so se pensino che il bufalo debba espiare qualche colpa, o se si rifugiano nell'imperscrutabilità del tutto. Invece la risposta che da l'evoluzione a questa domanda solo in apparenza banale è la più ovvia e la più semplice possibile: il bufalo soffre quando muore perché non farlo soffrire non servirebbe! Non servirebbe a quello che è il motore dell'evoluzione della specie, e cioè la perpetuazione della specie. Non soffrire quando si sta per morire non aiuta a perpetuare la specie!

L'evoluzione si basa su una tautologia, un'ovvietà: gli individui che riescono a procreare sono quelli che riescono a crescere, diventare adulti, e quindi superare "bene in forma" le difficoltà dell'ambiente naturale in cui vivono. E quindi questi individui sono quelli che hanno i geni "giusti" da permettere loro di crescere sani, arrivare ad accoppiarsi, e procreare. Geni "non giusti" semplicemente non permetterebbero questo risultato. Ma non c'è nessun disegno, nessuno che si sia messo a scegliere i geni buoni da quelli sbagliati! Il tutto avviene a posteriori. Se il leone avesse avuto i geni tali da fargli spuntare i campanellini sulla coda, o le bande catarinfrangenti arancioni sulla pancia come quelli dell'ANAS, quei geni avrebbero avuto scarso successo nell'essere tramandati, perché quel leone sarebbe morto di fame prima di diventare adulto e riuscire ad accoppiarsi. A posteriori sarebbero stati geni "sbagliati". I geni "buoni" sono quelli che hanno maggiore probabilità di essere tramandati perché garantiscono all'essere vivente quelle caratteristiche che lo rendono più idoneo a superare le difficoltà dell'ambiente, tanto da arrivare a procreare. No geni giusti, no party! La selezione della specie è tutta qui, di una semplicità incredibile.

E' tutto qui il succo del problema: arrivare a procreare. E quindi si capisce che morire senza sofferenze è una caratteristica del tutto inutile in quello che viene selezionato dall'evoluzione. Quando si muore, per il semplice fatto che si sta morendo, il fatto di farlo serenamente attuando meccanismi fisiologici che sopprimano il dolore non aiuterà comunque a tramandare i tuoi geni a nessun altro! Non è qualcosa su cui il meccanimso evolutivo agisce. Se un bufalo, in base a una fortuita mutazione, sviluppasse dei geni che gli fanno percepire un piacevole solletico quando il leone gli strappa le budella, questo non lo favorirebbe in nessun modo nell'adattamento all'ambiente tanto da tramandare i suoi geni speciali meglio dei bufali che quel gene non ce l'hanno. E siccome la natura è molto economica nelle sue "scelte" (virgolettato perché la natura non pianifica nessuna scelta), le cose che non servono vengono automaticamente scartate. E quindi la configurazione favorita resta quella di default, cioè che se uno ti sbrana la pancia provi dolore, molto dolore (perché il dolore, da vivi, permette di rendersi conto che c'è qualcosa che non va, ed è uno strumento fondamentale per proteggere l'organismo e crescere senza farsi male da soli, e quindi arrivare a procreare).

Questa cosa dell'economia della natura risponde a quelli che sostengono, non si sa bene in base a quali prove, che sfruttiamo solo il 10% del cervello (o il 5, o che altro, non c'è grande accordo sulle percentuali, nonostante Facebook stia aiutando a convergere tutti sul 10%). Avere una capa tanta e tenerla in vita ma non farla funzionare costa. Costa cibo e risorse sottratte al resto dell'organismo, nonché aumenta la possibilità di ammalarsi o di essere più vulnerabile. E quindi sarebbe un fattore sfavorevole, che penalizzerebbe quegli individui, tagliandoli fuori dalla corsa evolutiva. E' come dover andare avanti con uno stipendio da cassintegrato e ostinarsi a vivere in affitto in un superattico a piazza Navona sfruttandone però solo una stanza. E' una scelta che non paga. Molto meglio prendersi un monolocale e usare quei soldi in un modo più proficuo. Altrimenti, se fosse vera questa storia del cervello che uno se lo tiene lì ma non lo usa (non si sa mai, un domani, dovesse tornare utile...), il mondo sarebbe pieno di elefanti con le ali (che non le usano ma le tengono lì, hai visto mai), papere con i canini (sempre non usati), bradipi con le sacche natatorie, etc. Una natura che ha fornito gadget di qua e di là, ma che non vengono mai usati. Non funziona così, anzi, appena uno smette di usare qualcosa, tipo noi la coda, o il cavallo le dita, quella cosa si atrofizza e prima o poi scompare e ne resta solo un pietoso ricordo. Una cosa che dovrebbe far preoccupare certa gente abituata a usare così poco il cervello.

