venerdì 29 maggio 2015

Nikola Tesla dixit

Povero Tesla, se potesse veramente dire la sua!


Nikola Tesla è stato un brillante e geniale ingegnere, famoso per le sue invenzioni e i suoi brevetti nel campo dell'elettromagnetismo. Questo gli è ampiamente riconosciuto dalla scienza e dalla storia. Addirittura gli hanno dedicato l'unità di misura del campo magnetico, il Tesla, per l'appunto. Negli ultimi anni della sua vita però sembra che il nostro eroe fosse andato un pelino fuori di melone, e il suo comportamento un po' eccentrico portò in seguito la gente ("certa" gente...) ad attribuirgli incredibili anticipazioni di sviluppi scientifici successivi. Ciò è anche dovuto al fatto che Tesla lasciò poca documentazione sui risultati che avrebbe ottenuto, spesso solo sotto forma di appunti e non di lavori organizzati e comprensibili a tutti. Pertanto è relativamente facile attribuirgli le idee più strampalate, o la paternità di invenzioni mirabolanti di ogni tipo.

Questo fa sì che Tesla sia oggi il mito di ogni complottista che si rispetti. Nikola Tesla, l'uomo che ha sfidato il sistema! Il sistema: la parola che piace tanto al complottista, perché al generico sistema si possono affibbiare tutte le colpe possibili, tanto "il sistema" non ha né nome né cognome e non devi quindi sbatterti più di tanto a combatterlo. Il nostro Nikola vanta gruppi di fan su Facebook, siti web e libri a lui dedicati, dove i suoi sostenitori gli attribuiscono di tutto, e elencano tutto ciò che egli avrebbe inventato e che, per volere del "potere", è stato insabbiato. La solita tiritera del complotto, insomma.

Qualche esempio?

Il Dr. Nikola Tesla ha riscoperto quello di cui erano a conoscenza gli antichi costruttori delle piramidi: piramidi, obelischi e pietre erette generano un flusso costante di ioni negativi, utilizzabili per migliorare gli ecosistemi e rinverdire i paraggi circostanti.

Che attorno alle piramidi ci sia il deserto deve essergli sfuggito. Forse il flusso di ioni negativi non è poi così costante, e col tempo anche le piramidi si sono scassate la minchia di erogare a gratis.

Oppure:

L'automobile spinta dall'etere di Nikola Tesla. Nikola Tesla sostituì il motore a benzina con un motore elettrico a corrente alternata di 80 cavalli, senza una fonte di energia esterna, senza batterie: installò sull'auto un piccolo circuito collegato a distanza ad un'antenna che trasmetteva energia nell'etere.

In figura si vede un'immagine d'epoca in cui Nikola Tesla e alcuni collaboratori mostrano come fa l'etere a spingere l'automobile.



Un sito che si definisce "una guida online per aprire un'azienda e iniziare un businnes di successo" elenca tutte le invenzioni più importanti di Tesla, tra cui spiccano in ordine crescente di importanza, come i fuochi d'artificio, che iniziano piano e terminano col botto finale: i raggi X, la radio, il controllo remoto (sarebbe il telecomando), il motore elettrico, la robotica, il laser, la wireless e l'energia libera.

Non so voi, mai io di un sito che spara così tante puttanate con nonchalance e allo stesso tempo si autodefinisce "una guida per aprire un'azienda e inziare un businnes di successo" non mi fiderei neanche per aprire un banco per le caldarroste.

Comunque mi incuriosisce questa storia dell'energia libera, giusto per capire cosa sia, e cerco un po' in rete, scoprendo ad esempio che Tesla avrebe dichiarato:

"La corrente continua si può trasmettere nei cavi elettrici alla distanza di alcuni chilometri soli. A differenza di quella corrente, la corrente alternate, che vibra in un ritmo continuo di qua e di là, si può trasmettere con le file e i cavi ad alta tensione per centinaia dei chilometri."

Da cui si intuisce che Tesla è stato anche un precursore di Google Translator.