domenica 17 gennaio 2016

Digital divide: ognuno ha il suo

Riflessioni semiserie sulla padronanza delle nuove tecnologie


Mio padre all'età di 85 anni ha voluto il PC. Oddio, non ha proprio insistito, anzi non l'ha nemmeno chiesto, ma era da un po' che si capiva che gli sarebbe piaciuto ma non aveva il coraggio di dirlo, sempre a buttare lì "...eh, certo, se uno avesse il computer...", e ogni volta che gli facevo vedere casa sua dal satellite di google earth sembrava un bambino di fronte alla vetrina dei giocattoli.

E quindi a un certo punto gli ho comprato un portatile. Gli ho spiegato le cose fondamentali mentre lui, diligente come uno scolaro del primo banco, prendeva appunti. Dentro di me ero convinto che sarebbe stata una mission impossible, e invece tutto sommato se la sta cavando bene. Per lo meno ci passa il tempo, che a 89 anni - età che ha adesso - non è male.

Certo, quando vado a trovarlo devo fargli tutti gli aggiornamenti, perché al telefono mi dice "mi ha scritto il computer che devo cambiare firefocs". Per lui "il computer" è una specie di entità vivente, come Hal di 2001 Odissea nello spazio, che gli parla direttamente.

Certo, ogni tanto mi dice che "non c'è più gmail" (l'hanno tolto durante la notte e il primo al mondo a protestare è mio padre).

Certo, crede che tutto quello che si trova su internet qualcuno lo abbia messo dentro al suo computer. Qualcuno che sa tutto di tutto, dalla relatività generale alla vita privata di Balotelli.

Certo, prende per oro colato tutto quello che c'è scritto sul computer, e mi dice cose tipo: "il computer dice che il kiwi fa molto bene, ma le patate è meglio evitarle".

Certo, crede che Skype sia Sky per i computer, e non c'è verso di farglielo pronunciare correttamente.

Certo, per motivi misteriosi gli scompare sempre il simbolo dell'altoparlante in basso a destra, oppure quello del microfono, e quando ci parlo con Skype ci guardiamo col video del PC ma per sentirci a vicenda dobbiamo usare il cordless.

Certo, con frequenza settimanale mi dice che va tutto bene ma non riesce più a masterizzare i CD.

Certo, non si capisce perché debba masterizzare i CD mettendoci sopra i files che ha già sul PC.

Ma a parte tutto questo si è scansionato da solo (perché gli ho comprato anche lo scanner!) qualche centinaia di foto di suo padre (mio nonno) quando era in Albania durante la guerra, un'impresa che a tavolino avrei giudicato più complessa di un viaggio umano su Marte, e invece ci è riuscito. Certo, invece di salvare tutte le foto in un'unica cartella ha creato una cartella per ogni singola foto, e le ha archiviate tutte annidate una dentro l'altra, tutte con lo stesso nome, in uno spaventoso loop di cartelle dentro altre cartelle che anche a volerlo fare apposta prima o poi qualche file salvato normalmente sarebbe scappato a chiunque, ma non a lui.




E' il digital divide, ovvero la difficoltà per chi è cresciuto nell'epoca pre-informatica di interagire con i computer e la tecnologia moderna. E' quella "sindrome" che si manifesta in tutto il suo fulgore quando vedi la gente al reparto verdura della Conad che per selezionare le carote sullo schermo touch spinge la bilancia col dito fino a farla inclinare di 45 gradi. Io ci rido, ma in realtà c'è poco da ridere.

Sì, perché ho parlato di mio padre, ma adesso parliamo del figlio di mio padre...

Il figlio di mio padre fa il ricercatore in fisica delle particelle, e fino ai primi anni 2000 per il suo lavoro utilizzava il Fortran. Il Fortran era il linguaggio di programmazione scientifico per eccellenza, quello usato per fare analisi dati (gli informatici dicevano: "il Fortran!!! Ma sei matto!!!!" Ma è un linguaggio da trogloditi!).

Dicevo che il figlio di mio padre nei primi anni 2000 usava il Fortran, e lo sapeva anche usare bene. In Fortran scriveva subroutines, concatenava programmi, usava i common con nonchalance e si permetteva addirittura virtuosismi tipo fare il prodotto al posto della divisione, quando era possibile, perché era un filo più veloce, anche se solo un filo. 

E insomma col Fortran il figlio di mio padre ci sapeva fare tutto quello che gli serviva. Non solo, ma lo sapeva fare anche velocemente. Tu gli davi uno schermo vuoto, e lui capace che in un paio d'ore te lo riempiva con un "toy Montecarlo" che generava in modo casuale n eventi distribuiti secondo una distribuzione predefinita, e studiava come le fluttuazioni statistiche potevano influenzare il risultato di un'analisi.

Il figlio di mio padre sapeva anche capire cosa faceva un programma in Fortran scritto da altri, cosa che ti capita spesso di dover fare se per lavoro fai il ricercatore. Ti danno qualche decine di migliaia di righe di codice e devi capire dove sta la parte che ti interessa, come passano le variabili da una parte all'altra del programma, etc. Il figlio di mio padre tutto questo lo sapeva fare bene.  Non era sicuramente un programmatore provetto, cosa che peraltro non gli interessava proprio, ma se la cavava più che bene per fare il lavoro di ricercatore. Eh sì, perché lo scopo di un ricercatore non è quello di programmare da dio (cosa che agli informatici non sta proprio in testa) ma quello di produrre risultati scientifici, o che vorrebbero essere tali. Il computer, per un ricercatore, non è il fine ma un mezzo.

Poi però, un po' dopo il 2000, come la locomotiva di Guccini lanciata contro l'ingiustizia (l'ingiustizia, secondo gli informatici, era il Fortran), nel mondo della fisica delle particelle prorompe il C++.

Per uno che di mestiere non fa l'informatico, nato e cresciuto con il Fortran, guardare per la prima volta un programma scritto in C++ è paragonabile a un'esperienza paranormale. E' come guardare una cosa palesemente assurda e chiedersi dove sta il trucco. E anche per il figlio di mio padre è stato così.

Tipo quando spulciava un codice (scritto da altri) per capire dove stava la parte importante, quella che "faceva" le cose, e quando credeva di averla trovata scopriva che la parte importante non faceva niente. "Sembrava" non fare niente! Due righe di codice in tutto. Si aspettava, il figlio di mio padre, di trovare un'iradiddio di roba, for, if, else..., e invece c'era soltanto qualcosa messo fra parentesi, qualche "&" qua e là, una lista di nomi e basta, finito. Doveva calcolare l'energia di una particella? Bastava metterci di fianco "E()", e quello gli dava l'energia. Non era una particella sola ma cento? Sempre "E()" di fianco, uguale. Non era nemmeno una particella ma un'altra cosa? Sempre "E()". Era un Minollo? "E()"! Per trovare l'energia di qualunque cosa bastava appiccicarci di fianco "E()".

Che gli veniva da dire, al figlio di mio padre, "macheccazzo, ma che è, "intelligente" questo programma?" Capisce da solo cosa deve fare? Come i computer dei film, dove l'attore preme quattro o cinque tasti, che senti in sottofondo un clic clic clic frenetico, e il computer in un paio di secondi ti scopre il bosone di Higgs e ti fa vedere il valore della massa bello lampeggiante a tutto schermo. L'impatto col C++ per uno che viene dal Fortran è uguale.