Altre invenzioni rimaste ingiustamente nel cassetto perché boicottate dai poteri forti, sono il ferro da stiro con le ruote, per ridurre l'attrito e l'orologio che dice l'ora esatta fra 24 ore.
 
Va poi molto di moda, fra gli adulatori di Tesla della rete, citare le sue frasi assemblandole virgolettate a una sua fotografia. Ovviamente in questo modo fanno dire al povero Nik qualunque cosa, e il virgolettato starebbe a significare che quella cosa l'ha detta proprio lui, tanto chi controlla? Di sicuro Tesla non potrà smentire tutte le idiozie che gli mettono in bocca, poveraccio. Secondo me è li che si incazza ogni volta che vede postata a suo nome la puttanata del giorno, e non può dire niente perché la comunicazione via etere non funziona. La fotografia tipicamente lo mostra nella "posa classica da candidato alle regionali", con la mano appoggiata al mento e lo sguardo vagamente voluttuoso.


Tra le frasi pronunciate da Nikola Tesla e ingiustamente tralasciate dai biografi spiccano in particolare:
  • A far la barba si sta bene un giorno, a prender moglie si sta bene un mese, ad ammazzare il maiale si sta bene un anno.
  • Un cavaliere tra due dame fa la figura del salame.
  • Frutto proibito, frutto saporito.
  • Gente trista, nominata e vista.
  • Donna nana, tutta tana.
  • Donna distesa non è mai lunga
  • Se un pezzo non funziona con solo basso e batteria non sara' un cazzo di chitarra col flanger a farlo diventare bello
Ah, no, scusate, l'ultima l'ha detta Frank Zappa. Che però a Tesla gli somiglia quindi...


    giovedì 21 maggio 2015

    Il vademecum del perfetto ciarlatano

    Come distinguere il ciarlatano d.o.c.


    Il cancro si cura con il limone, i terremoti si prevedono con il radon, la sclerosi si cura con l'infusione di cellule staminali, esiste una macchina che produce energia dal niente, il diabete si guarisce con una dieta di verdura, la fusione fredda esiste e lotta insieme a noi.

    Queste sono solo alcune delle mirabolanti affermazioni che ci capita di sentire, spesso complice la rete, e che il popolo di internet inoltra, diffonde e condivide aggiungendo pollici sollevati, corredando il tutto con commenti del tipo "DIFFONDETEEE!!!! PRIMA CHE LO CENSURINOOOO....!!!!!" in un tripudio di maiuscole gridate, punti esclamativi e puntini di sospensione.



    La caratteristica degli autori di queste grandi scoperte (se fossero vere, sarebbero scoperte epocali) è quella di essere dei ciarlatani. E' inutile girarci attorno: la definizione, l'unica possibile, è questa. Non mi riferisco agli scienziati mancati, quelli che nel segreto della propria stanzetta cercano di emulare Einstein sviluppando improbabili teorie del tutto. Quelli sono in buonafede. Mi riferisco a quelli che, in malafede, decantano le proprie scoperte spacciandole come le soluzioni dei problemi dell'umanità.

    E come si distingue un ciarlatano da uno scienziato serio? Come fa l'uomo della strada, un non addetto ai lavori, a sapere se la presunta scoperta è vera, è credibile, o è una bufala? O peggio ancora una truffa? Ecco una guida infallibile. Provate a vedere quanti dei punti elencati qua sotto combaciano con il caso in questione e scoprirete se avete a che fare con un ciarlatano d.o.c.

    • L'autore della scoperta non è in realtà uno specialista esperto del settore, anzi spesso di mestiere fa tutt'altro. Se si parla di cancro al massimo è un neurologo, se non è addirittura stato radiato dall'albo, se si parla di cellule staminali è un laureato in scienza della comunicazione, se si parla di terremoti è un elettricista in pensione, se si parla di fusione fredda è un laureato in filosofia.
    • L'autore della scoperta accusa la scienza e il mondo accademico di non prendere in considerazione il suo lavoro, osteggiando e ignorando per partito preso il suo operato.
    • L'autore della scoperta non pubblica il suo risultato su alcuna rivista scientifica accreditata del settore, o spesso non sottomette neanche a pubblicazione il suo lavoro, accusando pero' allo stesso tempo l'establishment scientifico di ostracismo nei suoi confronti.
    • L'autore della scoperta pubblica i suoi risultati (che se fossero veri sarebbero epocali) solo sul suo sito web personale, su riviste che non sono sottoposte a peer review o con un impact factor bassissimo, o addirittura su riviste da lui create, e mascherate da riviste scientifiche ufficiali, con titoli che somigliano a quelli di famose riviste scientifiche.
    • L'autore della scoperta ostenta presentazioni a conferenze e congressi i quali, ad un'analisi approfondita, si rivelano appartenere alla categoria dei "falsi congressi", quelli in cui paghi e ti stampano i proceedings su qualunque cosa, anche lo studio sul volo degli asini o il galleggiamento delle lastre di ghisa, senza alcun controllo (ce ne sono a centinaia).
    • Alla domanda su perché si rifiuta di pubblicare il suo lavoro seguendo i normali criteri scientifici, l'autore della scoperta risponde che il suo unico interesse è il benessere apportato alla comunità dalla sua scoperta, e che non gli interessa la notorietà nel mondo scientifico e accademico.
    • L'autore della scoperta è vago sulle procedure sperimentali che hanno portato allo scoperta stessa.
    • L'autore della scoperta propone misure a supporto della sua tesi che sono difficilmente riproducibili, o non sono state ottenute secondo i normali canoni della metodologia scientifica. 

    • L'autore si rifiuta di sottoporre la sua scoperta al vaglio di test indipendenti effettuati da altri ricercatori, sostenendo che le affermazioni della gente (in particolare questo accade in campo medico) sono di per sé una certificazione sufficiente della veridicità del suo metodo. Della serie: "se c'è gente che dice di essere guarita dal cancro ingozzandosi di bicarbonato, a che serve fare uno studio serio?"
    • L'autore della scoperta ha un suo sito web, o un suo profilo facebook, o entrambi, dove risponde con modi molto rassicuranti e ostentando grande professionalità alle domande di chi si manifesta interessato al suo lavoro.
    • L'autore della scoperta smette di rispondere in modo rassicurante e ostentando grande professionalità quando si rende conto che a chiedere informazioni sul suo lavoro è un esperto del settore.
    •  L'autore della scoperta, sullo stesso sito web, censura tutte le critiche al suo lavoro,  bannandone gli autori.
    • L'autore della scoperta vende libri, tiene corsi a pagamento, dove descrive il suo metodo e i suoi studi
    • L'autore della scoperta rifiuta qualunque confronto con altri scienziati nei luoghi dove normalmente essi avvengono, ovvero i congressi scientifici o le presentazioni scientifiche di fronte a una platea di esperti.
    • L'autore della scoperta partecipa invece volentieri a dibattiti televisivi e talk show.
    • L'autore della scoperta gode di un nutrito fan club in rete e, a volte, nelle piazze
    •  La "scoperta" è diffusa in rete dai suoi sostenitori accompagnata da post dai toni eclatanti e perentori, del tipo "Quest'uomo ha scoperto come guarire il cancro!!!!".
    • L'autore della scoperta non è mai dubitativo nell'esprimere i suoi risultati, ma al contrario dispensa certezze (la mia cura guarisce il cancro, guarisce la sclerosi, guarisce il diabete etc)
    • L'autore della scoperta richiede pagamenti mascherati da "donazioni".
    • L'autore della scoperta si propone, e come tale viene acclamato dai suoi seguaci, come un paladino della libera scienza, un difensore della gente comune, e contemporaneamente un martire dell'establishment.

    Se solo alcune di queste affermazioni combaciano al caso in questione, avrete la certezza di trovarvi di  fronte a un ciarlatano. Ma la cosa curiosa è che quasi mai alcune di queste affermazioni si adattano al caso in questione. In genere TUTTE queste affermazioni si adattano perfettamente al caso in questione! Quando si è ciarlatani, lo si è all-inclusive: si acquista tutto il pacchetto. Altrimenti si rischia di non essere creduti, perché, vista la grande concorrenza, anche per farsi notare come ciarlatano ci vuole impegno!




    venerdì 15 maggio 2015

    Dio: il testimonial dei giornalisti scientifici.