E quindi, siccome non si può andare contro l'innovazione, e bisogna farsi coraggio e scendere dagli alberi (avete mai letto "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene"? Leggetelo, è divertente) il figlio di mio padre, a metà strada fra i 40 e i 50, si mette il cuore in pace e comincia a studiare il C++.

E scopre una cosa. Scopre che se vai per i 50, e sei cresciuto col Fortran, e vuoi riciclarti nel C++, un laureando che da subito ha studiato C++ (e se ne fotte di non sapere neanche cos'è il Fortran) è molto ma molto più bravo e veloce. Può anche avere 300 pubblicazioni scientifiche su prestigiose riviste internazionali, e avere presentato il suo lavoro a importanti conferenze, ma non c'è comunque storia. Come quei bambini italiani all'estero che a un anno vanno all'asilo e parlano l'inglese molto ma molto meglio del padre e della madre, nonostante il capitale speso in corsi alla British, e li correggono quando "the" lo pronunciano "ze".

E quindi adesso il figlio di mio padre, sì, d'accordo, ha imparato il C++, ma in pratica lo usa come se fosse il Fortran. Come usare la Ferrari per andare da casa all'Ipercoop. Non so se il C++ può essere paragonabile alla Ferrari (gli informatici avranno da ridire di sicuro, "il C++!!! Ma sei matto!!!", Ma è un linguaggio da trogloditi! (qualunque linguaggio voi usiate, gli informatici vi diranno sempre che fa schifo e vi consiglieranno: "Usa piuttosto il XGh_7.2!!!!", noto a loro e altre 12 persone al mondo)). Notate per favore la finezza della doppia parentesi aperta e chiusa nell'inciso precedente, molto nerd, proprio per accattivarsi gli informatici dopo tutto questo sparlarne.  Sto divagando.

Dicevo che il figlio di mio padre adesso, per lavoro, programma in C++, ma se gli dai uno schermo vuoto e gli dici di scrivere un toy Montecarlo che simula gli eventi e studia la statistica e fa i plot e tutto quanto, ci mette il triplo del tempo di quando usava il Fortan.

E poi senza un template, un esempio di programma, il figlio di mio padre è perso.  Dovrebbe stare continuamente a consultare il manuale per ogni riga di codice, perché non si ricorda mai se ci va la virgola, i due punti, la &, la quadra, la graffa.... E' come il pane fatto con la pasta madre, che se finisce la pasta madre non puoi più fare il pane. Come i vermetti per fare lo yogurt, che se ti muoiono niente più yogourt. Il figlio di mio padre col C++ è uguale.

Il figlio di mio padre programma in C++ e ci fa l'analisi dati a LHC, ma non c'è niente da fare, un dottorando di 25 anni in confronto va come un eurostar. E se c'è un problema, è al dottorando che deve chiedere, mentre una volta, col Fortran, era il contrario.

Il figlio di mio padre quando "applica un metodo" in C++ mette il punto, e se poi quando compila dà errore, allora lo sostituisce con la freccetta, perché se non è uno è l'altro (informatici, ridete, dai! Questa la capite solo voi, è il vostro momento! Così vi svagate un po'!).

Il figlio di mio padre compila anche dopo aver aggiunto un semplice commento, perché col C++ non si sa mai, se per caso ti dimentichi di chiudere una graffa ti sputa fuori 8000 righe di errore ma non ti dice che non hai chiuso una parentesi.

Il figlio di mio padre, insomma, di fronte alle nuove tecnologie informatiche appare a un dottorando, a un laureando, a un borsista che ha la metà dei suoi anni, come mio padre appare a me: un imbranato un po' tenero, che si ostina a usare cose più grandi di lui facendo una fatica bestia. Uno che tutto sommato ce la fa, ma ci mette dieci volte più tempo di chi ha 30 anni di meno. Insomma, uno di quelli che a scuola ai colloqui alla madre le dicevano (un po' sottovoce, per non offendere): "signora, suo figlio lo sa anche lei.... è quello che è... però ha di bello che è tanto volenteroso!"