    Vuoi che leggano un articolo sul CERN? Metti Dio nel titolo.

    Mi è capitato di recente di leggere un articolo sul CERN di Ginevra, pubblicato dall'Espresso. Titolo: "Reportage - Il CERN fra Dio e Scienza."

    Lo leggo, incuriosito da quel titolo, chiedendomi in che modo avranno fatto entrare Dio nell''articolo. Arrivo in fondo e non trovo niente sul Padreterno. Si parla delle solite cose che si dicono negli articoli sul CERN: l'invenzione del web, il bosone di Higgs, la tecnologia, Fabiola Gianotti, etc etc. Niente di nuovo, ma tutto sommato un articolo decoroso, considerati gli standard medi. Però di Dio nessuna traccia. Per esserne certo cerco la parola "Dio" nel testo con il find, e mi viene fuori soltanto la parola "stuDIO".

    Traduzione: Dio è stato usato come specchietto per le allodole. Come invogliare il lettore-cretino-medio a leggersi un articolo che parla di ricerca scientifica, senza neanche una tetta occhieggiante, o un mistero misterioso che chissà cosa potrebbe essere? Semplice: ci mettiamo Dio!  Per vendere le automobili si sfruttano tacchi a spillo e metrate di cosce, per vendere la scienza si sfrutta Dio.

    Mi chiedo: possibile che in Italia, salvo rare lodevoli eccezioni,  non si possa scrivere un articolo scientifico per il grande pubblico parlando solo di scienza, senza infarcirlo di puttanate che niente hanno a che vedere con l'argomento? Senza parlare di misteri, senza usare diecimila volte la parola "inspiegabile", senza toni roboanti o apocalittici, senza lasciar sottintendere quello che non è, oppure senza il piano B, cioè tirare in ballo la fede?

    Si perché evidentemente i giornalisti nostrani, complice la subcultura ereditata da Benedetto Croce ancora largamente diffusa in Italia, sono convinti che lo scienziato sia continuamente dilaniato dal conflitto scienza-fede. Che si rotoli la notte nel letto, madido di sudore, incapace di prendere sonno, a riflettere se le sue scoperte possano mettere a repentaglio la fede, o se sono in contraddizione con "il vero", torturato dal dubbio se non si sia spinto troppo oltre nel sondare l'insondabile, o se, al contrario, non sia inconsciamente attratto dal diventare egli stesso Dio, per poi finalmente sbarazzarsi del Dio creatore. Una vita terribile, quella degli scienziati, dilaniati dalla tentazione di sostituirsi al Padreterno e dettare loro le regole dell'universo.

    E quindi adesso mi rivolgo ai giornalisti e a tutti i pensatori della domenica che scrivono dell'annoso conflitto fra scienza e fede, convinti che la vita dello scienziato sia afflitta da questa continua tentazione-paura di sconfiinare in ciò che non si può conoscere. Giornalisti e pensatori bananas, fatevene una ragione, agli scienziati, quando fanno gli scienziati, di Dio non frega niente. Non ci pensano proprio a Dio, quando fanno il loro lavoro. Mettetevi il cuore in pace!

    L'idea di Dio non condiziona la ricerca scientifica. Ma proprio neanche un po'! La scienza è laica (se Dio vuole!). Nessun risultato scientifico viene enfatizzato o nascosto sotto il tappeto in base a considerazioni religiose o di fede. Né lo scienziato pensa mai a come le sue ricerche possano coincidere o essere in conflitto con la fede. Poi, nel suo animo, come qualunque essere umano, egli sarà credente, religioso fervente, credente a modo suo, agnostico ateo o mangiapreti. Il suo Dio sarà quello certificato dalla Chiesa, sarà un Dio di comodo modellato a proprio uso e consumo, o magari non sentirà affatto il bisogno di alcun Dio, ma tutto ciò non entrerà mai in conflitto con il suo lavoro. Eventualmente, se personaggio pubblico, manifesterà apertamente le sue convinzioni religiose o di ateo (a volte anche perdendo un'ottima occasione per tacere), ma in nessun modo questo interferirà con la sua attività scientifica, che è laica per definizione. 

    Ve lo garantisco, filosofi della domenica, che in tanti anni che faccio questo mestiere, in tante chiacchierate con i colleghi al CERN, che è l'ambiente scientifico che frequento, non ho mai, sottolineo MAI sentito parlare del problema di come conciliare Dio con il proprio lavoro. Ma questo non per superficialità o chiusura mentale, come alcuni potranno pensare. Non per indomito, testardo materialismo. Non per incapacità di avvicinarsi al "vero", come diceva Benedetto Croce (che il Padreterno se lo fulmini per la marea di cazzate che ha sparato mentre era in vita, e che ancora fanno sentire i loro effetti), ma semplicemente perché il problema non esiste. Il fatto non sussiste!

    E quindi non si può analizzare un problema inesistente.  Sarebbe come pretendere che i pesci argomentassero su come scalare la Nord del Cervino, o che il Bologna si preoccupasse di come affrontare due campionati consecutivi in serie A. Non si può discutere di cose prive di senso.

    PS: Alcuni diranno: e allora la "particella di Dio"? Come mai, se il lavoro degli scienziati è così disaccoppiato dal misticismo, hanno chiamato il bosone di Higgs "la particella di Dio"?  

    Risposta: il nome "particella di Dio " non viene dagli scienziati ma, anche in questo caso, guarda caso, da un giornalista. O meglio da un editore. A riprova di quello che dicevo sopra.

    La storia è che un fisico, il premio Nobel Leon Lederman, scrisse un libro sulla ricerca del bosone di Higgs, e lo propose all'editore con il titolo "The Goddam Particle", ovvero "la particella maledetta". L'editore, fiutando un maggiore successo commerciale, modificò il titolo trasformando "Goddam" in "God". Uguale no? Stesso significato! E da allora ogni volta tocca di sentire il cretino di turno che scrive da qualche parte che "gli scienziati, con la particella di Dio, vogliono sostituirsi all'Onnipotente".  Tutta questa storia avrà pure fatto pubblicità al CERN e alla fisica, ma sinceramente di questo tipo di pubblicità se ne farebbe volentieri a meno.

    venerdì 8 maggio 2015

    Il web: un esempio di come funziona la ricerca scientifica



    Le applicazioni pratiche della ricerca di base sono quasi sempre imprevedibili, ma ci sono sempre: si tratta soltanto di aspettare

     

    Il 23 agosto del 1991 il CERN rende pubblico il "World Wide Web", oggi comunemente detto "il web". Lo rende pubblico gratuitamente, rinunciando a qualunque tipo di diritti. Se avesse chiesto 1 euro per ogni sito web aperto, a quest'ora il CERN sarebbe tra le aziende più ricche del pianeta. Ma il CERN non è un'azienda, è un laboratorio di ricerca finalizzato alla ricerca di base, ovvero alla comprensione dei fenomeni naturali, e nel suo statuto non è contemplato il fatto di poter fare soldi.

    A parte questo, la storia del web è emblematica per capire come funziona la ricerca scientifica, e come hanno luogo le sue ricadute pratiche, quelle che tornano utili all'umanità. E che il web sia qualcosa che è tornato utile all'umanità, e che abbia stravolto il mondo, penso non ci siano dubbi, e non sia necessario spiegarlo.

    Il web nasce nel 1990 ad opera di due informatici del gruppo IT del CERN: Tim Berners-Lee e Robert Cailliau, che mettono a punto un protocollo standard per pubblicare e condividere documenti ipertestuali, testi, grafica e immagini, usando una rete mondiale di computer.

    sabato 2 maggio 2015

    Eccezionale scoperta fatta dai pesci


    Notizie incredibili dal mondo dei pesci. Anzi, per meglio dire: notizie dal mondo dei pesci-scienziato.  Sì perché noi non lo sappiamo, a noi i pesci sembrano tutti più o meno stupidi uguale, ma anche tra di loro ci sono gli scienziati, che dedicano la vita a studiare quello che per loro è l'universo: il mare.