Il figlio di mio padre si autoconsola dicendosi che se a Fermi a un certo punto sul più bello gli avessero imposto il C++, col cavolo che adesso lo leggevamo sui libri di fisica. Ti immagini Fermi che diceva agli altri del gruppo di Via Panisperna: "ragazzi, oggi sono bloccato, sono passati a scientific linux 6 e non compila più niente!" (ma forse Fermi ce l'avrebbe fatta lo stesso anche col C++. Forse, ma non è detto!).

Ma soprattutto il figlio di mio padre sa, facendo il mestiere di ricercatore, che proprio per questi motivi oggi più che mai la ricerca è fatta soprattutto dai giovani, e che, tanto per dire, senza i giovani non esisterebbe LHC, non si sarebbe scoperto il Bosone di Higgs e più in generale non si potrebbe fare niente di quello che adesso chiamiamo scienza. Perché il digital divide prima o poi colpisce tutti, ricercatori qualunque e premi Nobel, ma per fortuna c'è sempre qualcun altro sufficientemente giovane e con la mente pronta che sa prendere il testimone e andare avanti.






martedì 12 gennaio 2016

L'uso del paracadute e il pluralismo dell'informazione

Che ognuno possa dire la sua!


Gli abitanti del pianeta Dementhys, dalla parte opposta della Galassia rispetto a noi, sono noti per il grande rispetto nel garantire il pluralismo dell'informazione. Non si sono sottratti a questa logica neanche ieri sera quando, su un'importante rete televisiva nazionale, è andato in onda un programma sull'uso del paracadute.

Proprio per garantire alle opposte fazioni di poter esporre liberamente i propri punti di vista senza preconcetti né censure, il dibattito vedeva contrapposti un rappresentante dei sostenitori dell'importanza dell'uso del paracadute, e un esponente del movimento contrario all'uso di questa tecnica. In tal modo ai telespettatori viene dato modo di formarsi una propria opinione valutando le motivazioni delle opposte fazioni, e quindi scegliere liberamente qualora debbano lanciarsi nel vuoto. La democrazia e la liberta portata all'estremo, sostengono su Dementhys.

Il rappresentante dei sostenitori dell'importanza dell'uso del paracadute nel prevenire incidenti mostra in un grafico come il numero di vittime nei lanci si sia drasticamente ridotto proprio in concomitanza con l'introduzione dell'uso del paracadute. Il paracadute, egli afferma, è una pratica del tutto sicura, come testimoniato da un grande numero di studi scientifici sull'argomento (anche in doppio cieco), e proprio a causa della sua grande diffusione è continuamente tenuta sotto controllo dagli esperti del settore. Gli eventuali sfortunati casi di suo malfunzionamento sono molto rari, e in ogni caso infinitamente inferiori in numero ai casi di incidenti anche molto gravi dovuti al suo non uso.

Contrapposto a questa opinione, il rappresentante del movimento anti-paracadute, che per inciso sta prendendo sempre più piede su Dementys, anche grazie al tam tam sui social network, smentisce categoricamente queste affermazioni. Non solo non ci sono prove della diminuzione del numero di incidenti in seguito all'introduzione del paracadute, egli afferma, ma il paracadute stesso causa spesso traumi e distorsioni alle articolazioni, slogature e altri effetti collaterali in fase di atterraggio, che si sarebbero potuti evitare tranquillamente senza l'introduzione di questa pratica non soltanto inutile, ma, alla luce dei fatti, addirittura dannosa. 

In realtà, egli afferma, la riduzione degli incidenti in seguito a caduta da grandi quote non è affatto dovuta all'uso del paracadute, ma al migliorare delle condizioni igienico-sanitarie e ad un'adeguata alimentazione.  Le grandi multinazionali che producono poliammide (il materiale con cui si costruiscono i paracadute, n.d.r.), egli sostiene, hanno invece grandi interessi economici a sostenere il contrario, e a diffondere l'uso di questa inutile pratica. La prova dell'inutilità del paracadute, egli sostiene, è che i suoi  figli si sono lanciati senza paracadute eppure non è successo niente e stanno benissimo. Il rappresentante dei filo-paracadute ribatte facendo notare che è perché si sono laciati legati a uno che aveva il paracadute. Il suo oppositore da par suo risponde che il giro di affari dietro ai paracadute è il vero motivo per cui le multinazionali si adoperano per il suo utilizzo capillare.

Demenziale a sufficienza? D'altra parte dagli abitanti del pianeta Dementhys cosa potevate aspettarvi? Bene, questo è quello che certi vorrebbero accadesse quando sui mezzi di informazione si parla di vaccini. 

Domenica sera il programma Presa Diretta ha mandato in onda un'accurato servizio sui vaccini. La puntata può essere visionata qui. I detrattori delle vaccinazioni si sono indignati, perché il programma - dicono - ha sostenuto in modo parziale le tesi della scienza medica denigrando allo stesso tempo le motivazioni degli antivaccinisti in quanto non supportate da evidenze scientifiche, se non addirittura il risultato di frodi e menzogne. Si sono indignati perché il programma non ha dato pari peso alle loro opinioni. Si sono indignati perchè il conduttore avrebbe dovuto essere imparziale e dare altrettanto tempo e opportunità a chi è contro i vaccini, presentando i due punti di vista come equivalenti. Come se le due opinioni fossero equivalenti. Come se la scienza fosse una questione di opinione. Evidentemente gli antivaccinisti vorrebbero vivere su Dementhys.

martedì 5 gennaio 2016

Più morti in Italia nel 2015: prego, ognuno dica la sua!

Sempre della serie "occasioni perse per tacere"

Alcuni giorni fa l'ISTAT ha reso noto un dato che ha suscitato un certo subbuglio: nel 2015 il numero di decessi in Italia è aumentato dell'11,3% rispetto al 2014. In pratica 68000 decessi in più da un anno all'altro, su una media di più o meno 600000. Il Prof. Blangiardo, dell'Università di Milano Bicocca, commenta (fonte) : “Il dato è impressionante. Ma ciò che lo rende del tutto anomalo è il fatto che per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918".

Numeri da guerra mondiale, quindi. Cosa può essere successo? Statistiche del genere, potete immaginarlo, sono un piatto troppo succoso per i tuttologi, quelli che quando succede qualcosa hanno subito l'ipotesi pronta, la teoria già preconfezionata da propinare all'opinione pubblica. Quella che l'importante è spararla con convinzione, che tanto c'è di sicuro chi ci crede, e poi anche se non è vera chi se ne frega. E ovviamente c'è chi l'ha fatto, perdendo la solita ottima occasione per tacere.

Ma prima vediamoli, questi dati, Perché come sempre, prima di reagire come un Cane di Pavlov, il buon senso vorrebbe che si controlli che cosa effettivamente essi dicano.

Intanto non sono affatto dati definitivi che si riferiscono a tutto il 2015, ma sono estrapolazioni dai primi 8 mesi dell'anno (fonte). Da gennaio a agosto di quest'anno il numero di decessi è stato maggiore dell'11,3% rispetto all'analogo periodo del 2014. In pratica se l'aumento percentuale di decessi osservato fino ad agosto dovesse restare costante ci si aspetterebbe, alla fine del 2015, circa 68000 decessi in più rispetto al 2014. Inoltre l'ISTAT specifica (fonte) che i dati sono forniti dai vari Comuni senza specificare le cause di decesso né la suddivisione per età, e quindi non permettono in alcun modo di trarre conclusioni. Ma i tuttologi se ne fregano, ovviamente! Loro hanno una marcia in più!

E quindi leggiamo da Beppe Grillo che la causa è l'inquinamento (qui il suo intervento). Il nostro tuttologo afferma anche che l'incremento di decessi "appare in gran parte concentrato nella componente femminile (+41mila) e che verosimilmente coinvolge soprattutto la fascia più anziana della popolazione residente nel nostro Paese". Dove se li sia sognati questi numeri lo sa solo lui, dato che non sono ancora noti. Il "verosimilmente" poi in realtà è vero sempre, dato che normalmente si muore molto di più da anziani che da giovani, anche senza l'inquinamento. Come spacciare un'ovvietà per una notizia inquietante e inaspettata.