    Gli scienziati, fra i pesci, in questi ultimi anni sono alle prese con un difficile problema: come è fatto il mare. In realtà da sempre i pesci si sono posti questo problema, prima ancora che anche tra di essi nascesse la scienza. Ma oggi essi si chiedono come è fatto il mare non davanti alla propria tana, o nella propria zona di caccia, ma come è fatto su grande scala, su grandi distanze, in zone che mai saranno raggiungibili da nessun pesce, ma che con i mezzi della scienza e della ragione (che ai pesci non manca) sono comunque indagabili.

    Al momento lo stato della conoscenza sulla composizione del mare, da parte dei pesci, è che esso è composto principalmente da sali. Ci sono sali di magnesio, di zolfo, di potassio, e anche vari carbonati. Inoltre la materia che compone il mare è composta anche da nitrati e fosfati, e via via anche piccole percentuali di altri elementi. 

    Tuttavia la quasi totalità del mare, affermano gli scienziati pesci, è costituita da un sale che essi hanno chiamato cloruro di sodio. Si può dire che, in buona sostanza, il mare è fatto di cloruro di sodio.

    Tuttavia da alcuni anni certi esperimenti di grande precisione sembrano indicare con sempre più certezza una cosa incredibile: il cloruro di sodio, per secoli ritenuto sostanzialmente il costituente principale del mare, sembra essere in realtà una frazione molto piccola del tipo di sostanza che costituisce veramente il mare. Soltanto il 3,5%! Il resto del mare, dicono gli scienziati-pesci, è costituito da una sostanza la cui natura è completamente sconosciuta. E stiamo parlando del 96,5%, cioè praticamente tutto il mare!

    Raffinati esperimenti mostrano infatti che il cloruro di sodio (che i pesci chiamano genericamente "sale") che compone il mare è in realtà immerso in una sostanza sconosciuta che è lei, e non il sale, a determinare la dinamica di tutto ciò che accade nel mare. Gli scienziati pesci hanno chiamato questa sostanza sconosciuta che compone la quasi totalità del mare "materia oscura". Di questa materia oscura non se ne conosce la composizione, dicono gli scienziati-pesci, ma se ne possono misurare gli effetti.

    "La materia oscura ci circonda anche se non ce ne rendiamo conto", afferma il direttore del laboratorio di cosmologia sperimentale della Fossa della Tonga." Tutti noi ci muoviamo al suo interno, ma non abbiamo idea di che cosa essa sia in realtà.

    Le prime misure a indicare la presenza della materia oscura erano legate al movimento del plancton. Esse mostravano chiaramente che il movimento di questi minuscoli organismi non poteva essere spiegato soltanto dal sale, ma che ci doveva essere qualcos'altro che ne regolava la loro dinamica. Che cosa fosse questo qualcos'altro era, e resta tutt'ora, un mistero.  Con il passare del tempo altri esperimenti hanno mostrato chiaramente con sempre maggiore evidenza la presenza di questa materia sconosciuta.

    Ma le cose incredibili non sono finite qui: alcuni esperimenti condotti recentemente dai pesci sembrano indicare che l'intera dinamica del mare su grande scala sia determinata addirittura da una misteriosa forza esterna aggiuntiva, da qualcosa che non è né sale né materia oscura, e che tuttavia è lei, su grandissima scala, a dettare legge sul mare. Questa misteriosa presenza è stata chiamata dai pesci "energia oscura", per indicare che non si sa proprio cosa sia. Ma la cosa sorprendente è che sembra che rispetto ad essa il sale e la materia oscura siano tutto sommato delle inezie, qualcosa di insignificante.  

    Anche fra i pesci, come per gli umani, ogni grande scoperta apre molti più interrogativi delle risposte che riesce a dare.