A proposito, così per inciso, si parla di situazione disastrosa delle polveri sottili a Milano e nelle altre città, ma nessuno fa notare che la situazione delle polveri sottili in Italia è enormemente migliorata in questi anni, e che soltanto nel 2002 il numero di giorni in cui veniva sforato il limite era il doppio di oggi, e che il livello delle polveri negli anni 80 era almeno quattro volte quello di oggi. Inoltre sono praticamente scomparsi inquinanti come l'anidride solforosa, che negli anni 70-80 riempivano l'atmosfera delle nostre città (fonte). Queste informazioni si trovano facilmente in rete. Oltre a idolatrare la rete come strumento estremo di democrazia, bisognerebbe anche saperla usare

Nonostante la certezza di Grillo in proposito, il demografo Blangiardo, di cui lo stesso Grillo riprende le affermazioni, non menziona mai l'inquinamento. Egli però si chiede (fonte) se "i tagli alla sanità pubblica, dovuti alla crisi, abbiano accresciuto nel corrente anno il rischio di mortalità nei gruppi tipicamente più fragili: i vecchi”. E poi afferma che “E’ un evento “straordinario” che richiama alla memoria l’aumento della mortalità nei Paesi dell’Est Europa nel passaggio dal comunismo all’economia di mercato: un “déjà vu” che non vorremmo certo rivivere”. Insomma, l'Italia come l'ex Unione Sovietica. Anche in questo caso - parere personale - secondo me era meglio tacere. In ogni caso Blangiardo sottolinea giustamente che è necessario aspettare i dati definitivi e le analisi dettagliate.

Altri hanno invece ipotizzato che l'impennata nei decessi sia dovuta al calo delle vaccinazioni, in particolare quella influenzale, a seguito di certe campagne contro i vaccini. Anche in questo caso, bisogna fare due conti, pur essendo personalmente convinto di quanto siano scriteriate certe campagne antivaccinali. In media in Italia si registrano circa 8000 morti l'anno per complicazioni a seguito dell'influenza. L'Istituto Superiore di Sanità stima (fonte) che il calo significativo nel numero delle vaccinazioni abbia influito con alcune "centinaia" i morti in più. Mettiamo anche che siano qualche migliaia in più, ma insomma, per giustificare con il calo delle vaccinazioni i 68000 morti in più partendo da una media di 8000 all'anno, ce ne vuole! Non vaccinarsi contro l'influenza, se si è anziani e a rischio, è una cazzata (detto come va detto) ma onestamente non credo che possa spiegare 68000 morti in eccesso.

Sull'onda dell'entusiasmo nel dare aria alla bocca nemmeno Mario Giordano su Libero si lascia scappare la ghiotta occasione di scrivere un articolo in cui punta il dito sulle pensioni, la crisi, la sanità, i ticket, il welfare, la Fornero e tutto quello su cui il governo alla fine può essere incolpabile, perché quello è chiaramente lo scopo. Senza nessuna simpatia particolare per il governo, l'articolo è quanto di più sconclusionato sia recentemente stato stampato dalle italiche rotative.

E poi vai con i "dati spaventosi" con tanto di foto di cimitero (fonte), e di nuovo l'inquinamento, la mancanza di cure adeguate e l'impoverimento della preparazione tecnica degli operatori sanitari (fonte). Ovunque il termine "spaventoso" e tutti i suoi sinonimi più inquietanti spadroneggiano.

In questo quadro tragico pochi si ricordano di menzionare che l'Italia è uno dei paesi a più alta aspettativa di vita al mondo, ben al di sopra della quasi totalità degli altri paesi europei (fonte). Se fa comodo spaventare gli elettori per avere qualche voto in più, anche il bollettino di guerra fa comodo.